L’AQUILA – È stata consegnata oggi al ministero dei Beni culturali il dossier che sancirà l’ufficializzazione dell’Aquila come aspirante Capitale della cultura per l’anno 2019, ma la vigilia della presentazione alla città si fa tesa per le voci di dissidi su questa complicata operazione tra due esponenti ai massimi livelli della politica aquilana: Massimo Cialente e Stefania Pezzopane.
Quest’ultima, senatore del Partito democratico e vice presidente della Giunta per le elezioni di palazzo Madama, impegnatissima con lo spinoso caso della decadenza di Silvio Berlusconi, è presidente del Comitato promotore e, oltretutto, nelle fasi iniziali ha gestito naturalmente la candidatura come assessore alla Cultura della Giunta cialentiana nata poco più di un anno fa, carica che ha lasciato qualche mese dopo le Politiche che l’hanno portata per la prima volta in Parlamento.
Il sindaco, invece, è rimasto abbastanza ai margini delle fasi iniziali di questa vicenda, salvo i passaggi formali legati al suo ruolo di primo cittadino. Ora, però, vorrebbe cominciare ad avere le leve anche di questo importante capitolo, che avrà un budget interessante e prospettive future come pochi altri progetti a livello culturale, anche in caso di esito finale negativo.
I rapporti Cialente-Pezzopane sono storicamente buoni: insieme a Giovanni Lolli, da quasi trent’anni i i due costituiscono la “triade” che ha fatto il bello e il cattivo tempo nel centrosinistra aquilano, trovando ogni volta la quadra per avere ognuno la giusta quota di potere. Anche se i rapporti interni alla “filiera” non sono più solidi come un tempo, visto che i tre potrebbero fare scelte diverse interne al partito, soprattutto in prossimità del congresso nazionale democrat.
Così sulla candidatura di rilevanza europea, un risultato epocale qualora il capoluogo abruzzese avesse la meglio sulla nutrita concorrenza italiana (la nazione è già scelta), si registra qualche frizione e potrebbe nascere per la prima volta un dualismo: nei giorni scorsi c’è stata una riunione con acque agitate, e ora che la consegna è cosa fatta e l’evento pubblico che secondo programmi ci sarà domani all’Auditorium del Parco del Castello, la tensione sale.
Anche perché, e questo può essere un indizio a cui dare più peso che non quello di una semplice casualità, l’assessore alla Cultura non è stato sostituito: Max ha voluto tenere la delega per sé.
D’altra parte il settore è sempre stato una fucina di voti per il duo e su cui hanno investito molto politicamente, vedi i ruoli rivestiti in prima persona in importanti istituzioni cittadine: la presidenza dell’Accademia dell’immagine per il primo cittadino e quella del Teatro stabile d’Abruzzo per la Pezzopane. (alb.or. – b.s.)






