L’AQUILA – “L’Abruzzo è un territorio ampio, che comprende numerose aree interne, per questo la Regione ha avviato un processo di integrazione che definisco ‘innovativo’, compiendo un ulteriore passaggio nella logica della strategia di sviluppo territoriale, delineando aree urbane funzionali e aree interne, tutte destinatarie di finanziamenti nazionali e comunitari”.
Lo ha detto Emanuela Grimaldi, direttore del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo, che nei giorni scorsi ha partecipato a Palazzo Giustiniani a Roma al convegno organizzato dal senatore aquilano Guido Liris, capogruppo di Fdi in Commissione Bilancio e presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla prevenzione e le emergenze sanitarie nelle aree interne, dal titolo “Connessi-La digitalizzazione nella sanità delle aree interne e nelle comunità montane.
All’importante incontro, nel quale sono state illustrate le linee guida della Strategia Nazionale per le Aree Interne (Snai), sono intervennuti, tra gli altri, il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Tommaso Foti, i sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti; al Ministero della Salute Marcello Gemmato; al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, oltre a numerosi parlamentari e rappresentanti della sanità.
Presente anche una delegazione di sindaci e amministratori delle aree interne d’Abruzzo, tra i quali Deborah Visconti, primo cittadino di Sant’Eusanio Forconese e presidente dell’Unione dei comuni montani “montagna aquilana”; Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente Uncem Abruzzo, già consigliere regionale Pd; Settimio Santilli, sindaco di Celano, presidente Unione dei Comuni “montagna marsicana”; Luigi Fasciani, sindaco di Molina Aterno, presidente dell’Area Interna “Gran Sasso – Valle Subequana” e vice presidente Uncem.
“Proprio in relazione alla Strategia Nazionale per le Aree Interne – ha osservato Grimaldi – è fondamentale lavorare ad una efficiente integrazione tra rete ospedaliera e territoriale. In questo senso, la Regione Abruzzo ha avviato una attenta verifica sulla sostenibilità finanziaria con un’analisi degli strumenti che il Pnrr ci mette a disposizione al fine di rendere i progetti attuabili”.
Lo scorso giugno, la Giunta regionale guidata da Marco Marsilio, ha approvato due Avvisi che avviano la fase attuativa delle Strategie Territoriali, destinando 40,6mln allo sviluppo delle Aree Urbane Funzionali che coinvolgono 8 città e 130 comuni e 65,5mln per le strategie delle 7 Aree Interne con 138 enti locali. Questi avvisi sono parte del Programma regionale FESR 2021-2027, cofinanziato con risorse regionali.
In particolare, il PR Abruzzo FESR 2021-2027 destina 40,6 milioni di euro alle Aree Urbane Funzionali e 38 milioni alle Aree interne, integrati da 27,5 milioni di interventi del PR Abruzzo FSE+ per contrastare lo spopolamento. Complessivamente, queste strategie coinvolgono il 96% della popolazione regionale e il 90% del territorio. Le aree non coperte da questi programmi beneficiano di altre risorse, come il Fondo per la Montagna, per una copertura totale del territorio regionale.
“In Abruzzo rispetto ad altre regioni dobbiamo recuperare terreno – ha osservato – soprattutto nella gestione partecipativa e trasparente dei progetti. In questo senso, il Programma Regionale del FESR finanzia investimenti sulle competenze degli enti locali, anche attraverso azioni di formazione e di affiancamento per il miglioramento della capacità amministrativa attraverso il Progetto Hub delle Competenze”.
Sul tema della digitalizzazione è poi intervenuta Alessandra Marescalco, responsabile Sanità Digitale e ICT, Dipartimento Salute della Regione Abruzzo: “Quello della rete dell’assistenza territoriale è un tema fortemente sentito e il nostro obiettivo è riuscire a raggiungere anche le aree più difficili della nostra regione con nuovi sistemi di sanità digitale”.
“Abbiamo cominciato potenziando gli strumenti che abbiamo, come il fascicolo sanitario elettronico, puntando soprattutto sulla formazione del personale. Riteniamo che sia necessario implementare questo servizio per raggiungere tutto il territorio, garantendo interoperabilità tra regioni e da un punto di vista di copertura sanitaria e prossimità assistenziale”.
“Dalle case agli ospedali di comunità, passando per il potenziamento della rete delle cure palliative e quella dei consultori, stiamo collaborando con Agenas e con il ministero anche per la realizzazione della Infrastruttura regionale di Telemedicina, per garantire la massima assistenza sulle patologie croniche. Inoltre stiamo lavorando all’evoluzione del progetto di implementazione dei sistemi informativi territoriali che, attraverso l’integrazione di tutti i sistemi di sanità digitale, andranno ad alimentare l’ecosistema dei dati sanitari, strumento importantissimo per arrivare ai cittadini di tutte le aree della regione”, ha concluso.






