L’AQUILA  – A pochi giorni dal voto per le regionali esplodono a L’Aquila feroci polemiche intorno ai ruderi di tante case popolari non ancora ricostruite dopo il sisma del 6 aprile 2009, 

Ad innescare la miccia è il bando indetto il 14 gennaio, e che scade  il 9 febbraio prossimo, per la selezione del nuovo direttore generale dell’Ater dell’Aquila, la società regionale che si occupa delle case popolari, indetto per sostituire l’architetto Venanzio Gizzi, andato in pensione, e firmato del commissario Gianvito Pappalepore.

Bordate sono subito arrivate ieri sera in particolare dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha bolla l’iniziativa come “una manovra dal sapore squisitamente elettorale portata avanti dal commissario con l’avallo di quella parte politica che lo ha nominato, a questo punto è evidente, con lo scopo di influenzare l’esito delle elezioni del 10 febbraio”.

Dello stesso avviso il consigliere regionale e condidato di Forza Italia Mauro Febbo, secondo cui “l’avviso pubblico, oltre ad arrivare in un momento del tutto inopportuno, è un atto illegittimo dal quale emerge chiaramente una palese forzatura squisitamente politica”. 

Febbo annuncia dunque di aver presentato una diffida e l’ho inviata all’attenzione del Presidente facente funzioni Giovanni Lolli, all’Avvocatura regionale e all’assessore regionale delegato Berardinetti che in occasione del precedente avviso del direttore dell’Ater di Lanciano, aveva messo per iscritto sia l’immediato ritiro del bando evidenziando il pressapochismo e la forzatura portata avanti dal Commissario”.

”L’avviso pubblico per la nomina del direttore generale dell’Azienda perché non rispettoso del suo statuto nè della normativa vigente. Nel documento si evidenziano palesi irregolarità e molteplici criticità del bando, dalla più semplice non indicazione dell’indirizzo a cui presentare l’istanza sino all’assenza di criteri adottati per la valutazione dei curriculum. Non sono chiariti, per esempio, i parametri di valutazione delle istanze dei potenziali candidati che non hanno a disposizione neanche uno straccio di schema di domanda. Insomma, più che un avviso opaco è un vero e proprio pasticcio”.

Biondi chiede che il bando venga dunque sospeso, in attesa del nuovo esecutivo regionale e che piuttosto “l’Ater si concentri, in questi ultimi giorni di gestione demandata al centrosinistra, a risolvere i problemi che da troppo tempo sono sul campo, piuttosto che a riempire caselle”. 

Rivelando che una riunione fissata inizialmente al 30 gennaio e poi rinviata al 4 febbraio, cioè ieri, “è stata disertata dai rappresentanti dell’Ater senza alcun preavviso, eppure si era richiesto un incontro per discutere del complesso residenziale di Porta Leoni, l’edificio di Preturo da destinare a uso scolastico e quello in via Fontesecco sotto il ponte Belvedere. 

A ribattere ieri sera a muso duro al sindaco è stato lo stesso Pappalepore, funzionario della Provincia dell’Aquila già assessore al Comune dell’Aquila,  presidente dell’associazione di volontariato ‘Abitare insieme’,  vice presidente del Centro dei servizi del Volontariato, nominato dalla giunta regionale commissario dell’Ater a fine agosto scorso. Uno degli ultimi atti del presidente Luciano D’Alfonso prima di dimettersi per andare a fare il senatore a Roma.  

Pappalepore spiega che il “direttore ha una durata massima di 5 anni e si risolve automaticamente alla scadenza. Il sottoscritto nelle more dell’espletamento della procedura di selezione pubblica, per dare continuità alla gestione dell’Azienda, ha prorogato l’incarico del Direttore in carica fino all’espletamento delle procedure di selezione da concludersi entro sei mesi, ovvero entro il corrente mese di febbraio”, come stabilito, e non poteva essere altrimenti, con delibera q del 14 gennaio che ha dato avvio alla procedura pubblica 

Rassicura però Pappalepore: “sarà nella facoltà della nuova Amministrazione Regionale dare fiducia al Commissario e di conseguenza al Direttore”. Insomma nessuna sveltina. 

Non è dello stesso avviso però Febbo,  “in quanto l’articolo 4 della legge regionale 27 del 2011, così come modificato dall’articolo 6 della legge regionale 34 del 2016, sostituisce la figura dell’amministratore unico con quella di un organo straordinario di carattere collegiale composto dal commissario e due sub commissari affidandogli le funzioni precedentemente svolte dal consiglio di amministrazione”. 

“Nella fattispecie – aggiunge Febbo – tale normativa viene palesemente violata attraverso una scelta completamente autonoma e monocratica da parte dell’attuale Commissario, il quale approva un provvedimento senza il pieno coinvolgimento dell’intera governance dell’Ater de L’Aquila”. 

I”noltre – continua Febbo –  la legge regionale 44 del 1999, all’articolo 20, stabilisce come il Direttore (contratto di natura privatistica) è nominato dal Cda ma, essendo oggi le Ater commissariate, fino a quando non arriverà la legge di riorganizzazione, siamo di fronte a un bando irregolare che infrange norme e leggi”. 

“Quindi portare avanti questo bando significherebbe esporre l’Azienda per l’Edilizia Residenziale a ricorsi amministrativi e danni erariali”, conclude Febbo.