AVEZZANO – La passione intransigente ed il tocco di velluto di Roberto Gatto ammaliano il pubblico di Avezzano (L’Aquila) al teatro dei Marsi, accogliendo calorosamente la stagione ufficiale partita con l’Aj festival seconda edizione.

Venerdì 30 settembre, ha debuttato, come nelle migliori tradizioni del jazz, tra applausi a scena aperta e silenzi colmi di un’attenzione degna delle migliori platee del mondo, il quartetto storico del batterista romano Roberto Gatto, che sorpreso dal calore e dall’attenzione dei presenti ha regalato un bis colmo di ringraziamenti e complimenti: “vi ringrazio molto, siete un pubblico fantastico”.

Insieme ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’ufficio del teatro, agli imprenditori partner della manifestazione, agli appassionati, ai fotografi e ai giornalisti, erano in tanti gli spettatori venuti con entusiasmo ad apprezzare la raffinata manifestazione organizzata e promossa dall’associazione culturale Concert/azione eventi che ha saputo coniugare la musica jazz con le degustazioni di vino in un foyer trasformato dalle sculture in cartapesta di Petrucciani dell’artista napoletano Claudio Cuomo.

Il prossimo appuntamento tra jazz, vino e arte prevede sabato 8 ottobre, a partire dalle 19.30, la prestigiosa presenza del trio di Danilo Rea al pianoforte, Ellade Bandini alla batteria e Ares Tavolazzi al contrabbasso.

Seguirà venerdì 14 ottobre il travolgente Tommaso Starace quartet con Michele Di Toro al pianoforte, Attilio Zanchi al contrabbasso e Tommy Bradascio alla batteria.

L’ultimo appuntamento di quest’anno sarà quello della Jazz Christmas Night, il 17 dicembre, con la strepitosa presenza di Dee Dee Bridgewater.

Il jazz si fa dignitosamente largo ad Avezzano, tra le innumerevoli difficoltà degli organizzatori culturali e di tutti gli altri operatori per il reperimento dei necessari fondi.

Un plauso certamente va alla giovane associazione di donne Concert/azione eventi che con entusiasmo lavora affinché non si dica ancora, citando un verso del maestro Paolo Conte, che “le donne odiano il jazz”.