L’AQUILA – Cittadini in piazza all’Aquila per protestare contro le azioni della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila a seguito dell’attacco hacker che ha mandato in tilt il sistema informatico, causando disservizi ed interruzioni di prestazioni, non ancora completamente risolti.

“Sono stati messi in rete dati molto delicati e che, tra le altre cose, potrebbero essere utilizzati nel mercato nero. Quando si tratta della salute dei cittadini è necessario fare chiarezza e garantire il diritto alla privacy”, ha commentato Rita Innocenzi, da anni sindacalista Cgil e componente del coordinamento politico del Pd, che ha preso parte al sit-in promosso, alla villa comunale, insieme al segretario provinciale Cgil L’Aquila, Francesco Marrelli, e ad un gruppo di cittadini.

Tra le ipotesi anche una mobilitazione di massa: “basti pensare all’aumento dei carichi di lavoro del personale, alla violazione della privacy dei cittadini e al fatto che è stata rallentata l’attività sanitaria”. A tal proposito, ha aggiunto Marrelli, “come Cgil stiamo lavorando ad una azione collettiva”.

I cittadini, è stato ribadito nel corso del presidio, “si sentono smarriti, abbandonati al loro destino rispetto ad un fenomeno molto pericoloso su cui i vertici politici e manageriali non hanno informato tempestivamente e adeguatamente: ci sono ancora tanti punti oscuri e da chiarire alla collettività che è la prima a pagare le conseguenze in termini di prestazioni, non ancora ripristinate ad oltre due mesi dall’attacco hacker, e in termini di violazione dei dati”.

Come ha spiegato Innocenzi, già candidata alle elezioni politiche dello scorso 25 settembre, “tra le persone che hanno ricevuto la lettera della Asl ci sono componenti della mia famiglia, amici e conoscenti che, dinanzi alla nota di convocazione e alla ‘lettera’ che rende loro noto il grado di criticità in ordine al furto dei dati subìto, hanno provato paura, rabbia ma soprattutto disorientamento. Sono tanti coloro che vogliono capire in cosa consistono le conseguenze gravi legate a quanto accaduto. In tante e tanti si stanno rivolgendo ai propri legali ma è possibile che da domani nasca un percorso comune anche per ritrovarsi insieme magari in un Comitato partecipato e numeroso che possa rappresentare un serio interlocutore tra i soggetti coinvolti in questa brutta vicenda”.