ATRI – Il punto nascita di Atri (Teramo) chiuso da novembre è stato riaperto d’urgenza ieri pomeriggio per far nascere la piccola Noemi. 

La donna 28 enne si è presentata infatti in travaglio al pronto soccorso dell’ospedale di Atri e la bimba è stata fatta nascere perché il viaggio in ambulanza verso il Mazzini di Teramo sarebbe stato troppo rischioso per la mamma.

La donna lunedì scorso, nell’accusare forti dolori è corsa all’ospedale di Pescara ed è stata trattenuta per tutta la notte e all’indomani, cioè ieri mattina, è stata dimessa.

Tornata a casa, alle 14, ha però accusato delle perdite, così è corsa subito al pronto soccorso dell’ospedale di Atri.

In ambulanza da Teramo nel frattempo è arrivato un ginecologo. 

La piccola Noemi è venuta alla luce alle 17 ed è stata portata in ambulanza al Mazzini insieme alla madre.

“Molti cittadini mi hanno segnalato la sconvolgente storia di Noemi – scrive in una nota il consigliere del Partito Democratico presidente della IV Commissione Luciano Monticelli – È una storia a lieto fine, ma è anche una storia che deve suonare la sveglia nelle orecchie di tutti i rappresentanti della classe dirigente della nostra Regione, Luciano D’Alfonso in testa”.

Sull’argomento è intervenuta anche la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, annunciando subito un’interrogazione parlamentare al riguardo. 

“Situazione gravissima – scrive dalla sua pagina Facebook rivolgendosi a Monticelli – Cronaca di un disastro annunciato. Sono a vostra disposizione per il punto nascita e domani subito interrogazione parlamentare al ministro Lorenzin. Bravissimi i medici e tutto il personale che fa nascere una bimba dove non si vogliono far nascere i bambini”.

“Sull’accaduto andrà fatta piena luce nei prossimi giorni, e mi impegno fin da ora a chiedere conto a chi di dovere non per i corridoi della Regione, ma per via ufficiale. Dai resoconti di stampa, comunque, un fatto appare incontestabile -aggiunge Monticelli – l’Ostetricia del presidio atriano, un reparto che è si è voluto chiudere a tutti i costi interpretando la normativa sanitaria nel senso più restrittivo possibile, che è stato autorevolmente descritto come pleonastico e insicuro, ha dovuto riaprire in tutta fretta per far partorire una cittadina abruzzese, una mamma che si era precedentemente rivolta al Santo Spirito di Pescara. E il suo personale ha salvato brillantemente la situazione”.

“Da parte mia sarebbe facile dire che avevamo ragione quando per più volte abbiamo denunciato a Paolucci e D’Alfonso il pericolo di sovraffollamento del presidio pescarese e l’insufficienza della rete di trasporto d’emergenza – sottolinea Monticelli – Non ce n’è neanche bisogno, perché questo è sotto gli occhi di tutti. Quando succede un episodio del genere, però, nessuno può sentirsi immune dalla necessità di fare un esame di coscienza. Il mio mi sento di averlo superato: non mi pento nemmeno per un istante di aver combattuto la battaglia in difesa dei Punti Nascita, insieme a Stefania Pezzopane e pochi altri all’interno del mio Partito, guadagnandomi chiara fama di populista e campanilista. L’unico grande rammarico è non averla vinta, questa battaglia: ma su questo condivido la massima parte della responsabilità con chi l’ha combattuta a giorni alterni e di malavoglia”.

“Da domattina, in ogni caso, ogni amministratore degno di questo nome di cui questa Regione dispone deve porsi come primo obiettivo del proprio mandato che nessuna cittadina abruzzese debba più partorire come la mamma di Noemi, neanche per una contropartita importante come può essere l’ormai mitica uscita dal commissariamento – conclude – Non è mai troppo tardi per riconoscere di avere compiuto un errore. Si faccia chiarezza assoluta su quanto accaduto, su cosa non ha funzionato e su quali rischi si sono corsi. E soprattutto, si faccia in modo che non si debbano correre più: difendere la famiglia vuol dire anche questo”.

LA ASL DI TERAMO: IN QUESTI CASI CHIAMARE IL 118

“Dopo l’evento della nascita in condizioni di emergenza avvenuta ieri presso l’Ospedale di Atri, la Asl di Teramo ha attivato una verifica immediata dei fatti, dalla quale emergono già alcuni risultati che saranno, comunque, ulteriormente approfonditi”. Lo annuncia in una nota la stessa azienda sanitaria.

“La paziente, gravida a termine, si è rivolta alla propria ostetrica di fiducia, in servizio presso un Consultorio territoriale. L’ostetrica ha ritenuto che la signora fosse in travaglio di parto e che fosse necessario trasportarla al Pronto Soccorso più vicino, che era quello di Atri. 
In questi casi, invece, è assolutamente indispensabile attivare le procedure di emergenza del Servizio 118 che, nell’occasione, avrebbe trasportato in sicurezza la paziente presso il Presidio Ospedaliero più vicino, dotato di punto nascita”.

“Il parto è comunque avvenuto all’Ospedale atriano, assistito da una équipe medica completa, giunta sul posto in emergenza. La madre e la bimba, in buone condizioni di salute, sono state successivamente trasportate all’Ospedale di Teramo”.

“Questo evento – conclude la Asl nella nota – sarà certo occasione per l’azienda di affinare l’organizzazione e, se del caso, apportare i necessari correttivi”.