AVEZZANO – “Politicamente oggi mi sento un orfano ma non rinnego nulla di quello che ho fatto”.

Antonello Floris, ex sindaco di Avezzano (L’Aquila) in quota al centrodestra con un trascorso di consigliere comunale di opposizione per Alleanza nazionale ai tempi del governo cittadino del “medico di Togliatti” Mario Spallone, è uno dei tanti delusi dell’evoluzione strana che sta avendo la politica, mai in crisi come adesso tra astensionismo e nascita di nuovi movimenti di protesta.

Ma non c’è rabbia né risentimento nelle parole di Floris che, anzi, afferma di “sentirsi finalmente libero di poter coltivare i miei hobby, a cominciare dalla caccia”.

L’ex primo cittadino, che non ha mai smesso di fare il medico neanche durante i dieci anni di mandato municipale ed è andato in pensione da un anno, esclude un suo ritorno in campo a breve: “non saprei con chi, non c’è una forza politica in grado di suscitarmi gli entusiasmi di un tempo”.

“Ho sempre amato confrontarmi con i cittadini – spiega – mentre la politica attuale è tutto meno che meritocratica, lo dimostra l’ultima uscita di Silvio Berlusconi contro le preferenze, quando la gente non può scegliere mancano cuore e passione, due ingredienti fondamentali”.

“Sia ben chiaro – precisa Floris – del mio passato vado orgoglioso, della mia militanza in An, della mia esperienza amministrativa, quello che non mi manca, invece, sono le estenuanti riunioni dove a farla da padrone erano le spartizioni dei posti e un mucchio di chiacchiere inutili”.

“E nemmeno – aggiunge – mi faccio sedurre dagli imbonitori dell’ultima ora: i vari Beppe Grillo o Antonio Di Pietro che sono un’aberrazione tipicamente italiana, men che meno le formazioni che si aggirano dalle parti del centro, Futuro e libertà in primis”.

Floris spiega di non sentire quasi più nessuno di quei compagni di viaggio che gli sono stati al fianco nelle due legislature da sindaco: “qualcuno mi ha chiesto all’inizio cosa fare, ma ho spiegato che per me è una parentesi chiusa, l’unico politico con il quale parlo è mio figlio Armando (capogruppo del Pdl alla Provincia dell’Aquila, ndr) ma non di questioni partitiche, non voglio condizionarlo, ha scontato fin troppo il fatto di essere stato sempre etichettato come ‘figlio di’, nonostante avesse iniziato a frequentare una sezione prima di me”.

Nessun interesse neppurre per la vita politica locale: “ad Avezzano non mi sembra succeda nulla di rilevante, ai miei tempi c’era un’opposizione seria e costruttiva, ora non so…”, dice sibillino.

A livello nazionale, invece, “al Pdl manca uno come Matteo Renzi, in grado di smuovere le acque e di costringere il partito a ricominciare a parlare di programmi, progetti e idee”.

La più bella soddisfazione, al contrario, è quella della riconoscenza della gente che, dice Floris, “mi ferma ancora per scambiare quattro chiacchiere e continua a manifestarmi affetto, compresi alcuni bambini delle scuole che mi fermano salutandomi ‘ciao, sindaco’, segno che in Italia i titoli onorifici non vengono mai meno”.