L’AQUILA – Le autorità italiane sono al lavoro da ieri a Kathmandu per organizzare il rimpatrio degli italiani bloccati nella capitale del Nepal, Paese devastato pochi giorni fa da un terremoto di magnitudo 7.8 della Scala Richter che ha causato migliaia e migliaia di vittime.
Tra gli italiani salvi c’è Francesco Quadruccio, 36enne avvocato aquilano che vive e lavora a Bologna, uno dei 18 connazionali rintracciati fino ad oggi (39 sono irreperibili, 4 il bilancio provvisorio dei morti accertati).
Ieri il console onorario italiano a Kathmandu, Ravi Bhakta Shrestha, assente al momento del sisma, è arrivato nella capitale.
Arrivati ieri anche alcuni rappresentanti della Farnesina.
Quadruccio, che sta bene ed ha garantiti acqua e cibo, è accampato nel piazzale dell’Hotel Radisson e si trova in Nepal dal 13 aprile scorso insieme al suo amico Francesco Vetrone, bolognese, con il quale pochi giorni prima del sisma aveva effettuato un’escursione sull’Everest poi “segnato” da valanghe, slavine e frane provocate dal sisma, quelle che hanno ucciso quattro italiani.
Quadruccio e Vetrone avevano raggiunto ieri il vicino aeroporto internazionale di Kathmamdu quasi sicuramente con un mezzo e non a piedi, poiché in strada la situazione è ovviamente terribile, si è di fronte a una vera e propria emergenza umanitaria, ma sono stati costretti a tornare indietro a causa del caos – ci sono state cariche della polizia – e dell’assenza di voli.
Il biglietto per il volo ritorno che avevano prenotato i due è stato confermato alla fidanzata di Quadruccio Alessia Chignoli (che quando può aggiorna la situazione via Facebook), dalla compagnia aerea per dopodomani, mercoledì 29 aprile, ma la situazione nel piccolo aeroporto, mezzo distrutto dal terremoto, è davvero molto, molto difficile.
Servono quindi il coordinamento e l’azione del governo italiano per riportare indietro Quadruccio e gli altri nostri connazionali, specie attraverso dei voli di Stato.
Al momento del sisma, Quadruccio e Vetrone, che alloggiavano in un hotel nella zona turistica di Thamel, erano vicino allo Yak&Yeti Hotel, in un luogo più “fortunato” rispetto agli altri letteralmente annientati.
Su indicazione della Farnesina alla fidanzata, i due hanno raggiunto l’accampamento del Radisson, che dista pochi chilometri dall’aeroporto.
Nel frattempo, le condizioni meteo a Kathmandu non sono buone e le comunicazioni col mondo esterno restano ridotte all’osso,
Nonostante questo, Quadruccio riesce in diversi casi ad inviare brevi messaggi di testo sul telefonino della fidanzata per far avere notizie di sé.
La pagina Facebook del giovane aquilano viene continuamente inondata di messaggi di parenti e amici.
Fin quando internet glielo ha permesso, Quadruccio ha scritto sul suo diario delle rapide informazioni per tranquillizzare tutti quelli che lo aspettano a braccia aperte qui in Italia.
Francesco Quadruccio è figlio di un noto avvocato aquilano che ha perso lo studio legale in centro storico a causa del sisma che la notte del 6 aprile 2009 colpì L’Aquila e altre parti della provincia e del resto d’Abruzzo.
Il ragazzo all’epoca era già a Bologna, dove ha vissuto, senza danni, il sisma dell’Emilia Romagna del maggio del 2012. Roberto Santilli




