L’AQUILA – Facciamoci due risate.
L’inutile ilarità ha conquistato alcuni aquilani tra quelli che sono tornati a ‘vivere’ un centro storico cadaverico, poche luci e molto buio in attesa di una ricostruzione vera e concreta. È in quest’ottica che vanno considerate alcune foto segnalate da un lettore di AbruzzoWeb, scovate sulla bacheca di un utente del social network Facebook.
Nelle foto in questione si vedono un ragazzo e una ragazza in preda alla gioia (e siamo contenti per loro), in corso Vittorio Emanuele, ma, questa è la particolarità che fa scalpore, su uno dei mezzi dei militari di pattuglia nel centro storico.
In uno degli scatti, risalenti al luglio scorso, lui è a torso nudo, in piedi sul mezzo (un Land Rover del 33esimo reggimento Acqui), indossa un cappello da marinaio e un paio di occhiali scuri e fa il segno della vittoria con l’indice e il medio della mano sinistra; lei, invece, è sdraiata sul mezzo.
Sotto il sole estivo, in pieno giorno e in assenza dei militari (almeno si spera), ci si diverte anche così.
Nulla di grave, anzi, ridere è una delle poche cose buone rimaste a questo mondo, ma se chiedessimo a un poliziotto di sdraiarci sulla volante per una foto, quale sarebbe la risposta? E se ci beccassero a farci fotografare in stile circo su un mezzo qualsiasi delle forze dell’ordine, quale sarebbe la reazione di chi con quel mezzo lavora?
Un sassolino non è una valanga, certamente, ma la domanda cruciale è molto semplice: qual è il livello di guardia nel centro storico terremotato?
Gli episodi di sciacallaggio ci sono stati e ci sono ancora, così come le risse, che non sono ovviamente figlie dei drammi post-sisma, non tutte almeno, senza dimenticare le squallide iniziative degli stolti che, tanto per citarne una, si arrampicano sui puntellamenti.
A questo va aggiunta l’insopportabile incuria delle strade e dei palazzi ancora in attesa di cure tangibili, ormai una vera e propria piaga.
Una realtà che non era tollerabile in tempi migliori, figuriamoci se lo è adesso che si paga dazio al sisma del 2009. Non si sta chiedendo di ricominciare con la militarizzazione della città in pieno stile G8, sia chiaro. Si chiede soltanto un controllo più efficace di quel corpo martoriato chiamato centro storico.
Perché, se non si riesce a tenere d’occhio un mezzo militare, non si può pensare di garantire il decoro a una zona che ne ha un disperato bisogno.



