L’AQUILA – La Asl unica si allontana, quantomeno a breve termine, così la Regione è “costretta” a nominare un titolare alla direzione generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila rimasta senza guida dopo le dimissioni di Giancarlo Silveri annunciate all’inizio di dicembre ed efficaci a fine anno.
La norma infatti prevede che la vacatio non vada oltre i 60 giorni quindi al massimo a fine febbraio dovrà finire la reggenza dell’azienda in capo al direttore sanitario, Maria Teresa Colizza.
In questa situazione impazza il toto nomina. Una situazione della quale il presidente della giunta e commissario per la sanità, Luciano D’Alfonso, e l’assessore alla Sanità Silvio Paolucci avrebbero fatto a meno visto che con l’azienda unica si sarebbero potute evitare le nomine, a Chieti prima (quella di Pasquale Flacco è arrivata in ritardo), a Pescara dopo (già fatta con Armando Mancini designato nei giorni scorsi ed in carica nelle prossime settimane al posto di Claudio D’Amario che assumerà l’incarico di sub commissario in Campania), ed ora all’Aquila.
Questo, perché il progetto di Asl unica ha subìto un rallentamento sensibile per le forti resistente interne alla maggioranza, soprattutto nel Pd: anche se D’Alfonso e Paolucci non hanno intenzione di recedere dall’obiettivo tanto che i nuovi direttori generali potrebbero essere a termine visto che con la riforma basata sulla azienda unica decadrebbero. Il centrosinistra aveva già nominato il nuovo dg a teramo, Roberto Fagnano.
All’aquila sono in atto le grandi manovre con due diverse strategie che si stanno dando battaglia. C’è chi è convinto che la soluzione interna, cioè un professionista che conosce bene la situazione provinciale e che lavora addirittura nella Asl, sia la più efficace soprattutto per gestire la prossima attuazione del decreto Lorenzin.
A tale proposito, per il consigliere regionale aquilano del Pd Pierpaolo Pietrucci, andrebbero bene le candidature della direttrice del dipartimento di Medicina legale Patrizia Masciovecchio, e del primario del reparto di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila Alessandro Grimaldi.
Il sindaco, Massimo Cialente, grande accusatore di Silveri, sarebbe fautore della soluzione esterna e a tal proposito si sarebbe fatto il nome di Silvia Cavalli, per qualche tempo direttore amministrativo all’Aquila, e da qualche settimana alla direzione amministrativa della Asl Roma 2.
Su questa ipotesi sembrava convergesse la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane che ultimamente avrebbe mutato il suo pensiero. Sulla nomina c’è da fare i conti con i “desiderata” degli stessi D’Alfonso e Paolucci e degli altri consiglieri regionali di maggioranza della provincia, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio (Pd), il consigliere e assessore Andrea Gerosolimo (Abruzzo Civico), Lorenzo Berardinetti (Regione facile), Maurizio Di Nicola (Abruzzo Civico).
Ma i conti bisogna farli anche con gli altri sindaci del comprensorio: in questo senso, si è fatto già sentire il primo cittadino di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, fratello di Giuseppe, sceso in campo con una nota finalizzata a partecipare concretamente alla scelta e per chiedere la convocazione della conferenza dei sindaci fissata da cialente per domani.
In riferimento alla soluzione interna i personaggi che hanno “competenze” specifiche sulla sanità aquilna, sono stati considerati idonei nel bando emanato dalla Regione per poi fare l’albo dei manager.
Oltre al sindaco Di Pangrazio, incompatibile però perché primo cittadino, ci sono il primario di cardiologia dell’ospedale dell’Aquila Sabrina Cicogna, il dirigente del Consiglio regionale Claudio Paciotti, il direttore del Dipartimento di igiene mentale della Asl provinciale dell’Aquila, Vittorio Sconci, poi Sinibaldo Di Giuseppe, Vincenzo Giugno, Ezio De Pratti, il responsabile dell’Unità cure primarie Giuliano Mancinella.





