L’AQUILA – Scatta ‘foto’ alla retina del bimbo nato prematuro, rileva con un solo test l’eventuale danno e il rischio di cecità e, infine, può inviare per via telematica ad altri ospedali le immagini per un consulto in tempo reale.

Sono le prestazioni della Retcam, l’apparecchiatura di altissima tecnologia in funzione da ieri all’ospedale san salvatore dell’aquila: consente di accertare, grazie a un sistema di alta risoluzione e altre, notevoli, risorse tecnologiche, i danni alla retina del bimbo nato prematuro e di intervenire, in  caso di urgenza, entro le 72 ore con la chirurgia oculistica. 

L’unico in uso attualmente nella sanità della Regione è nel reparto di Neonatologia diretto dalla dottoressa Sandra Di Fabio: l’acquisto è frutto della generosità di Sky che l’ha acquistato per 100.000 euro e donato al presidio aquilano. 

Si tratta di un apparecchiatura molto importante visto che la diagnosi precoce può scongiurare la cecità nel bimbo.  Ogni anno Neonatologia tratta 103 casi di parti prematuri. 

Il debutto ufficiale del Retcam a Neonatologia c’è stato ieri, in occasione dell’open day, col reparto  aperto (dalle 10 alle 22), nella giornata mondiale della prevenzione dedicata al bimbo prematuro e organizzata dall’associazione Onda (osservatorio nazionale salute della donna): sono state eseguiti  i primi 10 screening (gratuiti) oculistici su altrettanti bimbi prematuri che, fortunatamente, non hanno rivelato problemi.  

Gli esami sono stati effettuati dalla dottoressa Immacolata Greco del reparto di Oculistica, diretto dal professor Marco Ciancaglini.  
Ora neonatologia del San Salvatore – in virtù del Retcam e dell’alta professionalità del proprio team affinata negli anni – consoliderà la propria attività nel panorama nazionale e soprattutto abruzzese, richiamando utenti da altre  Asl della Regione e anche fuori Regione (sono infatti poche le realtà italiane che dispongono del moderno macchinario). Ottime premesse per fare in modo che Neonatologia diventi Centro di riferimento regionale.

“Adesso – afferma la dottoressa Di Fabio – abbiamo a disposizione un macchinario di alta investigazione medica che sarà fondamentale per fare diagnosi molto accurate e per acquisire le immagini, archiviarle e trasmetterle in Rete. Uno strumento destinato a migliorare ulteriormente le nostre prestazioni ma, soprattutto, a curare più efficacemente questo tipo di malattie”.

Ieri, oltre allo screening oculistico, in reparto si sono tenute iniziative che hanno registrato l’interesse degli utenti, con  momenti di confronto e di coinvolgimento di mamme e coppie: un convegno dal titolo: “Ci sono anch’io” e uno spazio approfondimento sui rischi della prematurità della nascita.