L’AQUILA – Il tribunale amministrativo dell’Umbria bacchetta quello abruzzese sulla questione delle elezioni per il rinnovo della carica dei rettori, argomento caldo in diversi atenei italiani, e dice no alla proroga del mandato.
Mentre il Tar Abruzzo, infatti, ha sospeso in via cautelare le consultazioni, per il tribunale umbro questa decisione “non è condivisibile”, e le elezioni s’hanno da fare. Il professore aquilano Sergio Tiberti, da sempre contrario a un mandato-bis dell’attuale rettore, Ferdinando Di Orio, parla di “una grande vittoria”.
LA SENTENZA
Nella sentenza, datata 9 luglio 2012, il Tar Umbria stabilisce quanto richiesto dal ricorrente (il professore ordinario di Diritto pubblico dell’Università di Perugia Mauro Volpi, che tempo fa era già intervenuto nella vicenda aquilana) ovvero l’annullamento del decreto del decano che concede la proroga della carica del rettore fino all’anno accademico successivo a quello nel quale si è adottato il nuovo statuto.
Il nodo di tutto è il famoso codicillo della “riforma Gelmini” su cui si dibatte da mesi in molti atenei italiani.
L’interpretazione della norma è chiara e porta a indire nuove elezioni, secondo i giudici di Perugia, che nella stessa sentenza “rimproverano” il Tar Abruzzo che lo scorso 24 maggio ha di fatto ha sospeso le elezioni per il rettore all’Aquila.
“Non ignora il collegio che esiste un precedente di segno contrario – si legge in un passaggio – seppure adottato in sede cautelare, che ha ritenuto ‘condivisibile l’interpretazione secondo cui il momento di adozione (che determina il periodo di proroga del rettore in carica) coincide con la definizione del procedimento di formazione dello Statuto, e quindi con la deliberazione che prende osservazione sulle osservazioni ministeriali’”.
Secondo il Tar umbro “non è condivisibile, in quanto conduce ad un risultato non compatibile con il testo della norma”.
Il professore aquilano Sergio Tiberti, che ha da sempre appoggiato la decisione del decano, il professor Aniello Russo Spena, di indire le elezioni, ritiene la sentenza umbra “una grande vittoria”, come scrive in una nota.
Lo stesso Tiberti in una nota annuncia: “Personalmente sto studiando con i miei legali se è possibile fare un esposto contro la presidenza del Tar dell’Aquila nell’ambito del rispettivo Consiglio di disciplina”. Elisa Marulli






