MONTEREALE – Riprenderanno e si concluderanno a stretto giro le procedure della gara di appalto sulla residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Montereale, sospesa all’improvviso e tra le polemiche il 21 gennaio scorso con un blitz della direzione generale della Asl provinciale dell’Aquila, proprio nella riunione che avrebbe portato alla ufficializzazione della impresa vincitrice.

La commessa aveva visto lievitare la spesa dal milione iniziale ai circa 4,2 con circa 400mila euro di costi di progettazione.

La sospensione in autotutela “per approfondimenti sui costi lievitati sensibilmente” ha fatto insorgere i territori, in particolare il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, e gli amministratori dell’Alta Valle dell’Aterno preoccupati per il fatto assistenziale con i circa 60 anziani trasferiti all’Ex Onpi dell’Aquila ed occupazionale per il futuro dei circa 40 lavoratori.

Lo sblocco della importante commessa, bandita dall’Azienda aquilana, è stata annunciata dal direttore generale, Roberto Testa, nel corso della sua audizione da parte della commissione di vigilanza del Consiglio regionale che si è svolta oggi all’Aquila, sotto la guida del presidente, il consigliere regionale del M5S Pietro Smargiassi.

Testa è stato sentito insieme allo stesso Giorgi e ai direttori amministrativi e sanitari della Asl, rispettivamente Stefano Di Rocco, che è facente funzioni, e Simonetta Santini. Secondo quanto si è appreso, il riavvio della procedura era stata decisa da Testa nei giorni scorsi con un documento che dovrebbe tagliare il 20 per cento dei costi. Finora la Asl provinciale era rimasta in silenzio sia nel merito della vicenda sia in quello delle polemiche e degli attacchi.

Lo stesso annuncio sarà fatto dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, nel corso della seduta di martedì prossimo del Consiglio regionale che dovrà rispondere alla interrogazione presentata dal capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità e al Bilancio dell’amministrazione di centrosinistra guidata dal presidente, Luciano D’Alfonso, ora senatore del Pd, che nella veste di vice commissario per l’Abruzzo nel terremoto del Centro Italia, ha assegnato in maniera diretta gli incarichi di progettazione. A contestare la decisione dei vertici Asl è stata anche il deputato dem Stefania Pezzopane, che ha presentato una interrogazione parlamentare.

Stando a quanto trapelato da fonti interne alla Asl, ad innescare l’intervento del dg nominato dalla Giunta di centrodestra in sella dallo scorso mese di settembre, è stata una lettera del capo del Dipartimento degli uffici tecnici della Asl, Mauro Tursini.

“Il Dg Testa – ha spiegato Smargiassi – ha dichiarato la ripresa della procedura di gara per il ripristino della Rsa. D’altro canto, il sindaco di Montereale ha sottolineato l’importanza della struttura per un territorio come quello dell’Alta Valle Aterno, che già deve scontare le numerose difficoltà connesse al doppio cratere sismico. Da quanto emerso dalla discussione, la procedura dovrebbe comunque concludersi a breve”.

Ora si dovrà verificare se l’azienda vincitrice, tra le dieci in corsa, accetterà il taglio, 

L’appalto risale al periodo successivo ai terremoti del 2016 e 2017 quando la Rsa è stata dichiarata inagibile e quindi sgomberata. Con decreto dell’allora vicecommissario per l’Abruzzo del governo per la ricostruzione del terremoto del centro Italia, Luciano D’Alfonso, in quel momento presidente della Regione, ora senatore del Pd, l’Asl è stata dichiarata stazione appaltante per affidare i lavori necessari per la riapertura della struttura con la copertura finzanziaria di un milione di euro.

Pur potendosi avvalere delle deroghe alla normativa sui lavori pubblici in forza del decreto del 20 marzo 2017, è stata bandita una gara d’appalto con procedura negoziata alla quale sono state definitivamente ammesse a partecipare dieci imprese. Il 21 gennaio scorso la sospensione ora revocata. (b.s.)