L’AQUILA – “Il commissario regionale smentisce le voci di un rapporto teso tra la struttura commissariale e l’assessore Magnacca, riportate nell’articolo pubblicato in data odierna (ieri ndr) sul quotidiano online Abruzzoweb. E ribadisce la piena coerenza del proprio operato alle indicazione di indirizzo politico amministrativo dell’assessorato e della Giunta, giusta delibera di commissariamento”.

Sulla lunga, intricata e conflittuale vicenda della riforma dell’Azienda regionale per le attività produttive (Arap) Abruzzo irrompe l’avvocato Mario Battaglia, dirigente regionale e da qualche mese a tempo pieno commissario straordinario della stessa azienda nominato dalla Giunta regionale su indicazione dell’assessore alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, di FdI, e supportata dal presidente Marco Marsilio, anche lui di Fdi, in attuazione di un contestatissimo, anche da parte del centrodestra, percorso amministrativo.

A sorpresa, e con una pratica inusuale, al limite dell’imbarazzo, a smentire peraltro una verità supportata da prove inoppugnabili, non è l’assessore Magnacca, ex sindaco di San Salvo, comune in provincia di Chieti, dove mantiene la carica di presidente del Consiglio, eletta in Regione a marzo 2024, con ben 9.635 voti, ora sempre più nella bufera politica, che pure è stata invitata più volte a dire la sua a questa testata, anche con istanze comunicate al capo segreteria, Pino Cavuoti, tra l’altro stimato collega.

Bensì un dirigente della Regione Abruzzo a cui la autorizzazione ad intervenire è stata data dal puntiglioso assessore, che evidentemente ha chiesto con forza la replica e che quindi non vuole arrendersi alla bocciatura da parte di maggioranza e opposizioni della riforma da lei perorata dell’Arap.

E non è un caso che la difesa d’ufficio di un bravo dirigente che alla luce del traballare delle norme, molto spesso non sa che pesci prendere, tanto che secondo fonti vicine ai vertici Arap ha pensato più volte alle dimissioni, arriva alla vigilia dell’ennesima riunione di maggioranza, prevista oggi all’Aquila in concomitanza della seduta del Consiglio regionale.

Quindi ha provocato un altro terremoto l’articolo di Abruzzoweb che ha raccontato quanto sta accadendo sulla base di documenti e dichiarazioni.

Vedi la netta bocciatura da parte dell’autorevole esponente della maggioranza di centrodestra, il capogruppo forzista, Emiliano Di Matteo, della bozza di riforma dell’Arap voluta da Magnacca che dovrebbe prevedere la creazione di una “good company”, la nuova Aruap, e una “bad company”, la vecchia Arap, che si dovrebbe accollare i 20 milioni di debiti con la fusione del Consorzio industriale di Chieti e Pescara, e con la prospettiva della liquidazione. Un’operazione tacciata di dubbia legittimità, visto che per la normativa vigente i debiti come pure i crediti, andrebbero attribuiti alla bad company.

In commissione sono però prossimi all’approvazione gli emendamenti con primi firmatari   Emiliano Di Matteo, di Fi, eletto con 4.078 voti, e  Nicola Campitelli, altro rivale interno di Magnacca in Fdi, ex leghista, eletto in provincia di Chieti con 8.534 voti, con i quali sparisce la “bad company”, come pure la fusione con il consorzio industriale e con l’Arap,  che sarà anzi potenziata nelle sue funzioni e competenze, tenuto conto che negli ultimi anni, oltre ad aver messo mano alla situazione debitoria, alla mission originaria ha aggiunto anche quella di braccio operativo della Regione Abruzzo, nelle azioni di internazionalizzazione, comprese quelle dell’agrifood. Inoltre il controllo dell’Arap tornerà in capo al Consiglio regionale, contro lo “scippo” della Giunta, con allargamento del cda da 3 a 5, e rappresentanza garantita anche all’opposizione, con la sola nomina del presidente in capo a Marsilio e Magnacca, gli altri 4 membri da parte dell’aula.

Al fianco del commissario Battaglia, nell’attuale assetto, a dirigere l’Arap c’è Loretta Franciotti, commissario per quel che riguarda il Consorzio industriale Chieti Pescara, e i tre subcommissari Adriano Marzola, fedelissimo di Magnacca, in quota Fdi, il manager aquilano Roberto Romanelli, in quota Fi, il manager pescarese Daniela Sulpizio, in quota Lega (b.s.)