L’AQUILA – “L’intervento della Cgil sull’appalto dei servizi di vigilanza e portierato della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila arriva in ritardo e senza affrontare le questioni fondamentali”.

Lo afferma, in una nota, Marcello Vivarelli, segretario regionale di Fesica Confsal Abruzzo, riferendosi alla nota diffusa ieri, martedì 3 dicembre, da Daniele Frasca e Federico Di Rocco, che hanno denunciato alcune penalizzazioni dei lavoratori dopo il subentro di Italpol.

“Da mesi lavoriamo su criticità che la Cgil continua a ignorare. La più evidente è la disparità di trattamento tra L’Aquila e le sedi di Avezzano e Sulmona, dove il numero di addetti è molto più alto, come se si trattasse di strutture metropolitane. All’Aquila, invece, l’organico è ridotto all’osso. È un’anomalia gravissima che pesa sui lavoratori e sul servizio”, spiega Vivarelli.

Il segretario regionale evidenzia poi la questione salariale: “Nel raggruppamento di imprese che gestisce il servizio, Clean Service continua a rispettare il contratto precedente e paga circa 9 euro l’ora. Italpol, invece, si ferma intorno ai 7 euro. Una differenza del genere è inaccettabile: servono interventi immediati per far rispettare le regole e tutelare chi lavora. Basta giocare sulla pelle dei lavoratori”.

Vivarelli chiarisce anche le dinamiche sindacali: “Ho avuto interlocuzioni con la Uil su questa vicenda, ma, come spesso accade su temi così delicati, la Triplice finisce per ricompattarsi e andare avanti da sola, ignorando chi segue il problema sul territorio giorno per giorno”.

Per Fesica Confsal, la situazione richiede verifiche puntuali: “Su disparità, salari e gestione dell’appalto serve trasparenza. Ci riserviamo di adire il giudice del lavoro e, se necessario, la Corte dei conti, affinché vengano accertate responsabilità e omissioni”, aggiunge il sindacalista.

“Il nostro impegno è semplice e diretto: difendere i lavoratori penalizzati e ristabilire equità in tutte le sedi della Asl 1”, conclude Vivarelli.