TERAMO – “In data 19 agosto 2022, a seguito del provvedimento giudiziario che ha colpito il socio Dott. Enrico Gambini, fondatore e Tesoriere della nostra Associazione, il Comitato Direttivo, sulla base delle disposizioni di cui all’art. 24 del Codice civile e dell’art. 8 dello Statuto associativo, all’unanimità, in attesa che l’inchiesta giudiziaria si concluda e la posizione del socio rispetto ai reati contestati sia definitivamente chiarita, ha disposto l’esclusione del Socio Enrico Gambini dall’Associazione Demos”.

Così, in una nota, Carlo Di Marco, presidente dell’Associazione Demos di Teramo, a seguito . della clamorosa inchiesta della Procura di Catanzaro, che ha portato ad arresti e denunce di aderenti al sedicente Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.  Secondo l’accusa si sarebbero fatti pagare per concedere le cittadinanze prospettando vantaggi di vario tipo tra cui anche molte di natura fiscale. Di questi trenta in 12 sono finiti agli arresti domiciliari tra cui il commercialista teramano Enrico Gambini e il consulente tecnico di Pineto Federico Lombardi.  Gambino avrebbe  istituito nel suo studio commerciale l’ufficio di rappresentanza dello Stato di San Giorgio per l’Abruzzo del quale è unico rappresentante/referente. Per i giudici, in questo modo, ha rafforzato enormemente la credibilità dei vantaggi di tipo fiscali ventilati dal sedicente Stato per attirare le vittime.

“Non abbiamo mai avuto occasione di dubitare dell’integrità morale ed etica di Enrico Gambini e la notizia ci ha lasciati completamente interdetti – scrive Di Marco -. Il suo volontariato nell’Associazione è sempre stato ineccepibile, spontaneo e persino entusiasta. La giustizia, tuttavia, deve fare il suo corso e il Comitato Direttivo, dal canto suo, ha il dovere di tutelare l’immagine e l’onorabilità dell’Associazione. Come da regolamento, il provvedimento sarà ratificato dall’Assemblea dei soci nei prossimi giorni”.

Oltre 700 persone residenti in tutta Italia che hanno pagato dai 200 ai 1.000 euro per ottenerne la cittadinanza hanno scoperto sulla propria pelle che lo Stato esisteva solo sulla carta. Così come i tanti benefit – soprattutto di natura economica e fiscale – legati a quella cittadinanza.

In almeno due casi è emersa anche la vendita di terreni in Antartide con annesso titolo nobiliare. E un’ulteriore somma di denaro sarebbe stata chiesta ai neocittadini “antartici” per l’acquisto dell’isola di Kouneli, in Grecia, utile a dare una concreta territorialità allo Stato.

I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio e riciclaggio.