PESCARA – “Spero che il governo possa organizzare un rientro adeguato alle mie condizioni di salute, nel più breve tempo possibile. Tornare con un aereo di linea per me è complicato. Sono già grato per tutto quello che hanno fatto, ma chiedo di darmi questo ultimo aiuto per rientrare in Italia e ricevere delle cure adeguate”.
Così, raggiunto telefonicamente dall’Ansa, Carlo D’Attanasio, il velista pescarese che mercoledì è stato assolto dalla Corte d’Appello della Papua Nuova Guinea ed è stato liberato dopo cinque anni di detenzione.
Lo skipper, ora in ospedale a Port Moresby, è affetto da una patologia oncologica al quarto stadio.
“Se fosse possibile – aggiunge D’Attanasio – vorrei che il rientro fosse organizzato in modo adeguato: non posso volare su un aereo di linea, perché ho delle stomie da sostituire, iniezioni da fare per la terapia del dolore. Non è una condizione semplice per affrontare un viaggio così lungo. Chiedo quindi al Governo un ultimo aiuto, per permettermi di tornare in Italia e ricevere cure adeguate, fare un check-up. Perché qui non so quale sia lo stato reale dell’evoluzione del mio tumore”.
“Ringrazio l’Ambasciata, che ha dato un contributo importantissimo, soprattutto sostenendo le spese sanitarie, che erano altissime, vista la mia condizione economica. Un ringraziamento particolare va alla Farnesina e al ministro Antonio Tajani, che hanno fatto tutto quello che potevano fare. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in me. Sono stanco – conclude – ma veramente soddisfatto e contento. Ringrazio tutti e spero di poter rientrare nel più breve tempo possibile”.





