L’AQUILA – “Con questo accordo di programma abbiamo salvato l’Università dell’Aquila”.

Così il rettore Ferdinando Di Orio ha commentato stamattina, insieme al prorettore Angelo Luongo e al nuovo direttore amministrativo Piero Di Benedetto, in una conferenza stampa, l’intesa per l’Università raggiunta venerdì scorso con il Miur. Un’intesa che, secondo il rettore, non piacerà all’Università di Teramo e al suo rettore, Rita Tranquilli Leali, accusata di aver “remato contro” il capoluogo.

“Il ministero – ha spiegato il rettore – partiva da una posizione che ipotizzava risolta l’emergenza e inizialmente aveva proposto un accordo annuale rinnovabile e rinegoziabile di anno in anno, ma per noi era assolutamente necessario che l’intesa fosse triennale e che fosse la stessa di quello precedente, risalente al 2008. Inoltre, volevamo che le condizioni fossero riconfermate, se non migliorate, con una contribuzione più ingente, in considerazione dei canoni di affitto che all’Aquila sono al di fuori di ogni sistema di mercato”.

“L’intenzione  del ministero – ha proseguito – non era certo quella di penalizzare l’Ateneo, semplicemente non si era al corrente delle problematiche ancora esistenti nella nostra realtà, nella quale non si può dire che l’emergenza sia rientrata”.

“Siamo riusciti a ottenere una copertura economica pari a 68,5 milioni di euro: lo stesso finanziamento previsto dal primo accordo, del 2008, ma siamo al riparo dagli eventuali tagli che possono riguardare gli altri atenei italiani”, ha poi rassicurato.

Secondo il rettore, “era necessario che l’accordo avesse una durata almeno triennale così che agli studenti venisse garantita la sospensione delle tasse universitarie e una certa tranquillità. Se così non fosse stato mi sarei dimesso, perché condizioni diverse avrebbero messo in discussione la sopravvivenza stessa dell’università”.

“Nella fase di negoziazione dell’accordo – ha poi svelato Di Orio – la cosa più spiacevole è stata dover ricominciare da capo a spiegare qual è la nostra situazione ma, dopo un confronto serrato e grazie al contributo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che è sicuramente più addentro alle problematiche aquilane, siamo giunti all’accordo”.

“Abbiamo spiegato che uno dei problemi più gravi per noi è quello delle locazioni – ha affermato – Il Miur e Letta hanno capito che dopo il 6 aprile 2009 i canoni di locazione sono diventati insostenibili per effetto della speculazione nata nel post-terremoto”.

“Il governo ha fatto con noi il suo ultimo accordo e di corsa, considerando che la recente crisi ci avrebbe costretto alla riapertura del confronto con i nuovi vertici dell’esecutivo. Devo ammettere che la cosa non mi ha fatto dormire la notte”, il sospiro di sollievo del rettore.

“Vogliamo dimostrare tutta la nostra gratitudine – ha ringraziato il rettore – oltre che a Letta e all’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, al prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. Abbiamo invece qualche perplessità sul ruolo della Regione”.

Pungolato dai cronisti a spiegare queste perplessità, il rettore ha spiegato che “il presidente, Gianni Chiodi, probabilmente si è trovato in difficoltà quando il rettore dell’università di Teramo, Rita Tranquilli Leali, ha remato contro il nostro accordo di programma, dichiarando che i contributi agli studenti dell’università dell’Aquila non avrebbero dovuto essere concessi. A questo punto mi sento di dire al rettore che mi dispiace per lei!”, ha concluso Di Orio.

CENTRO DI RICERCHE ENI, PASSETTINO FIDEIUSSIONE

Passettino in avanti per la realizzazione del centro di ricerca Eni per l’Università dell’Aquila.

L’Ateneo ha firmato ieri nella sua banca (Unicredit) una fideiussione per 661 mila euro a garanzia delle opere di urbanizzazione (viabilità, parcheggi eccetera) che serviranno per richiedere la concessione edilizia per la realizzazione della struttura.

È solo una piccola parte dell’importo di circa 20 milioni di euro messi a disposizione dall’Eni che dovrebbero essere impiegati per la realizzazione. Al momento dalla Reiss Romoli non sanno dire se questa somma resterà a carico dell’Ateneo o sarà integrata nel finanziamento.

La notizia è stata resa nota oggi a margine di una conferenza stampa dal rettore, Ferdinando Di Orio, e dal direttore amministrativo di fresca nomina, Piero Di Benedetto.

“La zona è sempre la stessa – ha confermato Di Orio – e Casale Calore è la nostra unica soluzione. Sono 4 mila metri quadrati di terreno, l’unico scoglio alla realizzazione è rappresentato dall’affittuaria, proprietaria dell’agriturismo che si dovrebbe spostare”.

Di Orio ha ammonito che “l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, ha detto che aspetterà ancora qualche mese, ma se non ce la dovessimo fare questo progetto andrà a finire male”.