ROMA – Anche i risparmiatori abruzzesi di Banca Etruria e Carichieti sono stati stamattina davanti alla sede romana della Banca d’Italia per la manifestazione nazionale organizzata dal Comitato vittime del salva banche, e dalle associazioni Adusbef e Federconsumatori “contro Banca d’Italia e il suo ambiguo e complice operato nella vicenda dei 4 crac bancari”.
In prima linea a manifestare davanti a palazzo Koch anche il comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli che raduna oltre 1500 azionisti e obbligazionisti della sede del piccolo comune aquilano, ma anche di Lazio e Toscana.
Il comitato lo scorso 13 dicembre è sceso in piazza anche a Firenze in occasione dell’ultimo giorno della convention della Leopolda. Sono migliaia i risparmiatori che hanno abruzzesi che hanno visto diventare carta straccia le loro obbligazioni e azioni.
Tra questi, 728 i sottoscrittori chietini di obbligazioni subordinate di Carichieti e fra questi 42 hanno una esposizione importante. I risparmiatori delle 4 banche hanno presentato istanza per essere auditi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Una manifestazione legittima – commenta l’avvocato del Comitato di Pizzoli Vanna Pizzi – I 100 milioni del fondo di solidarietà non basteranno a coprire i casi accertati dei soli obbligazionisti, sulla base delle dichiarazioni di Banca D’Italia”.
Alla manifestazione anche il sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio.
“Purtroppo non ho più fiducia nell’operato della politica – commenta – Non credo che questa via sia quella giusta per recuperare i risparmi dei cittadini. Sono solo 100 milioni che non basteranno a fronte dei 250 milioni che servirebbero. È necessario intervenire con il sequestro preventivo dei beni come è nelle intenzioni del comitato”.
Alla luce dell’inchiesta della procura di Arezzo che vede otto indagati tra persone giuridiche e fisiche, tra i quali figurano anche l’ex presidente Lorenzo Rosi e l’ex componente del Cda Luciano Nataloni, l’avvocato Pizzi inoltrerà richiesta di sequestro preventivo dei beni “come forma cautelare per tutelare gli interessi di tutti i risparmiatori danneggiati”.
PRIMA COMMISSIONE BLOCCA RISOLUZIONE DI PIETRUCCI
Intanto è bagarre in Regione, dove tra accuse di “campanilismo” e “ipocrisia politica” si è fermata in prima commissione permanente la risoluzione urgente a firma del consigliere del Pd Pierpaolo Pietrucci che impegnava il presidente, Luciano D’Alfonso, ad “attivarsi con governo e parlamento”, per cercare soluzioni concrete alle sorti dei risparmiatori abruzzesi che hanno perso tutti i loro soldi dopo il salvataggio di Banca Popolare dell’Etruria, Carichieti, Banca delle Marche, CariFerrara, con il decreto del governo dello scorso 22 novembre.
A scatenare l’ira di Pietrucci, lo scontro andato in scena ieri mattina in sede di commissione con il Movimento 5 stelle e Forza Italia che di fatto ha impedito la presentazione in aula della risoluzione, in occasione del prossimo Consiglio utile. I grillini hanno definito la risoluzione “una voglia lavarsi la coscienza da parte del Pd che non avrà nessun effetto”, mentre il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo ha sottolineato che “Pietrucci pensa che la Regione sia limitata solo ai confini della sua città e provincia ma l’assise regionale non è un luogo per salvaguardare gli interessi particolari”.
“Febbo è vittima di una visione distorta indotta dal pregiudizio – ha replicato il consigliere del Pd – Lungi dall’essere a tutela dei soli risparmiatori e azionisti aquilani, la risoluzione che ha contribuito a far respingere era per l’Abruzzo, per gli abruzzesi titolari di obbligazioni di tutte e quattro le banche coinvolte. Resta a questo punto ancora più inspiegabile l’opposizione di Forza Italia e di tutta la minoranza, compreso il Movimento Cinque Stelle, che tanto si erge alla difesa dei cittadini da preferire la polemica politica all’azione fattiva”.






