L’AQUILA – “L’artigianato è una cultura perché non è solo un modo di lavorare, è un modo

 di pensare, di vivere, di interpretare la vita che si contrappone alla standardizzazione e all’astrazione, è qualcosa che caratterizza profondamente l’Italia, che è il segreto del successo del made in Italy del mondo, una originalità che deve resistere ora anche alla nuova ondata tecnologica, alla digitalizzazione e all’avvento dell’intelligenza artificiale”.

Nelle parole del professor Mauro Magatti, sociologo ed economista, il senso profondo della Giornata nazionale della cultura artigiana, celebrata in un gremito Auditorium di Renzo Piano con il convegno “Artigianato anima del Made in Italy”, organizzato da Confartigianato Imprese, alla presenza del ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso e il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, con il presidente di Confartigianato Aquila, Angelo Taffo, a fare gli onori di casa.

“L’Aquila è un simbolo della resilienza italiana, ha dimostrato la straordinaria capacità di risollevarsi e ricostruirsi dopo il drammatico terremoto, ed è molto significativo celebrare qui la giornata della cultura artigiana”, ha subito detto ai cronisti Urso.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Taffo: “L’artigianato non è soltanto un motore economico, ma un vero presidio sociale nei territori. Nei nostri comuni e nei nostri borghi le imprese artigiane tengono vive le comunità, trasmettono competenze alle nuove generazioni e rappresentano un elemento fondamentale di identità e sviluppo. Dal convegno di L’Aquila partirà anche un messaggio chiaro alle istituzioni: sostenere davvero le micro e piccole imprese significa ridurre il peso della burocrazia, alleggerire la pressione fiscale, facilitare l’accesso al credito e investire con decisione in innovazione, digitalizzazione e formazione. Le imprese artigiane non chiedono privilegi, ma condizioni giuste per competere. Riconoscere il loro valore significa investire concretamente nel futuro del Paese. A L’Aquila capitale della cultura parte il messaggio dell’artigianato italiano: senza le micro e piccole imprese non c’è futuro per il Paese”.

Ad intervenire poi il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il presidente di Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il citato Magatti, Presenti in sala anche il sottosegretario di Stato alle Imprese e al Made in Italy, Fausta Bergamotto, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Ricerca industriale e Lavoro, Tiziana Magnacca, l’assessore regionale alla Formazione, Istruzione e  Cultura, Roberto Santangelo, la presidente della ​Camera di Commercio Gran Sasso, Antonella Ballone.

A portare la voce delle imprese le testimonianze di Erika Liberati, imprenditrice specializzata nella creazione di ceramiche d’arte, di Roberto Galbiati, produttore di arredamenti, del designer Giulio Iacchetti.

Durante l’evento è stato presentato il rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato dedicato alle “4 A” del Made in Italy, dove operano 393 mila imprese con 2 milioni e 873 mila addetti, e che rappresentano insieme il 60,1% dell’export totale del Paese, per 383,8 miliardi di euro.

Un settore che cuba in Abruzzo 9.907 imprese con 54.421 addetti, per un valore delle esportazioni di 6,4 miliardi di euro, in provincia dell’Aquila 230 milioni di euro. Il totale imprese dei settori delle ‘4 A’ all’Aquila è nello specifico di 1.538, con 4.151 addetti.

Le imprese a conduzione giovanile sono 10.163 in Abruzzo, 2.192 all’Aquila, le imprese digitali 3.429 in Abruzzo e 717 all’Aquila.

Si tratta di un sistema produttivo in cui la dimensione delle imprese resta prevalentemente contenuta: oltre la metà degli occupati (50,5%) lavora in micro e piccole imprese.

Quasi la metà del surplus (48,3%) è generata da Automazione e meccanica, seguita da Abbigliamento e moda (28,9%), Arredo e legno (11,9%) e Alimentare e bevande (10,9%).

La forza del Made in Italy si riflette anche nella qualità dell’offerta. Nel 2025 il valore medio unitario dei prodotti italiani è cresciuto del 42,5% rispetto al 2019, un ritmo più che doppio rispetto all’aumento dei prezzi alla produzione sui mercati esteri (+19,1%).

Un risultato attribuito a diversi fattori: diffusione della produzione artigianale di alta gamma, migliore design, rafforzamento dei brand territoriali, qualità delle materie prime e innovazione tecnologica. A questi si aggiungono digitalizzazione dei processi, certificazioni, maggiore integrazione tra prodotto e servizi e una crescente specializzazione in nicchie ad alto valore aggiunto.

Accanto ai risultati economici emerge però anche una criticità strutturale: la difficoltà di trovare manodopera qualificata. Nel 2025, nei settori delle “4 A”, sono richiesti 719 mila lavoratori, ma 382 mila – il 53,2% – risultano di difficile reperimento.

Il ministro Urso ha poi ricordato che “nella prima legge annuale sulle piccole e medie imprese e sull’artigianato, che è stata appena approvata dal Parlamento, tra le altre importanti e significative misure, c’è quella che riguarda la riforma dei confidi e anche la riforma della legge quadro sull’artigianato, che risale a oltre 40 anni fa, che finanzia il passaggio generazionale delle competenze tra un lavoratore ormai anziano, un maestro dell’arte artigiana, che è in procinto di andare in pensione e il giovane lavoratore neo assunto sotto i 35 anni, con contratto a tempo indeterminato”.

Il presidente nazionale Granelli ha allargato lo sguardo alla difficile situazione geopolitica segnata dai conflitti e dal conseguente caro energia, spiegando che “questa giornata vuole essere un momento di riflessione e vicinanza per i nostri imprenditori. Sono momenti complicati e difficili, però credo che il compito di un imprenditore sia sempre quello di essere ottimista e fiducioso. Anche perché oggi l’artigianato, lo vediamo bene anche qui all’Aquila, ha coraggio, caparbietà, unita anche a una qualità e una creatività unica nel mondo. Non dimentichiamo mai che anche in questi momenti di difficoltà l’Italia è il secondo paese manifatturiero d’Europa, leader globale nei settori di eccellenza come arredo, legno, come alimentare, moda e meccanica e di questo noi dobbiamo essere orgogliosi”.

Taffo ha ricordato che ha ricordato che “anche in Abruzzo le imprese artigiane a partire da quelle delle 4 A  danno respiro all’economia, creano occupazione, sono capaci di innovazioni tecnologiche. Chiediamo dunque al governo le misure che consentano alle imprese di avere maggiore redditività, quindi meno burocrazia, più facilità di accesso al credito, condizioni favorevoli per la formazione e l’innovazione tecnologica. C’è un problema di reperimento di manodopera, occorre dunque investire nella formazione e anche attraverso il decreto flussi poter contare su personale extra comunitario che sia  formato e che possa ovviamente arrivare ad operare nelle nostre aziende senza clandestinità”.

Il presidente Marsilio ha definito la giornata “un prezioso momento di riflessione e approfondimento dedicato al valore profondo del saper fare italiano, non solo produzione e creatività, ma cultura e identità, una tradizione viva capace di innovare e di generare futuro. È un’idea di artigianato che sentiamo profondamente nostra perché parla di comunità, di bellezza, di qualità e di responsabilità verso i territori. E da questo punto di vista l’Abruzzo rappresenta una sintesi credo unica in Italia, forse nel mondo, tra i valori ambientali, naturali, paesaggistici, anche storico-archeologici, nello stesso tempo l’essere la settima regione industrializzata d’Italia, la prima del Mezzogiorno”.

“La ricostruzione post sismica – ha poi commentato Biondi – porta con a con sé anche il valore della creatività degli artigiani, della tanta manodopera locale, italiana e straniera, degli artisti della pietra e del legno, dei restauratori: si deve a loro che hanno rimesso insieme i pezzi di questa città e ce l’hanno restituita così bella. Quindi è un grande privilegio per l’Aquila ospitare questa iniziativa, tra l’altro nel giorno di San Giuseppe. La congiuntura internazionale non è delle migliori, ma è un motivo in più per sostenere il Made in Italy”.

Ermete Realacci nel suo intervento ha proposto una rilettura del Pinocchio di Collodi.

“Noi a volte dimentichiamo quali sono le nostre radici e il Pinocchio non è soltanto un libro che molti di noi amano, il libro italiano più tradotto nel mondo dopo la Bibbia e il Piccolo Principe. È la storia di un artigiano che dà vita alla materia, e se uno va a vedere quali sono le radici del saper fare l’italiano questa è una delle radici più profonde”.

C’è poi anche chi come chi come il la Volpe e il Gatto che convincono Pinocchio a seminare le quattro monete nel Campo de’ Miracoli.

Una grande metafora della speculazione, molto attuale anch’essa. Non ho mai avuto simpatia per questi produttori di falsa ricchezza che però si arricchiscono. Questi plutocrati si sarebbe detto una volta che maneggiando cose immateriali alla fine assoggettano tanta parte del mondo”.

L’assessore regionale Tiziana Magnacca ha osservato: “Oggi si parla di artigianato e ci sono importanti novità per quanto riguarda l’aspetto normativo regionale. Siamo attenti all’evoluzione, allo stato di salute dell’artigianato in Abruzzo e abbiamo lavorato sin dal primo giorno di mandato in sintonia con le associazioni di categoria per capire come sostenerlo al massimo questo settore che, come si è detto oggi, è davvero l’anima del Made in Italy. Intanto abbiamo revisionato, quindi è pronta una norma legislativa che approveremo in Giunta nei prossimi giorni proprio per rivedere la vecchia legge regionale sull’artigianato”.

“Contestualmente abbiamo trovato una risorsa anche importante per attivare per la prima volta in Regione Abruzzo le botteghe scuola che è un modo non solo di favorire il passaggio generazionale ma anche avvicinare i giovani a questo mondo di cui tutti abbiamo estremo bisogno. Nella comprensione delle grandi difficoltà di accesso al credito che le imprese hanno, nell’agosto 2024 abbiamo messo a disposizione delle imprese, soprattutto artigiane, il voucher garanzia che ha consentito una particolare facilitazione di accesso al credito bancario. Non ultimo, lunedì è stato pubblicato un bando da  19 milioni di euro proprio per i microprestiti destinati proprio alle imprese“.