L’AQUILA – “La vicenda della mancata proroga dei precari degli Asili Nido comunali ha riportato, finalmente, all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza di un servizio fondamentale quale quello di assicurare a ogni bambino sin dalla nascita il diritto a un percorso educativo e pedagogico capace di determinare le migliori condizioni di apprendimento e di formazione”.
Lo scrivono in una lettera aperta, annunciando sostegno a qualsiasi forma di protesta, le educatrici e le ausiliarie precarie delle cooperative sociali presso gli asili nido del Comune dell’Aquila, le cui aperture sono a rischio.
Due nidi comunali su tre, infatti, lunedì prossimo non potranno aprire a causa dell’impossibilità di rinnovare il contratto alle educatrici che hanno già usufruito di 36 mesi di cococo, secondo le recenti e severe disposizioni del “Jobs Act” del governo Renzi.
Il 2 settembre scorso il ministro per la Funzione pubblica Marianna Madia ha emesso una circolare che, secondo alcune interpretazioni, potrebbe consentire la proroga di questi e altri contratti precari e salvare le aperture, ma secondo il sindaco del Comune capoluogo, Massimo Cialente, e l’assessore al Personale Betty Leone, questo scenario è tutt’altro che scontato e lunedì i plessi resteranno quasi certamente chiusi.
“Più volte e, a ragione, è stato sottolineato il valore e la qualità di un servizio che, nel nostro territorio, è sempre stato un fiore all’occhiello delle attività dell’amministrazione comunale – scrivono – Ebbene, dal 2001 a oggi, presso gli storici asili nido Primo Maggio e Il Viale vengono impegnate sistematicamente anche fino a 16 dipendenti delle cooperative sociali, educatrici e ausiliarie che, per esigenze di carattere integrativo e per sostituzione di dipendenti comunali, lavorano unitamente al personale del Comune dell’Aquila al fine di assicurare la continuità del servizio”.
Le operatrici fanno presente che, “nell’ambito di questo rapporto che dura ormai da quasi 15 anni, tutte insieme ci siamo assunte l’onere e l’onore di creare un contesto educativo in grado di sviluppare le potenzialità di crescita affettive, cognitive e relazionali dei bambini di generazioni di famiglie aquilane le quali non ci hanno mai fatto mancare collaborazione ed attestazioni di stima. Il servizio dell’infanzia – rilevano – è un bene per il bambino, è un bene per i genitori ma soprattutto è un investimento per l’intera comunità e va difeso”.
“Noi del mondo delle cooperative sociali condividiamo e sosteniamo la battaglia per difendere e garantire la continuità del servizio ed è per questa ragione che non faremo mancare la nostra partecipazione alle iniziative che verranno poste in essere”, concludono.




