CHIETI –  La Asl Lanciano-Vasto-Chieti è stata condannata al pagamento del tempo di vestizione degli operatori sanitari e delle spese processuali: la Corte di appello dell’Aquila, Sezione lavoro, presieduta dal dottor Fabrizio Riga, con sentenza n. 456/2023, ha condannato definitivamente l’azienda sanitaria locale, riconoscendo ai circa 50 ricorrenti il diritto a essere retribuiti per i tempi di vestizione, svestizione e passaggio di consegne per un totale di 10-15 minuti a seconda della mansione, per ogni singolo turno dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 per un totale di circa 1.300 euro a testa, già corrisposti con il cedolino di agosto.

Lo rende noto l’USB Pubblico Impiego – Federazione Abruzzo e Molise. La vicenda giudiziaria risale al 2021. “Usb ha sostenuto per anni (anche con altre vittoriose azioni legali) – si legge in una nota – che il tempo necessario per indossare le divise e i dispositivi di protezione individuale (Dpi) è un obbligo legato all’esecuzione delle mansioni lavorative e a ragioni di igiene e sicurezza sul lavoro e, pertanto, deve essere riconosciuto come parte dell’orario di lavoro – dicono Rsu Usb Asl2 Abruzzo e Usb Pubblico impiego Federazione Abruzzo e Molise -. Riconoscere il tempo di vestizione come orario di lavoro significa non solo un aumento della retribuzione per i lavoratori sanitari, ma anche un rispetto maggiore per il loro tempo e le loro condizioni lavorative, soprattutto in un periodo di forte pressione sul sistema sanitario. La battaglia legale della Usb ha portato a una sentenza definitiva favorevole che riconosce questo diritto, risultato che avvantaggia tutti gli operatori sanitari dell’azienda e rafforza la posizione di Usb come sindacato impegnato nella tutela dei diritti dei lavoratori del settore sanitario. I lavoratori e Usb hanno dimostrato che non bisogna fermarsi al primo ostacolo, ma bisogna lottare con caparbietà fino a vedersi riconosciuti i diritti a lungo calpestati”.