L’AQUILA – Domani o mai più. È venerdì il giorno decisivo per la scelta in Giunta regionale del nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria locale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in sostituzione di Giancarlo Silveri che, dal 1° gennaio, ha cessato le sue funzioni dopo 6 anni.

Qualunque sarà il nome alla fine prescelto, sarà una liberazione perché la differenza di vedute sul profilo da mettere in campo è divenuta una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, anche bassi, e proprio in queste ultime ore su tavoli più o meno carbonari le fazioni stanno sparando le ultime cartucce.

Intanto si è “svegliato” il centrosinistra cittadino con due note, del Partito democratico e del sindaco, Massimo Cialente, che lanciano finalmente l’allarme, già evidenziato da AbruzzoWeb, sul rischio di taglio dei reparti all’ospedale San Salvatore nell’ambito dell’applicazione della riforma “Lorenzin”.

Quanto alla scelta del manager, si è scatenato un aspro dibattito politico con la città divisa in due tronconi a seconda del tipo di profilo prediletto.

Un manager di fuori città la richiesta di Cialente, sindaco del capoluogo, nonché presidente della conferenza degli amministratori, che ha concentrato il suo gradimento su Rinaldo Tordera, ex direttore generale Carispaq; un medico originario del territorio soddisferebbe invece i desiderata del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, oltre che di 35 sindaci del territorio.

Questo con una recente postilla, “meglio ancora se donna”, che ha indirizzato il toto-nomi su Patrizia Masciovecchio, direttrice del dipartimento di Medicina legale, oppure su Sabrina Cicogna, primario della Cardiologia aquilana, ma soprattutto direttore del dipartimento Medico della Asl.

Il clima è avvelenato e da entrambi i lati si punta, in particolare, a una vera e propria eliminazione diretta di alcuni dei contendenti più titolati, confidando in codicilli delle norme più disparate che fissano incompatibilità per i papabili, che se nominati potrebbero condurre facilmente a contenziosi. La cui fondatezza è il cui esito sono, ovviamente, tutti da valutare.

Sul nome di Tordera, per esempio, viene fatto notare che la sua nomina si presterebbe facilmente a un ricorso se si volesse interpretare alla lettera la delibera di Giunta numero 148 del 26 febbraio 2015, quella che ha dettato le nuove norme “per la formazione dell’elenco degli idonei alla nomina a direttore generale delle unità sanitarie locali d’Abruzzo”.

Un elenco, che ha portato a 127 nomi tra i quali manca quello di Tordera, dice la legge, “cui la giunta regionale attingerà per tutte le esigenze di nomina che dovessero verificarsi in data successiva alla sua approvazione”.

L’espressione “tutte le esigenze” escluderebbe, secondo gli oppositori di Tordera, una nomina proveniente da un elenco di altre regioni, come sarebbe per il manager originario di Vigevano, entrato tra gli 800 preselezionati della Regione Lombardia ma non tra i 200 della “short list”.

Dall’altra parte, dubbi vengono fatti circolare anche sulla figura della stessa Masciovecchio, coniuge dell’assessore al Commercio della Giunta Cialente, Pierluigi Mancini.

Un tandem che, per i cialentiani, è vietato dal decreto legislativo numero 39/2013, una delle norme che hanno costituito la “legge Severino”, che fissa le incompatibilità di incarichi di direzione nelle Aziende sanitarie locali”.

Resta intonsa la figura di Sabrina Cicogna: chi la conosce bene assicura che non si aspetta nulla e non pensa all’idea di diventare direttore generale, intenta com’è a coordinare i futuri scenari di riforma dei reparti della sanità aquilana.

Per i cialentiani-torderiani, invece, è lei il nome finale su cui convergono i pietrucciani, con un clamoroso accordo bipartisan in nome della ragion di Stato, visto che sono ben note le sue idee politiche di destra.

CIALENTE: “SU RIORGANIZZAZIONE PREVALGA ANALISI POLITICA”

“Sulla riorganizzazione della sanità abruzzese e della rete sanitaria leggo e apprendo notizie che mi fanno pensare a un divertissement da parte della Regione”.

È quanto ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in apertura dei lavori del Consiglio comunale, in corso nell’Aula “Tullio De Rubeis” della sede comunale di Villa Gioia.

“L’ impressione – ha proseguito Cialente – è che la Regione stia percorrendo la strada della balcanizzazione della sanità. Pensare di riorganizzare il settore guardando solo agli aspetti tecnici, su una mera base numerica, e senza un ragionamento politico, significa non andare da nessuna parte”.

“Se per riorganizzazione si intende prendere il decreto Lorenzin e calarlo nella realtà locale, allora può farlo un qualsiasi dirigente del Ministero. – ha proseguito il sindaco – Per preservare il comparto sanitario dalla deriva bisogna invece partire da un ragionamento politico. Innazitutto, si fanno due ospedali di secondo livello o uno solo? Questa è la prima domanda. Voglio capire come si organizzerà, alla lucedi questo, l’assistenza ospedaliera rispetto a un milione e 300mila abruzzesi. E ancora, quale sarà il destino delle due facoltà di Medicina, le possiamo mantenere entrambe o no? Ho paura che la facoltà dell’Aquila sia stata svenduta. Qualcuno questo ragionamento lo sta facendo o no?”.

“Veniamo alla Asl dell’Aquila. Sono molto colpito dal dibattito sul manager. Gli unici che potevano esprimere un parere, non un nome, erano i quattro sindaci rappresentanti del territorio di riferimento, invece sono intervenuti tutti – prosegue – Mi chiedo perché. Personalmente ritengo che una cosa è il medico e un’alta è il manager. Tuttavia trovo curioso che, in questo momento in cui rischiamo di perdere la facoltà di Medicina, il dibattito sia incentrato solo sul direttore generale. Mi chiedo, e chiedo alla città, perché mai ci sia un interesse che, altrove, non c’è stato”.

“Nessuno si pone questo problema mentre tutti si pongono quello della professione e forse anche del sesso del nuovo manager. Invito tutti – ha concluso il sindaco – maggioranza e opposizione, ad affrontare politicamente la questione della riorganizzazione. Non devono pensare, dalla Regione, di poter calare queste decisioni dall’alto. Ho l’impressione che ci siano lobbies che vogliono tutelare e portare avanti i propri interessi e a cui non interessa nulla né della facoltà né dei nostri reparti”.

PD MARSICA: “FARE PRESTO E BENE SENZA CAMPANILISMI”

“Da giorni si rincorrono nomi e indiscrezioni sulla nomina del nuovo direttore della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in un clima troppo spesso caratterizzato da polemiche, piuttosto che dalla serenità che una scelta tanto importante esige. Il Coordinamento marsicano del Partito democratico ritiene urgente e necessaria una rapida decisione che metta da parte campanilismi deleteri e ponga al centro esclusivamente la tutela dei territori e la qualità dei servizi”.

Si legge in una nota del Partito democratico in Marsica.

“Chiediamo una assoluta attenzione per i livelli di efficienza che la sanità locale deve assicurare ai cittadini/utenti e la valorizzazione delle eccellenze che pure sono presenti da anni sul nostro territorio – proseguono – Tutto questo nel contesto della grande riforma che il Pd al Governo della Regione vuole promuovere per il miglioramento dei servizi sanitari e la sostenibilità del sistema”.

“La scelta del direttore generale deve essere valutata esclusivamente alla luce di tali elementi: sia al più presto restituita, dunque, alla Asl una guida di qualità, garante del percorso di riforma e del livello ottimale dei servizi cui i cittadini hanno diritto”, conclude.