CHIETI – Boom di domande e smaltimento che sta andando un po’ a rilento perché spesso da una istanza nascono 3, 4 pratiche distinte per le cointestazioni o gli acquisti multipli.

A spiegarlo è Salvatore Paterna, vicedirettore generale del Fondo interbancario, soddisfatto comunque del lavoro fatto finora dal Fitd, che ha portato a trattare quasi 8 mila pratiche (7.670) e a liquidarne 2.300 per un controvalore di quasi 28 milioni di euro.

L’83% degli indennizzi liquidati finora ai risparmiatori delle vecchie Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti “sono per importi sotto i 20 mila euro”.

Il Fondo finora ha “lavorato 7.670 istanze” da parte dei risparmiatori, con poco meno di 400 sospensioni o interruzioni per integrare la documentazione e “circa una ottantina di istanze rigettate per mancanza dei requisiti”.

Da metà settembre a oggi “sono state liquidate oltre 2.300 pratiche” per “un totale di indennizzi già erogati di 26 milioni 868 mila euro”.

Si tratta sempre di bonifici di entità ridotta, visto che i rimborsi “inferiori ai 10 mila euro si attestano al 62,7%, che salgono all’83% considerando anche quelli tra i 10 mila e i 20 mila euro”.

“Dal nostro punto di vista – spiega Paterna – stiamo andando bene. Certo, per chi da esterno attende il rimborso” qualche giorno di ritardo rispetto ai 60 giorni indicati dalla legge oramai si registra.

Il problema è che “la quantificazione iniziale delle richieste, una stima di circa 6.500” risparmiatori che rispondevano ai requisiti per richiedere l’indennizzo forfettario, “risultata assolutamente sottostimata rispetto alle pratiche effettive che tendono a raddoppiare.

Il numero delle cointestazioni e degli acquisti multipli hanno preso una consistenza inattesa, e questi per esigenze amministrative e di calcolo devono essere trattate separatamente”.

“Coloro che avranno diritto – assicura – saranno rimborsati fino all’ultimo centesimo previsto dalla legge” ma “a questo punto la macchia sta lavorando alla massima potenzialità ma fatichiamo a rispettare i 60 giorni. Non è tanto un problema di risorse disponibili (il Fitd ha già aumentato l’organico ad hoc per gestire i rimborsi, ndr) perché c’è una fase non comprimibile di controllo delle liquidazioni, per essere certi che le siano fatte nel modo corretto e i rimborsi vadano nelle percentuali giuste e alle persone giuste”.

Ogni settimana vengono liquidate “tra le 200 e le 250 pratiche”, che si possono portare “al massimo a 400” aggiungendo un flusso di bonifici ma si tratterebbe comunque di “un ritmo che non consentirebbe di restare entro” i termini di legge, che tra l’altro “non sono perentori”, e non prevedono sanzioni se non sono rispettati.

Il Fondo ha comunque “segnalato il problema al ministero dell’Economia a inizio dicembre, chiedendo di intervenire sul piano normativo con un allungamento dei tempi fissati per la liquidazione delle pratiche, almeno raddoppiandole”.