BRUXELLES – Dopo una caccia all’uomo durata tutta la notte Abdesalem Lassoued, l’attentatore tunisino che ieri sera ha ucciso due uomini a Bruxelles, è stato individuato ed è morto dopo uno scontro con la polizia. L’operazione si è chiusa stamattina proprio nei pressi della sua abitazione, nel quartiere di Schaerbeek. Con un conflitto a fuoco di pochi secondi. Lo scrivono i quotidiani belgi Le Soir e La Libre.
Inoltre, un’arma che assomiglia a quella usata nell’attentato è stata trovata nelle perquisizioni condotte dalla polizia, ha riferito inoltre la procura federale belga citata da Rtbf. All’emittente risulta che siano state rinvenute diverse armi nelle perquisizioni a Schaaerbeck, anche in un parco nelle vicinanze.
Nella serata di ieri l’uomo ha aperto il fuoco in centro a Bruxelles, vicino a Place Sainctelette, uccidendo due persone di nazionalità svedese, mentre poco lontano si disputava la partita Belgio Svezia, interrotta alla fine del primo tempo, e dandosi poi alla fuga. Fonti di polizia citate dai media locali riferiscono che l’assalitore ha urlato “Allah akbar”, uno degli elementi che ha spinto gli inquirenti a dare priorità alla pista terroristica. Le autorità belghe hanno deciso di alzare al livello massimo l’allerta.
L’uomo sarebbe già noto ai servizi segreti per la sua radicalizzazione. Il sospetto responsabile dell’attentato non rappresentava “una minaccia concreta e imminente”, ha assicurato dal canto suo il ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne.
Il tunisino “ha fatto richiesta di asilo nel nostro Paese nel 2019. È noto per atti sospetti: traffico di esseri umani, soggiorno illegale e minaccia alla sicurezza dello Stato. Nel 2016 – ha detto il ministro – informazioni non confermate trasmesse da un servizio di polizia straniero indicavano che l’uomo aveva un profilo radicalizzato e voleva partire per una zona di conflitto per la jihad. L’informazione è stata verificata, ma non si è potuto fare nulla. Non c’erano indicazioni concrete di radicalizzazione”.
Sulla pagina social di Abdesalem ci sarebbe anche un video che lo ritrae in Piazza della Vittoria a Genova.
Al momento la pagina è stata oscurata dal gestore del social. Per ora nessuna conferma da fonti investigative sulla sua presenza in Italia. Il video, del quale circola un fermo immagine, risalirebbe al 2021.
Rinforzati i controlli nelle città italiane, L’Aquila compresa.
In queste ore è in corso un’operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo – con due arresti nei confronti di un egiziano e un naturalizzato italiano di origine egiziane, accusati di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo.
L’operazione – da quanto appreso – non ha alcun collegamento con l’attentato di ieri sera a Bruxelles né con il recente arresto dello scorso sabato di un 33enne egiziano responsabile di un’aggressione a mani nude a tre passanti nel capoluogo lombardo impugnando una copia del Corano mentre proferiva frasi come “Allah è grande”. I due arrestati nell’operazione antiterrorismo della Procura di Milano, condotta dalla Digos, erano “estremamente attivi nella propaganda e nel proselitismo digitali per conto dell’Isis, mettendosi a disposizione dell’organizzazione terroristica e finanziando “cause di sostegno”‘ del sedicente Stato islamico, al quale “avrebbero prestato giuramento di appartenenza e di fedeltà”. Lo scrive il procuratore di Milano Marcello Viola, che ha indetto una conferenza stampa in Procura per le 11.30.
Tornando in Belgio: secondo la ricostruzione di Van Quickenborne, “all’inizio di quest’anno, avrebbe minacciato via social un occupante di un centro per richiedenti asilo nella regione di Campine. Questa persona lo ha denunciato, aggiungendo che era stato condannato per terrorismo in Tunisia. La polizia ha fermato il sospetto per interrogarlo. E questa presunta condanna per terrorismo ha spinto la polizia giudiziaria federale di Anversa, domenica 15 ottobre, a convocare una riunione prevista per oggi. Nel frattempo, i nostri servizi hanno appreso che il sospettato non è stato condannato per terrorismo in Tunisia, ma per reati comuni. Non si trattava di una minaccia concreta o imminente”.
Il Belgio ha convocato un Consiglio di sicurezza nazionale alle 15 per rivalutare le misure di sicurezza, lo ha annunciato il premier belga, Alexander De Croo. Chiuse, per motivi di sicurezza, anche le sale stampa del Consiglio Ue.
Nel corso della notte, intanto, sono state effettuate perquisizioni nel quartiere di Schaerbeek, e nel domicilio del fuggitivo, che però non è stato trovato.
Il presunto attentatore, stando alla ricostruzione dell’emittente LN24, prima di agire avrebbe pubblicato su Facebook un post in riferimento all’omicidio del bambino musulmano di sei anni accoltellato domenica vicino a Chicago. Nel video si fa anche riferimento al Corano bruciato in Svezia da un manifestante la scorsa estate.






