L’AQUILA – È prevista per martedì 3 maggio alle 18 alla chiesa degli Angeli Custodi, la riconsegna alla comunità parrocchiale di Paganica (L’Aquila) della preziosa scultura della “Madonna dell’Uccellino o del Cardellino”.

L’opera è stata portata via dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Paganica (nota come “della Concezione”) nell’arco temporale 1934-1973 e successivamente recuperata a Genova dal Nucleo carabinieri tutela partrimonio culturale del capoluogo ligure, nel 2004.

Il recupero si colloca nell’ambito dell’attività preventiva condotta quotidianamente dal personale del comando carbinieri tutela partrimonio culturale e nel contesto di attività di monitoraggio dei beni d’arte in transito presso gli uffici esportazione del ministero per i Beni e le attività culturali.

È proprio grazie alal collaborazione con l’ufficio ligure che, all’atto della domanda per l’esportazione presentata da una ditta di import-export, il personale dei carabinieri di Genova ha sequestrato la scultura e denunciato il propietario, un antiquario di Firenze, per il reato di ricettazione.

Oggi l’arcivescovo metropolita monsignor Giuseppe Molinari ha illustrato l’evento, insieme alla funzionaria della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici Giovanna Di Matteo, al parroco di Paganica don Dionisio Rodigruez e allo storico dell’arte per la curia aquilana Germano Boffi.

”Il ritorno a ’casa’ della statua  – ha detto l’arcivescovo – è un altro importante segnale di speranza e di rinascita per la nostra città dopo il terremoto dell’aprile 2009. Si restituisce in tal modo alla parrocchia un simulacro mariano portatore di grandi valori indentitari per il popolo dei fedeli che, prima del furto, serbava nei confonrti della scultura grande sentimento devozionale”.

L’arcivescovo il 3 maggio alle 18, alla conclusione della cerimonia della riconsegna presiederà una santa messa di ringraziamento.

La Di Matteo ha affermato che ”è una fortuna aver ritrovato tutta la statua intera, perchè chi opera i furti di simulacri o di quadri è specializzato nel sezionare le opere poprio per non farli scoprire”.

Buffo ha aggiunto che ”non si conosce bene l’anno del furto, visto che in quel periodo c’è stata la guerra e probabilmente si sono accorti in ritardo del furto”.

La scultura lignea, policroma e dorata, di 127 centrimetri, raffigura una Madonna con Bambino seduto e non disteso sulle ginocchia, un’iconografia molto diffusa in Abruzzo fino alla meta del XV secolo.