CHIETI – “Ridurre le liste d’attesa e migliorare la salute pubblica”. Sono gli obiettivi che per il capogruppo Udc al Comune di Chieti Alessandro Giardinelli sarà necessario confrontarsi con i dirigenti della Asl durante il consiglio comunale che si terrà ad ottobre.
Nel corso della sua nota Giardinelli fornise una serie di dati su diverse patologie tumorali, aggiungendo anche i tempi di prenotazione degli esami.
“La Regione Abruzzo giustamente, ed in conformità a quanto è indicato nel Piano Sanitario Nazionale della Prevenzione, ha già da molto tempo operato per definire le modalità di intervento e di organizzazione per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce di alcune malattie di interesse sociale.
L’Agenzia Sanitaria Regionale, ultimamente (in data 16 06 2010), ha emesso un bando per la sperimentazione di modelli innovativi sotto il profilo tecnico-organizzativo dei programmi di screening sia per le neoplasie Colon-rettali (€.450.000 per 2 progetti), sia per le Neoplasie della cervice-uterina (€.400.000 per 2 progetti), sia per le neoplasie della mammella (€.400.000 per 2 progetti). (in totale €.1.250.000 per 6 progetti di prevenzione) Vedi il sito:
http://sanitab.regione.abruzzo.it/prevenirepercurare/bando+progetto+di+ricerca+applicata+screening+2010.pdf”
“Alcuni dati statistici, che provengono direttamente dal sito della Regione Abruzzo, ci indicano che le malattie neoplastiche costituiscono la seconda causa di morte in Italia, con aumento di incidenza nazionale e nella nostra regione, dove vengono diagnosticati oltre 5.000 nuovi casi di tumore all’anno”
“In Abruzzo si registrano 78 nuovi casi di tumore del collo dell’utero ogni anno, circa 7 al mese, con una mortalità di circa 38 donne l’anno. I dati recenti indicano che i programmi di screening del cervico-carcinoma riducono del 50% l’incidenza della malattia e la mortalità conseguente”.
“L’unico test di screening per i tumori della cervice uterina è il PAP-test.
Per quanto riguarda i tumori del colon-retto in Abruzzo si ammalano tra le 1.500 e le 2.000 persone ogni anno. Per una buona prevenzione è necessario una sufficiente recettività delle strutture di endoscopia digestiva. In Abruzzo la popolazione maggiormente a rischio è quella in età compresa tra i 50 e i 70 anni che comprende 320.000 persone (150.000 uomini e 170.000 donne)”.
“Per quanto riguarda i tumori al seno in Italia ogni anno si ammalano circa 30.000 donne con conseguenti circa 11.000 morti. La fascia di età più a rischio è quella compresa tra i 50 ed i 70 anni. La mammografia è l’esame che consente di scoprire tumori di piccole dimensioni e quindi di fare diagnosi precoce e prevenzione, con la necessità di ripetere l’esame mammografico almeno una volta l’anno”.
“Oggi nella nostra ASL per effettuare una mammografia o una colon-scopia le attese sono tali da compromettere una giusta politica di prevenzione (per il pap-test invece i tempi sono brevi), con danni alla salute ed all’economia sanitaria. L’appuntamento per una mammografia presso l’Ospedale di Chieti è prenotabile a 15 mesi; da notare che Presso l’Ospedale di Chieti sono prenotabili 15 mammografie due volte la settimana per un totale di 30 mammografie settimanali, all’Ospedale di Guardiagrele sono prenotabili 6 mammografie per cinque giorni a settimana, per un totale di 30 mammografie settimanali, all’Ospedale di Ortona è prenotabile una sola mammografia per cinque giorni a settimana per un totale di 5 esami settimanali”.
2Per quanto riguarda la Colon-Scopia presso l’Ospedale di Chieti sono prenotabili 3 colonscopie quattro giorni a settimana per un totale di 12 colonscopie settimanali, a Guardiagrele le colonscopie sono sospese, ad Ortona sono prenotabili 3 colonscopie per quattro giorni a settimana per un totale di 12 esami settimanali. Credo che evidentemente ci sia margine per poter migliorare questi numeri”.
“E’ necessario intervenire su questi e su altri servizi, che non abbiamo menzionato ma la cui efficienza per la prevenzione è ugualmente indispensabile, se vogliamo dare un servizio sanitario sufficientemente adeguato alle giuste richieste della società ed a quello che è l’attuale capacità diagnostica dei nostri addetti ai lavori”.
“Possiamo avere ottimi medici ed ottimi strumenti di indagine ma non utilizzarli significa perdere quel patrimonio culturale e tecnologico che la nostra società in tanti anni ha acquisito.
La politica deve stimolare e favorire il miglioramento della salute pubblica e per questo “la riduzione delle liste di attesa” sarà certamente uno degli argomenti su cui confrontarsi con i dirigenti della nostra ASL nel Consiglio Comunale Straordinario sulla Sanità che si terrà in ottobre”.






