AVEZZANO – Il gup del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, ha respinto la richiesta dei legali del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, di trasferire nella sua città il processo sul presunto utilizzo improprio delle auto blu, che viene contestato al primo cittadino nella sua qualità di dirigente della Provincia e a tre autisti.

Tra questi ultimi, uno ha chiesto di patteggiare una pena al di sotto dei due anni. Si tratta di Ercole Bianchini, che conoscerà l’esito dell’istanza nella prossima udienza fissata il 25 novembre, anche se, secondo quanto riporta Il Centro, è stato già concordato con i pm.

Nell’inchiesta finirono due colleghi di Bianchini, Patrizia Zazzara di Pescina e Mario Scimia dell’Aquila, la dirigente della Provincia Paola Contestabile e la dipendente Anna Maceroni.

Un anno fa la polizia sequestrò tre auto dell’Amministrazione Provinciale, due Alfa Romeo ed una Fiat Panda, sulle quali secondo l’accusa Di Pangrazio avrebbe viaggiato per fini personali.

Le accuse, a vario titolo, sono quelle di peculato, truffa, falso e abuso d’ufficio.