L’AQUILA – Mancanza di materiali, carenza di personale, con i conseguenti carichi di lavoro insostenibili, e poi lunghe liste di attesa e diminuzione della qualità delle prestazioni: è bufera sulla gestione della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che “genera imbarazzi e crescente preoccupazione” a seguito di una riunione avvenuta ieri tra il direttore Ferdinando Romano e i medici dei comparti chirurgici.
A denunciare la situazione, da tempo, il consigliere regionale Giorgio Fedele, M5S, che oggi torna a sottolineare: “Ora che sono i medici di tutta la provincia dell’Aquila a sostenere che la mancanza di materiale non è più sostenibile e si rischia di bloccare ulteriormente gli interventi, più di quanto non sia avvenuto fino ad ora per la pandemia, voglio vedere se la Asl smentirà anche loro, continuando ad affermare che non ci sono problemi di approvvigionamento e di fornitura dei servizi e che va tutto bene. La realtà è sotto gli occhi di tutti e il tentativo di nascondersi dietro un dito della Asl ormai è fallito”.
Sulla questione interviene anche il consigliere regionale di Legnini Presidente Americo Di Benedetto: “L’incontro avvenuto ieri fra management e medici della Asl 1 si è reso necessario per far fronte a una disfunzione di cui ero già a conoscenza da tempo, più precisamente del grave difetto di approvvigionamento dei materiali, in numero e qualità, per gli interventi chirurgici presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Sostanzialmente la Asl 1 non compra più niente, un’anomalia inaccettabile per i tanti pazienti che già scontano una pericolosa riduzione dell’assistenza sanitaria ordinaria a causa dell’emergenza Covid-19, ora non più rinviabile”.
Secondo Fedele, “le rimostranze dei medici, portate sul tavolo della riunione di ieri, confermano quanto da me ampiamente sostenuto in questi mesi: ho certezza di quello che dico e la carenza di dispositivi e medicinali è un grave problema che ha portato già all’interruzione di servizi”.
“Se – continua Fedele – la volontà della Asl è quella di cambiare metodo di approvvigionamento sui dispositivi attraverso gare centralizzate è importante che, prima di procedere a un cambio di rotta così radicale, si preveda un riempimento delle scorte tale da garantire una fornitura adeguata per tutti i comparti chirurgici della Asl 1 e non solo, visto che la voragine di mancanze ha ampiamente colpito Avezzano e ora, a quanto ci risulta, sta investendo anche L’Aquila. Sempre che il movente dietro questa enorme scarsità di materiale sia un cambio di metodo e non, come qualcuno sostiene, debba essere invece ricondotta al tentativo di ridurre l’enorme debito accumulato dalla Asl, cosa che di certo non può avvenire sulla pelle dei cittadini e degli operatori sanitari”.
“Non è possibile pensare un rallentamento degli interventi per la scarsità di materiale e andare a gravare ulteriormente sulle liste d’attesa già lunghissime, o addirittura pensare che queste mancanze potrebbero compromettere anche i servizi in emergenza e urgenza, come già accaduto nella Radiologia Interventistica di Avezzano. Invece di affannarsi a zittire chi avanza denunce o a inviare becere smentite, che poi vengono puntualmente sconfessate come accaduto nella riunione di ieri, la direzione della Asl 1 dovrebbe impegnarsi a mettere a sistema una soluzione efficace sull’approvvigionamento, perché parliamo di un cambio di metodo mastodontico, sul quale possiamo anche essere d’accordo, ma sarebbe dovuto avvenire con una programmazione tale da non mettere a rischio nessun servizio. Ma a quanto pare, così non è stato. Quindi è il momento che la Asl dica chiaramente con quali modalità e in che tempi vuole colmare la mancanza di materiale e medicinali sia nei quartieri chirurgici che nelle altre unità operative”.
“Sono mesi che denuncio questa situazione. Ora alla luce dei fatti e delle segnalazioni che continuano ad arrivarmi, dipingendo una realtà ben peggiore di quella venuta fuori a mezzo stampa, chiederò al Presidente della Commissione Sanità Mario Quaglieri di indire immediatamente una seduta sul tema. La Regione, a trazione Lega Fratelli d’Italia e Forza Italia – incalza Fedele – che nomina la dirigenza Asl e che sull’azienda Sanitaria dovrebbe attuare un controllo costante, non può continuare a girarsi dall’altra parte. Ne va della sicurezza di migliaia di cittadini e della professionalità di tanti medici e personale sanitario che quotidianamente deve fare i conti con una dirigenza palesemente inadeguata”, conclude.
Per Di Benedetto: “Una gestione, quella della Asl 1, che da mesi ormai genera imbarazzi e crescente preoccupazione, specie fra il personale medico – osserva Di Benedetto – per come dilaziona provvedimenti urgenti e per le risorse che non riesce a mettere a disposizione dell’utente (a causa della situazione debitoria aziendale per stessa ammissione dei suoi vertici) in un momento delicato in cui dovrebbero essere implementate piuttosto che ridotte”.
“Un risparmio ci può essere laddove si attui una razionalizzazione oculata delle spese che, però, non sfoci mai in un disservizio: la salute delle persone vien prima dei bilanci. Invece, ancora una volta il San Salvatore – ospedale di primissimo livello e non di prossimità che ha offerto con grande spirito di servizio e solidarietà un aiuto continuo a tutto il territorio regionale nei momenti più critici della pandemia – rappresenta la migliore evidenza del drammatico abbassamento dei livelli di programmazione e gestione della sanità cittadina”.
“Come dimenticare anche le note difficoltà degli utenti nel non vedersi garantiti servizi capillari, a partire dalle lunghe attese al pronto soccorso cittadino così come al cup, i tempi lunghi d’attesa per visite specialistiche, spesso urgenti, o nel subire la cronica mancanza di medici e personale sanitario, con posti da primario ancora vacanti e personale sotto organico in tutti i settori, in primis quello infermieristico – continua Di Benedetto – Criticità, quest’ultima, che causa inevitabilmente carichi di lavoro insostenibili, liste di attesa lunghissime e diminuzione della qualità delle prestazioni, motivo per cui gli aquilani, quando possono, incominciano a farsi curare altrove”.
“È di tutta evidenza l’inadeguatezza della regione e dei suoi designati politicamente a gestire l’amministrazione sanitaria del nosocomio aquilano, di cui, dinanzi alle troppe difficoltà contingenti, sembrano non avere più il controllo organizzativo e operativo. Troppo spesso ci si dimentica che il servizio sanitario pubblico è universale per definizione e che, quindi, riguarda tutti, motivo per cui meriterebbe maggior attenzione, impegno e sensibilità”, conclude Di Benedetto.







