L’AQUILA – “Gli aquilani devono reagire, cercare di ricostruire. Siete aquilani porca miseria, siete abruzzesi. E fatelo no!”.

L’ultimo striscione del movimento della Locomotiva, il primo del 2012, prende in prestito una frase di Mario Monicelli, il regista morto suicida il 29 novembre 2010 a 95 anni, per tornare a farsi sentire attraverso i muri della città.

Il movimento dei “ferrovieri” ha scelto le parole dell’appello per L’Aquila che il regista, nonostante le sue non buone condizioni di salute, aveva accettato di fare comparendo nel corto Crepati dentro del giornalista aquilano Francesco Paolucci, che raccoglieva i video messaggi di 30 intellettuali alla vigilia della manifestazione “Sos L’Aquila chiama Italia”.

Uno sprone a ricostruire, a reagire, anche a ribellarsi al sistema politico che lo stesso movimento della Locomotiva critica da tempo sui suoi manifesti, che dalla bocca del creatore di capolavori quali Amici miei, La ragazza con la pistola e I soliti ignoti, rimbalza sui muri della città martoriata dal terremoto e arriva dritto al cuore degli aquilani. (e.m.)