L’AQUILA – Una “personalità interna al territorio, per professionalità e provenienza”, come nuovo manager della Asl aquilana.

A richiederla in una nota è il presidente della seconda commissione del Consiglio regionale (Territorio), Pierpaolo Pietrucci, nell’ambito del vivace dibattito in corso sulla nomina del nuovo direttore generale.

Una posizione, quella di Pietrucci, che va in rotta di collisione con la visione opposta del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, per il quale serve “un manager, non un medico” e la battaglia sulla sua aquilanità è “una cosa stupida”.

LA NOTA COMPLETA

È una grande responsabilità quella che si deve assumere a breve il presidente della Giunta regionale nominando il nuovo direttore generale della Asl 1. Si tratta di un ruolo fondamentale, la cui delicatezza è se possibile aumentata dal momento storico che stiamo vivendo: la sanità regionale ha iniziato un percorso di riforma, che l’assessore Silvio Paolucci sta conducendo tenendo presente un principio fondamentale, che è quella dell’elevata qualità del servizio in tutto il territorio regionale.

È un principio sacrosanto: nel momento in cui si comincia a ragionare di sanità dal punto di vista dell’utente e del cittadino, e non del manager e del dirigente, non si può che fare un’opera meritoria.

Credo, però, che in questa delicata fase i doveri supplementari che il nuovo manager sarà chiamato ad adempiere, che sono sostanzialmente quelli di rappresentare le caratteristiche, le necessità e i punti di forza dell’Asl 1 al tavolo regionale, ne impongano una profonda conoscenza della macchina e del territorio.

Perciò, in vista dell’importante decisione del presidente, torno a sottolineare quanto ritengo opportuno, a consigliarlo di orientarsi per una scelta che sia ‘interna’ al territorio: interna per professionalità, interna per provenienza.

La Asl 1 ha competenza su un territorio che è circa la metà di quello regionale, un territorio complesso, dove è elevata la quota di cittadini che abitano aree svantaggiate dal punto di vista geografico e infrastrutturale, che vivono con preoccupazione ogni cambiamento perché sono consapevoli di potere permettersi ben poco, da perdere.

La scelta di un personalità interna, che è stata già presa nell’area di Chieti e Pescara, assume perciò nell’area aquilana una valenza ancora maggiore, che non esito a definire politica, nel senso più pieno del termine.

Un professionista esterno, per quanto bravo, per quanto capace, non potrà che impiegare mesi per conoscere a fondo una struttura così vasta e complessa.

Si rischia, nel rodaggio, di perdere opportunità importanti mentre la sanità regionale si riforma, e il diritto alla salute dei cittadini non lo consente.