AVEZZANO – “In questi anni il sindaco uscente ha speso più energie per cercare di spaccare i tanto disprezzati partiti anziché affrontare le tante irrisolte problematiche della città. Ottenendo peraltro scarsi risultati su entrambi i fronti”.
Non si fa attendere la replica del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, l’avezzanese Massimo Verrecchia, a quanto affermato dal sindaco civico di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, nella recente intervista ad Abruzzoweb, in cui ha confermato che si ricandiderà per un terzo mandato, il secondo consecutivo, a primavera del 2026, ancora una volta puntando sulla “terza via” civica, trasversale ai partiti. (Qui il link)
“Dopo oltre un decennio trascorso in consiglio – incalza però Verrecchia -, di cui la gran parte sullo scranno di primo cittadino, Di Pangrazio, piuttosto che riconoscere il proprio fallimento, ha rilanciato con vecchi e nuovi mirabolanti annunci ricandidandosi a sindaco. Ma il tempo è scaduto e dubito che i cittadini gli concedano l’ennesima proroga”.
Di Pangrazio, dopo aver flirtato con le forze di centrodestra, nell’intervista ha dato il ben servito ai partiti, “divisi e litigiosi”, e che sono “il vero minestrone”, altro che il suo civismo che invece è “certezza di stabilità e buon governo”. Confermando anche il sodalizio con l’assessore regionale al Bilancio di Fratelli d’Italia, Mario Quaglieri, campione di preferenze alle regionali del marzo 2024, con oltre 12mila voti, rappresentato in maggioranza dal suo collaboratore politico all’assessorato, Nello Simonelli e anche dall’assessore Iride Cosimati, tessera Fdi in tasca, passata dalla opposizione alla maggioranza.
Agli antipodi dunque della posizione di Verrecchia, avversario interno in Fdi di Quaglieri, e che lavora già da tempio a ricompattare il centrodestra alle prossime elezioni avezzanesi, con la formazione canonica e tradizionale, superando le divisioni che hanno causato la sconfitta alle comunali dell’ottobre 2020, quando Fi ha appoggiato l’economista Anna Maria Taccone, ed esponenti dell’area forzista nelle civiche di Di Pangrazio, Lega e Fdi hanno candidato il salviniano imprenditore Tiziano Genovesi, poi passato a Forza Italia, arrivato al ballottaggio, vittima anche lui di defezioni e tradimenti interni. Con Quaglieri accusato di aver appoggiato le civiche di Di Pangrazio, che poi ha contraccambiato appoggiando Quaglieri nelle per lui trionfali regionali dell’anno scorso.
Ma l’aria è cambiata, assicura Verrecchia: “il centrodestra è unito e compatto e, al di là dei rapporti istituzionali che correttamente vanno tenuti con tutte le amministrazioni e persino con la sua, sta già lavorando per presentarsi alle comunali del 2026 come coalizione con programmi seri, concreti e realizzabili in tempi certi”.
Riguardo a Fratelli d’Italia, Verrecchia ricorda al sindaco “cosa hanno ribadito più volte i dirigenti provinciali e regionali: gli iscritti al partito saranno tenuti a rispettare la linea politica che si darà il congresso cittadino, che ad Avezzano è sempre stata di chiara e netta opposizione al suo civismo a targhe alterne e chiunque farà scelte diverse lo farà a titolo personale, mettendosi fuori da Fratelli d’Italia”.
“Se oggi ad Avezzano si può parlare di nuovo Ospedale, di nuovo velodromo, della Pescara Roma come nuova tratta ferroviaria e di tanto altro è solo ed esclusivamente grazie al centrodestra e ai partiti che la compongono. L’isolazionismo compiaciuto di Di Pangrazio e la suggestiva narrazione di un civismo autosufficiente e antagonista al sistema dei partiti danno la misura di un imbarazzante eccesso di protagonismo personale che sta creando seri danni alla credibilità e alle prospettive di crescita della città nel contesto regionale e nazionale”, conclude Verrecchia.



