L’AQUILA – Primo round tra sorprese, tanti malumori e scontri nel centrodestra e, dopo le attese nomine dei presidenti e dei componenti dei Consigli di amministrazione delle Ater – Aziende territoriali edilizia residenziale dell’Aquila, di Pescara, di Teramo, di Lanciano e di Chieti, emergono i primi retroscena che hanno indirizzato le scelte.

Questo nonostante gli interminabili confronti nel tavolo politico di maggioranza aperto per mesi. e intanto si registra qualche mal di pancia anche in seno alle opposizioni di centrosinistra.

Nel caso delle Ater, si tratta di nomine di competenza del Consiglio regionale, così come quelle, ancora in stand by, degli altri enti come l’Agenzia regionale attività produttive (Arap), le Aziende per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila, di Teramo e di Chieti-Pescara l’Ente regionale servizio idrico (Ersi), i componenti dei consigli di amministrazione dei Consorzi di Bonifica “Ovest – Bacino Liri e Garigliano”, “Sud – Bacino Moro Sangro Sinello e Trigno”, “Centro – Bacino Saline Pescara Alento e Foro”, “Interno – Bacino interno e Sagittario”, “Nord – Bacino del Tronto Tordino e Vomano”, e il revisore legale dell’Arap.

A costituire una sorpresa, e di conseguenza nervosismi e arrabbiature, il cambio all’ultimo monito alla Ater di Pescara, casella di Forza Italia, nella quale sembrava confermatissimo Mario Giuseppe Lattanzio, vicesindaco di Popoli, ma, secondo quanto si è appreso, l’uomo forte della politica abruzzese e pescarese in particolare, il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha deciso di silurare il suo amico Lattanzio per nominare Domenico di Meo, di Francavilla al Mare, feudo dell’altro leader forzista Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Giunta con delega al Turismo, evidentemente più amico dell’ormai ex presidente.

Naturalmente, Sospiri è finito sul banco degli imputati con la vicenda che ricorda da vicino il destino un altro amministratore a lui molto vicino, quel Paolo Cilli, attuale vice sindaco di Montesilvano, e primo dei non eletti alle regionali dello scorso 10 marzo con quasi 4mila voti, proprio dietro il nipote d’arte. All’ultimo momento, la mattina del 10 aprile, nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale uscito dalle urne, che hanno sentenziato lo storico secondo mandato del centrodestra guidato dal presidente Marco Marsilio, di FdI, Sospiri ha rotto il patto di ferro con il suo amico rifiutando la poltrona di assessore e chiedendo la conferma come presidente del Consiglio facendo rimanere con un palmo di naso l’aquilano Roberto Santangelo, che forte delle oltre 10mila preferenze, era pronto a fare festa con la famiglia a Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila dovendosi “accontentare” dell’assessorato alla Cultura, Sociale e Istruzione rifiutato dal suo collega di partito, alla quarta legislatura. Risultato: addio ingresso di Cilli nell’assemblea regionale come surrogato di quello che oggi considererebbe suo ex amico.

Gli altri componenti del Cda dell’Ater Pescara saranno Emanuele Evangelista (Lega) e l’avvocato Liliana Rullo, in quota Pd.

Altra sorpresa per l’Ater dell’Aquila, per la quale non era stato ipotizzato nessun nome, e la nomina a presidente di Quintino Antidormi, in quota FdI, ha fatto scoppiare un duro scontro tra i meloniani. Antidormi, commercialista originario di Collarmele, con il padre storico sindaco Dc di Collarmele e con un passato in Forza Italia, è il nome indicato dal capogruppo di FdI al Consiglio regionale Massimo Verrecchia, 7.758 voti, che si contendeva la nomina con il grande rivale marsicano, l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, il più votato in assoluto alle regionali con con 11.754 voti.

Evidente il clima di tensione per la reazione di Quaglieri, che ha minacciato le dimissioni da assessore per la nomina del marsicano Antidormi. Una posizione di rabbia che non è rientrata neppure dopo due giorni di tentativi di mediazione da parte dei vertici regionali, in particolare il senatore e coordinatore abruzzese Etel Sigismondi, ed i vice coordinatori, il senatore aquilano Guido Liris e il deputato pescarese Guerino Testa. Intanto nella serata di ieri a conferma del caos, negli ambienti dei meloniani in Abruzzo, si è sparsa la voce di un blocco delle nomine e di un passo indietro nella scelta.

Il nuovo presidente dell’Ater dell’Aquila, che prende il posto di Isidoro Isidori, non sarà così un aquilano, per molti segno della mancanza di rappresentanti del territorio in Consiglio regionale.

Gli altri componenti del Cda dell’Ate dell’Aquila saranno il consigliere comunale dell’Aquila Luca Rocci, in quota Forza Italia, e per l’opposizione Angela Mercanio, del Pd.

Per quanto riguarda le altre Ater, a Chieti tornerà alla Presidenza Antonio Tavani, presidente provinciale di FdI. Gli altri componenti saranno Alessandro Pantaleone Mantini, di Forza Italia, e per l’ opposizione Assunta Fagnilli, sindaco di Quadri.

All’Ater di Teramo, come preventivato, sarà presidente Alfredo Grotta,  già componente dei cda del Ruzzo, fedelissimo del consigliere regionale Paolo Gatti. Componenti Francesca Persia, della Lega, e Camillo Graziano, avvocato e presidente della Croce Bianca.

Per quanto riguarda l’Ater di Lanciano confermato il nome del segretario provinciale della Lega Chieti Maurizio Bucci, sindaco di Gamberale. Componenti Maria Franca D’Agostino, in quota FdI, e Angelo Taraborrelli per l’opposizione.

Sospiri ha firmato i decreti, un passaggio che rende le nomine ufficiali: in queste ore si sta completando il percorso di verifica formale dei requisiti.