L’AQUILA – “Disparità di trattamento tra i dipendenti della Asl provinciale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila: i lavoratori del capoluogo abruzzese discriminati rispetto ai colleghi degli altri territori”.
È quanto denuncia il coordinatore provinciale della Cisl sanità, Gianfranco Giorgi, in una lettera affissa in vari locali dell’ospedale aquilano “San Salvatore”, dove vengono annunciate azioni di forza, come mobilitazioni di massa e ricorsi al giudice del Lavoro, qualora la situazione non venga sanata.
Il documento, inviato al direttore generale, Rinaldo Tordera, al direttore sanitario, Maria Teresa Colizza, al direttore amministrativo, Laura Coppola, e al direttore del personale, Luigi Franciotti, rivendica quanto riportato in una delibera dell’ex manager, Giancarlo Silveri, datata 5 luglio 2011, che regolamentava le prestazioni di lavoro straordinario.
La delibera precisava, infatti, che “ogni dipartimento ha a disposizione, a decorrere dal 1 gennaio del 2012, un monte orario di 37 ore per ogni dipendente assegnato, moltiplicato per il numero dei dipendenti del dipartimento”; e in base alle segnalazioni dei dipendenti alle organizzazioni sindacali, sembrerebbe che questo punto non sia stato rispettato.
Inoltre, nella deliberazione viene sottolineato che “è possibile raggiungere, previa specifica autorizzazione del direttore del dipartimento, il limite massimo di 180 ore”, ma, nonostante le rimostranze dei sindacati, come si legge nella lettera, “si continuano ad utilizzare due pesi e due misure: all’Aquila non vengono retribuite più di 37 ore, nè è possibile recuperare le ore effettivamente svolte in più, per carenza di personale”.
Tutto ciò genera, sempre secondo quanto denunciato dai lavoratori alla Cisl, un clima di tensione tra il personale che opera nell’Aquilano, perchè discriminato rispetto ai colleghi della stessa Asl, anche sotto l’aspetto economico, oltre che, appunto, normativo.
Sulla vicenda nessun commento dal direttore generale Tordera, che, contattato più volte da AbruzzoWeb, preferisce deviare la chiamata.
“Se la situazione non verrà sanata, riequilibrando il trattamento economico, senza distinzioni territoriali, la Cisl, sollecitata dalle richieste dei dipendenti della Asl dell’Aquila – conclude Giorgi – organizzerà una mobilitazione massiciia a tutela dei diritti dei lavoratori e non esclude il ricorso al giudice del Lavoro, per segnalare tali violazioni normative”.



