L’AQUILA – Umiltà e spirito di sacrificio. Questi i valori, sempre meno presenti nella società moderna, che fanno correre Samuele Puca, la ‘Freccia’, aquilano di San Demetro né Vestini, classe 1998, da pochissimo campione italiano di atletica leggera nella categoria Cadetti (300 metri).
Una lieta eccezione che conferma la regola, verrebbe da dire pensando alla giovanissima promessa dell’Atletica L’Aquila, ragazzo serio e di carattere.
Basta scambiare con lui un paio di battute per intuire immediatamente che, a dispetto della verdissima età, Samuele sciorini già una maturità disarmante. Un adolescente fuori dal comune, dunque, che AbruzzoWeb ha deciso di intervistare, mettendone in risalto non solo le qualità tecniche, ma anche quelle umane.
Samuele, partiamo subito dal trionfo di domenica scorsa. Cosa si prova a vincere una competizione così importante ad appena quindici anni?
Sinceramente non mi riesce facile descrivere un’emozione tanto grande, forse un misto di gioia e soddisfazione unite ad un pizzico di stupore. Infatti, non mi ero nemmeno accorto di avercela fatta, ho realizzato di aver compiuto l’impresa solo quando me lo hanno comunicato, a gara conclusa.
Anche perché c’è stato un avversario che le ha dato del filo da torcere fino all’ultimo. Non è vero?
Proprio così. Si tratta di Vladimir Aceti, con lui c’è stato un tiratissimo testa a testa nel rettilineo finale che ha reso il mio successo ancora più bello e sudato.
E come se non bastasse ha anche stabilito il suo nuovo record personale…
Sì, la gara era suddivisa in due giornate: le qualifiche del sabato e le finali di domenica. Nella prima tranche sono arrivato davanti a tutti con il sorprendente tempo di 36.07. Tutto bellissimo, ma non mi monto la testa, anzi, devo ancora migliorare.
Il suo legame con l’atletica nasce in un modo particolare. In genere sono i genitori o gli amici ad indirizzare un ragazzo verso un determinato sport. Lei invece ha avuto un consigliere insolito.
Tutto merito del mio dottore. Due anni fa mi recai da lui per un problema alla schiena e per risolverlo mi suggerì di iniziare a praticare la danza, o in alternativa l’atletica leggera. Potete facilmente immaginare su quale disciplina ricadde la mia scelta.
Quante ore dedica agli allenamenti? Pratica anche attività extra?
Mi alleno tre volte a settimana a giorni alterni, ovvero lunedì, mercoledì e venerdì. Per quanto riguarda altri sport, mi piace molto il calcetto, infatti gioco spesso e volentieri nella squadra del mio paese.
E l’alimentazione?
Non seguo particolari diete, cerco solo di mangiare in maniera sana ed equilibrata anche grazie all’aiuto di mamma.
Riesce a conciliare sport e scuola?
Non senza difficoltà. Frequento il Liceo Scientifico dell’Aquila, una scuola piuttosto impegnativa. Quindi spesso devo fare i salti mortali per raggiungere buoni risultati in entrambi i campi. In questo contesto diventa fondamentale l’apporto dei miei cari.
Vuole ringraziarli?
Assolutamente sì. Oltre a loro, anche il mio allenatore e tutto lo staff dell’Atletica L’Aquila. Senza il sostegno di queste persone non sarei mai arrivato a certi livelli.
Anche se la mente è ancora alla gioia di qualche giorno fa, ha qualche idea o qualche sogno nel cassetto per il suo futuro sportivo?
Senza dubbio arrivare ai Mondiali, sarebbe straordinario. Ma come ha detto lei è un sogno e per coltivarlo non basta soltanto viaggiare con la fantasia, bisogna anche impegnarsi al massimo e soprattutto rimanere coi piedi ben piantati a terra. Non è certo la vittoria che ho ottenuto domenica scorsa a farmi credere di essere diventato un campione, l’umiltà deve albergare dentro di me, sempre e comunque.
Mentalità quasi da professionista, come sottolineato anche dal suo allenatore, Gianluca La Chioma, che ne elogia le qualità senza fare voli pindarici.
“Samuele – spiega – mostra una maturità impressionante. Credo che se sarà assistito anche da una piccola dose di fortuna potrà andare lontano. L’importante è non caricarlo di troppe pressioni: è un ottimo talento, ma va gestito bene per non correre il rischio di ‘bruciarlo’”.
Parole sante quelle di La Chioma, anche se, ne siamo certi, l’unica cosa che Samuele vorrà bruciare saranno le tappe per tagliare traguardi sempre più ambiziosi.



