PESCARA – Il Tribunale amministrativo regionale ha condannato la Asl di Pescara a pagare 4 mila euro, oltre alle spese processuali, al figlio di un uomo deceduto a seguito un intervento chirurgico, per aver negato l’accesso agli atti adottati dal Comitato valutazione Sinistri istituito presso la stessa Azienda sanitaria e copia delle segnalazioni al Ministero della Salute.
Il diniego riguarda un caso di sospetta mala sanità e il pronunciamento, unico in Italia, è destinato a costituire un importante precedente per chi vuole fare luce su vicende legate alla salute. La Asl pescarese ha detto no fin dalla prima richiesta, nel novembre 2017, nonostante due sentenze, prima del Tar, poi del Consiglio di Stato, avessero imposto di tirare fuori la documentazione richiesta.
Tanto che ora i giudici amministrativi, con una seconda sentenza, ha nominato il prefetto di Pescara commissario per procedere d’imperio e fare chiarezza sul nebuloso fatto, anche attraverso la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica. Il caso ha proposto anche il colpo di scena visto che per ammissione della stessa azienda l’organismo sinistri non si sarebbe mai riunito.
“La sentenza – ha spiegato l’avvocato Claudio Di Tonno, del foro di Pescara, che assiste il figlio della persona deceduta, crea un importante precedente, in quanto apre nuove frontiere per coloro che si ritengono danneggiati dalle strutture sanitarie: le Asl non solo dovranno essere ancora più trasparenti allorché si verifichino eventi avversi in sanità, ma dovranno attivarsi concretamente per risarcire i danni”.
Il Tar, nella sentenza del 9 dicembre scorso, ha ravvisato nella condotta della Asl, una “responsabilità aggravata”, e un “comportamento contraddittorio e, comunque, contrario a ragioni di economia processuale”, continuando a ostinarsi a non consegnare la documentazione.
Questi i fatti: a seguito del decesso del padre, dopo un intervento chirurgico, il figlio aveva richiesto copia, come gli consente la legge, della Segnalazione al Ministero della Sanità dell’evento avverso (morte), del quale il proprio genitore era stato vittima, della Relazione sulle modalità di accadimento dell’evento, e della relazione della Commissione della gestione del contenzioso sanitario. Per valutare eventuali responsabilità ed errori a carico di chi aveva in cura il padre.
La Asl però non ha dato seguito alla richiesta e, quindi, il figlio della vittima ha presentato ricorso al Tar, che ha rigettato tutte le argomentazioni avanzate dalla Asl, che è stata condannata pertanto a fornire copia degli atti al ricorrente, nonché al pagamento delle spese processuali.
La Asl di Pescara, invece di dar seguito alla decisione, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che, a sua volta, con un’articolata e complessa decisione, ha rigettato l’appello, e ha condannato ancora una volta la Asl al pagamento delle spese, imponendogli di consegnare la documentazione.
La vicenda però, incredibilmente, non si è conclusa: infatti, la Asl, nonostante il duplice èronunciamento, ha ancora una volta negato l’accesso agli atti.
Ed allora, l’interessato si è nuovamente rivolto ai giudici amministrativi, per ottenere finalmente l’esecuzione della sentenza. A questo punto il colpo di scena: la Asl avrebbe svelato che il Comitato valutazione sinistri non si era mai riunito per l’esame del caso.
Il Tar ha dunque sanzionato il comportamento della Asl e, quindi, ha nominato come commissario ad acta il prefetto di Pescara con il compito di assumere informazioni presso i vari componenti del Comitato valutazione sinistri per accertare se, in effetti, il caso era stato portato al suo esame e per consentire al ricorrente l’accesso ai “tracciati”, con i quali la Asl aveva comunicato al Ministero della Salute l’evento avverso.
Il prefetto, è stato disposto in sentenza, dovrà inoltre relazionare per consentire al Tar di valutare eventualmente la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Commenta ancora Di Tonno: “è a dir poco imbarazzante il comportamento della Asl di Pescara, tanto che il Tribunale ha ritenuto di sanzionarla con buona pace di quei principi di efficienza, efficacia e buon andamento ai quali gli Enti pubblici dovrebbero conformare le loro azioni e che, a quanto pare, sono stati del tutto obliterati dalla Asl pescarese. Altra conseguenza è che il ruolo del Comitato Valutazione Sinistri acquista un rilievo fondamentale e il suo operato deve essere reso noto agli interessati”.



