L’AQUILA – Alla fine arrabbiarsi paga, e la burocrazia si “smucchia”: è previsto per domani mattina l’abbattimento del branco di cinghiali che da una settimana si sono introdotti dentro una recinzione, e stanno devastando vigneti di prezioso traminer e pinot nero, coltivazioni di zafferano e di tartufi, dell’azienda agricola di frontiera della signora Adriana Tronca, di Goriano Valli, borgo medioevale nel versante aquilano del Parco regionale Sirente Velino.
La signora Adriana aveva affidato il suo sfogo proprio ad Abruzzoweb, visto che erano giorni che invano chiedeva aiuto ad ente Parco, Prefettura dell’Aquila, Comune, Regione Abruzzo, e Carabinieri forestali. Senza che nessuno intervenisse, perché non era chiara la procedura corretta da adottare per dare l’ok ad un tempestivo abbattimento straordinario della fauna selvatica in area protetta.
Poi alla fine, dopo il clamore mediatico, la procedura è stata magicamente trovata: il Comune di Tione degli Abruzzi ha infatti scritto questa mattina al prefetto, e contemporaneamente si è mobilitato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe, e parallelamente l’ente Parco, che ha contattato, prima ancora della lettera del prefetto, la Polizia provinciale.
E così per domani è previsto il sopralluogo ufficiale, con tutti i crismi autorizzativi e legali, di una squadra composta dalle guardie del Parco, di addetti della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, e soprattutto degli agenti della Polizia provinciale, che potranno procedere all’abbattimento.
“Certo, si doveva intervenire prima, oramai ho subito ingentissimi danni – commenta la signora Adriana – ma almeno quello che è accaduto servirà per future emergenze di questo tipo, ora infatti l’iter è finalmente chiaro. Ringrazio in particolare l’assessore Pepe, che mi ha telefonato più volte, e ha contribuito in prima persona a sbloccare la pratica autorizzativa, e mi ha assicurato che ci sono fondi disponibili per riparare la recinzione, oltre che i rimborsi dei danni”.
E conclude: “purtroppo oramai in questo territorio il proliferare dei cinghiali è completamente fuori controllo. E anche i miei terreni, che pure ho recintato a mie spese, con oltre 5 chilometri di spessa rete metallica, non sono al sicuro. Gli animali infatti possono sempre trovare una via di accesso, un buco dove infilarsi, e poi in poche ore riescono a vanificare tutto il tuo lavoro, e il futuro raccolto”.






