L’AQUILA – “Senza mazzette crolla tutto”. Un nuovo uragano si abbatte sulla Regione Abruzzo.
L’Ente è stato travolto da un’inchiesta denominata “Caligola” che parla di appalti pilotati, assunzioni clientelari, tangenti mascherate da consulenze. Sette gli arresti.
Anticipato da indiscrezioni giornalistiche, il crack era nell’aria da qualche giorno, ma oggi c’è stata la svolta, con la squadra Mobile di Pescara che, sotto la direzione della procura della Repubblica dell’Aquila, ha eseguito otto misure cautelari emesse dal gip del Tribunale dell’Aquila Marco Billi.
I sette arrestati sono indagati a vario titolo per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico, da quanto si è appreso è coinvolto anche un ottavo uomo, un dirigente della Regione Puglia che, però, ha negato ogni addebito.
Tra le persone citate anche il vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, che, però, da quanto si evince dai documenti al momento non è indagato. Comunque ci sono tre omissis nell’ordinanza.
L’operazione è stata coordinata dal procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, a capo della distrettuale antimafia, e dal sostituto Antonietta Picardi.
Le complesse attività d’indagine, si apprende dalla Mobile pescarese, diretta da Piefrancesco Muriana, sono state condotte anche con l’ausilio di numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, e hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione criminale tesa a condizionare l’affidamento di commesse pubbliche in cambio di contropartite economiche consistenti in contratti di consulenza e assunzioni clientelari.
In particolare, gli illeciti accertati riguardano l’aggiudicazione fraudolenta in favore della societa’ “Ecosfera” di una gara pubblica per “l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013” pubblicata il 28 dicembre 2010 dall’Oics, ente “in house” delle Regioni e Province Autonome italiane e riguardano anche altre vicende tra cui l’assegnazione di una commessa relativa alla realizzazione di un programma applicativo (software) per il monitoraggio del Por Fers 2007/2013 in favore della Cyborg srl, un’altra società che, al pari di Ecosfera, è stata oggetto di indagine.
L’operazione è stata chiamata “Caligola” dopo che in un’intercettazione, il presidente del Cda di Ecosfera Duilio Gruttadauria, uno degli arrestati, tracciò un’analogia tra le assunzioni clientelari che gli venivano richieste dalla politica e la leggenda del cavallo dell’imperatore Caligola che era stato imposto come senatore di Roma.


Questi i nomi delle persone arrestate dalla squadra mobile della città adriatica: Duilio Gruttadauria, 61 anni, domiciliato a Carsoli (L’Aquila), presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera, Gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, 59 anni, socio della società Ecosfera Gruppo spa; Lamberto Quarta, 56 anni, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti), consulente della società Ecosfera Gruppo spa, volto noto del mondo politico abruzzese, Giovanna Andreola, detta Vanna, 54 anni, residente all’Aquila, dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi, 56 anni; Corrado Troiano, 47 anni, socio della società Cyborg srl con sede a Chieti; Mario Gay, 58 anni, residente a Roma, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma.
Gruttadauria, la Teodoro e Quarta sono destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, mentre Galdi, Troiano e Gay della misura degli arresti domiciliari. La Andreola, inizialmente destinata al carcere, ha ottenuto in serata i domiciliari.
Tutti, tranne Gay, sono indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata; Gay è indagato per il reato di corruzione aggravata, mentre Gruttadauria, Teodoro, Quarta, Andreola e Gay per il reato di falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.
Oltre alle sette ordinanze di custodie cautelari in carcere o ai domiciliari, da quanto si è appreso c’è un’ottava misura ai danni di un dirigente della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo.
Quarta era già stato arrestato il 14 luglio del 2008 con l’allora il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ex numero due della Cgil nazionale, e altre persone nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese condotta dalla Procura della Repubblica di Pescara. Quarta era il segretario generale della presidenza della Giunta regionale abruzzese.
COINVOLTI ANCHE D’ALFONSO E CESARONE
Tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila che questa mattina ha portato a sette arresti ci sono anche altri due nomi eccellenti, e cioè l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso (Pd), finito agli arresti domiciliari a dicembre 2008 per presunte tangenti al Comune di Pescara, e Camillo Cesarone, ex sindacalista e ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale, coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese e arrestato a luglio 2008 insieme all’ex governatore Ottaviano Del Turco e a Lamberto Quarta.
Da quanto si è appreso il coinvolgimento di D’Alfonso sarebbe legato a un appalto vinto al Comune di Pescara da Ecosfera mentre Cesarone avrebbe svelato a Quarta l’esistenza dell’inchiesta.
COINVOLTO DIRIGENTE REGIONE PUGLIA
L’ottavo uomo, Bernardo Notarangelo, era il presidente della commissione di gara relativa all’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013. Notarangelo è anche vicepresidente dell’Oics, l’Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo.
In concorso con Mario Gay, altro componente della commissione d’appalto, avrebbe alterato l’andamento della gara, pilotandolo a favore della Ecosfera.
In cambio, i vincitori dell’appalto avrebbero stipulato un contratto di consulenza con Michele Galdi, il marito della dirigente regionale Giovanna Andreola, sempre con l’intermediazione del Quarta. Per Notarangelo è stata chiesta l’interdizione dai pubblici uffici dell’assessorato.
Nell’ordinanza firmata dal Gip Marco Billi si parlerebbe anche di assunzioni clientelari, di condizionamenti di procedure pubbliche in cambio di contropartite economiche, e altri delitti su atti pubblici.
DOMICILIARI PER LA DIRIGENTE ANDREOLA
Sono tutte confermate, a eccezione di una, le misure cautelari eseguite questa mattina dalla squadra mobile di Pescara nell’ambito dell’operazione Caligola.
Dei quattro destinatari della misura cautelare in carcere solo Vanna Andreola ha ottenuto gli arresti domiciliari, peraltro a Salerno, per motivi personali, considerati i problemi di salute della madre.
Questa mattina la squadra Mobile ha rintracciato la Andreola proprio a Salerno.
Confermate per gli altri indagati le altre tre misure della custodia cautelare in carcere e le altrettante misure degli arresti domiciliari.
LA ANDREOLA LASCIA GLI INCARICHI MA NEGA LE ACCUSE
Il dirigente del settore Politiche internazionali della Regione Abruzzo, Giovanna Andreola, arrestata nell’ambito dell’operazione denominata “Caligola”, nei giorni scorsi, prima verbalmente, poi per iscritto, aveva rimesso nelle mani del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, il mandato in riferimento alle sue deleghe da dirigente e a quello di autorità di gestione del programma comunitario di cooperazione trasfrontaliero Ipa-Adriatico.
La decisione, resa nota dal legale del dirigente, Francesco Carli, è stata adottata dall’Andreola dopo che nei giorni scorsi il quotidiano Il Messaggero aveva anticipato l’esistenza dell’inchiesta.
Sia l’Andreola, sia il marito Michele Galdi, finito ai domiciliari nell’ambito della stessa inchiesta, hanno parlato a lungo con i magistrati con gli interrogatori terminati da poco al Tribunale dell’Aquila.
“Hanno risposto a tutte le domande rigettando gli addebiti – ha spiegato l’avvocato Carli – hanno dato anche una loro lettura e interpretazione di tutto quello che emerge nelle intercettazioni, sono state date precisazioni di ordine tecnico soprattutto da parte della dottoressa Andreola”.
“Naturalmente – ha precisato il legale – è una questione che va approfondita, tutti devono farlo, c’è un lavoro imponente da parte degli inquirenti che va valutato, rispettato ed esaminato con attenzione, però la prima sensazione è che la realtà delle cose contestate è suscettibile di una lettura diversa da quella che per ora è stata data”.
Carli ha poi aggiunto di aver spiegato ai suoi assistiti “la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere per esaminare e approfondire prima i documenti e anche le carte personali a disposizione”.
Invece la dottoressa Andreola e l’ingegner Galdi “hanno deciso di rispondere alle domande dei magistrati perché a loro sembrava di avere un quadro relativamente chiaro sulla vicenda. Naturalmente – ha affermato il legale – riservandosi di puntualizzare eventuali aspetti”.
Carli ha concluso svelando di aver chiesto “la revoca o l’attenuazione delle misure”.
Secondo quanto si è appreso, il gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, farà conoscere in serata le decisioni in merito a eventuali modifiche dei provvedimenti scattati questa mattina.
DIRIGENTE REGIONE PUGLIA: ”IO COINVOLTO? LO APPRENDO DALLA STAMPA”
“Apprendo dalla stampa del mio coinvolgimento in una indagine della procura della Repubblica dell’Aquila. Nel dichiarare la mia totale disponibilità ai magistrati, per ogni necessario e opportuno chiarimento, mi preme precisare che al momento nessuna misura è stata eseguita nei miei confronti”.
È quanto dichiara il dirigente servizio mediterraneo della Regione Puglia, Bernardo Notarangelo, che per i magistrati dell’Aquila è coinvolto in un’indagine su tangenti che riguarda esponenti della Regione Abruzzo e dirigenti della società Ecosfera che si occupa del programma di cooperazione Ipa Adriatico.
Notarangelo sottolinea nella sua dichiarazione di non aver fatto parte, “come erroneamente riportato dalla stampa, della commissione di gara per l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del Programma di Cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013”.
“Inoltre – aggiungen – non sono, come invece riportato, vice presidente dell’Oics, l’Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo”.
Nei confronti di Notarangelo è stata chiesta dalla procura, è detto nell’ordinanza del gip dell’Aquila Marco Billi, “l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dall’ufficio di assessore regionale”, per il reato di corruzione.
Tuttavia, in base all’articolo 289 del codice di procedura penale, il giudice, nel corso delle indagini preliminari, prima di decidere sulla richiesta del pubblico ministero di sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, deve interrogare l’indagato.
A ogni modo, nella difesa del dirigente regionale pugliese si sottolinea anche che Notarangelo non ha la carica di assessore ma di dirigente regionale.
Anche le altre erronee qualifiche attribuite a Notarangelo nelle notizie diffuse dagli organi di informazione figurano nell’ordinanza emessa dal Gip dell’Aquila.
Nel capo di imputazione di corruzione attribuito a tutti gli indagati Notarangelo viene definito vice presidente dell’Oics nonché presidente della commissione di gara relativo “all’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013 pubblicato il 28.12.2010 dall’Oics”.
Dal sito Oics risulta invece che della commissione di gara facevano parte Mario Gay (presidente), Giuseppe Aprile e Francesco Cuddemi e che il vicepresidente Oics è il presidente della Regione Molise, Michele Iorio.
GRUTTADAURIA E LA TEODORO RESPINGONO ACCUSE E CHIEDONO DOMICILIARI
Duilio Gruttadauria e la moglie Anna Maria Teodoro, il primo presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera Gruppo spa e la seconda socia della stessa realtà “si sono difesi collaborando e quindi rispondendo a tutte le domande ma negando ogni tipo di rilievo”.
Lo ha spiegato l’avvocato Giuseppe Casaccia, legale dei due indagati, ascoltati oggi nel corso degli interrogatori di garanzia, dopo l’arresto di questa mattina nell’ambito dell’operazione “Caligola”.
La Teodoro è stata sentita per più di un’ora, Gruttadauria per oltre due, e alla luce di quanto esposto “ci aspettiamo – ha proseguito Casaccia – che vengano mandati quantomeno agli arresti domiciliari anche se siamo coscienti che il pm è il dominus delle indagini e ha già chiesto che sette persone venissero arrestate per associazione a delinquere”.
Casaccia ha fatto notare come la notizia degli arresti sia trapelata prestissimo, questa mattina.
“Siete stati messi a conoscenza prima di me dei fatti – ha detto ai giornalisti – in quanto già stamani le agenzie hanno battuto la notizia degli arresti”.
Gli interrogatori di garanzia proseguono con il dirigente del servizio Attività internazionali della Regione Abruzzo, Giovanna Andreola, arrestata con il marito.
CASTIGLIONE: ”IO INDAGATO? NON SO DI COSA SI PARLI”
“Mi hanno detto… Ma non so di che cosa si stia parlando. Ignoro tutto”.
Risponde così all’Ansa Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore allo Sviluppo economico, dopo le voci che lo vorrebbero tra gli indagati dell’operazione “Caligola” che oggi ha portato all’arresto di sette persone tra cui l’ex braccio destro di Ottaviano Del Turco, Lamberto Quarta, e dei vertici della Ecosfera, società che gestisce il progetto Ipa per l’Abruzzo.
Nell’ordinanza del Gip Marco Billi ci sono infatti tre omissis, e qualcuno ha evidenziato i rapporti istituzionali tra la dirigente regionale Vanna Andreola, arrestata, e lo stesso Castiglione.
“Con la Andreola hanno rapporti più di un assessorato, ed e’ ovvio che la conosco – ammette Castiglione – So solo che, come assessorato, abbiamo presentato tre progetti Ipa e ce li hanno respinti. E so anche che io i vertici di Ecosfera fisicamente non li conosco, non so chi sono materialmente”.
“Sono quindi curioso di sapere di che eventualmente mi si accuserebbe. Dico che si tratta di una gara d’appalto che abbiamo ereditato dalla Giunta Del Turco”, chiude Castiglione.
IL RUOLO DI CASTIGLIONE: PER ”REPUBBLICA” E’ INDAGATO
Il nome del vice presidente della Regione Abruzzo e assessore allo sviluppo, Alfredo Castiglione, compare più volte nelle quasi 200 pagine dell’ordinanza sull’inchiesta “Caligola”, ma gli inquirenti si soffermano soprattutto in riferimento al progetto Ipa2, dove sono coinvolti gli interessi della Cyborg srl di Corrado Troiano e solo in parte quelli della Ecosfera.
Anche in questo caso si tratta di finanziamenti dell’Unione Europea e nella fattispecie “di finanziamenti concessi nell’ambito della Cooperazione transfrontaliera”.
Secondo il quotidiano La Repubblica, Castiglione sarebbe indagato, così come confermato anche dall’agenzia Agi. In questo caso sarebbe uno degli omissis dell’operazione.
La Cyborg sta elaborando un progetto, denominato Sigesia, che prevede la partecipazione di una serie di università tra cui quelle del Molise e L’Aquila con una università albanese.
Nell’ordinanza il Gip scrive che sono emersi “interessi di natura privata che l’assessore perseguiva nella vicenda, consistente nel conseguimento di vantaggi in favore dell’associazione della convivente Marina Kozina”.
Si tratta di un intreccio di interessi dal quale “i protagonisti ricavano reciproche utilità”, ed è da rilevare che la dirigente regionale Vanna Andreola, “evidentemente consapevole che l’influenza politica dell’assessore poteva facilitare l’accesso ai finanziamenti Ipa riguardo al progetto Sigesia sugli atenei in corso di elaborazione da parte di Cyborg, si adoperava per aiutare l’assessore tramite suo marito Galdi”.
Per questo Galdi si recava in Albania in vista dell’imminente bando di gara dell’Ipa2.
PARLANO LA TEODORO E QUARTA
Sono cominciati, negli uffici del palazzo di giustizia dell’Aquila, gli interrogatori di alcune persone arrestate stamani nell’ambito dell’inchiesta “Caligola” su appalti e tangenti.
Il gip Marco Billi sta ascoltando Anna Maria Teodoro, moglie di Duilio Gruttadauria, presidente e socio di Ecosfera, entramhi arrestati.
Lamberto Quarta, uno dei sette arrestati nell’ambito dell’operazione denominata “Caligola”, ha risposto, invece, per oltre due ore alle domande dei magistrati, respingendo ogni tipo di addebito.
Al termine dell’interrogatorio l’avvocato Antonio Milia, che insieme a Giandomenico Caiazza difende l’ex segretario della presidenza della Giunta regionale, ha spiegato che il suo assistito “ha risposto serenamente a tutte le domande fornendo discolpe articolate a quanto contestato limitatamente al suo ruolo”.
A tale proposito l’avvocato Caiazza ha sottolineato che “Quarta ha un ruolo totalmente marginale, non è un dirigente della società, è un consulente”.
“Anche le risultanze a cui la procura dà più valore in termini indiziari – ha continuato il legale – non riguardano mai direttamente Quarta, questo lo posso affermare con serenità. Non una delle intercettazioni a cui l’accusa dà significato indiziante, per stessa ammissione del pm non riguardano direttamente Quarta”.
Caiazza ha spiegato ancora che “ci sono tante intercettazioni di Quarta ma nessuna di quelle a cui l’accusa dà valore”.
Prima di adottare iniziative difensive, gli avvocati attendono “prima le decisioni che prenderanno i magistrati a fine interrogatorio e cioè se confermare o modificare le misure”.
“Naturalmente – ha concluso Caiazza – abbiamo rappresentato l’esigenza di ripensare le misure”.
Se per Quarta dovessero essere confermati gli arresti in carcere, sarebbe rinchiuso a Chieti. In questo momento i magistrati stanno interrogando il presidente e socio di Ecosfera, Gruttadauria.
Sempre i legali di Quarta hanno detto che leggeranno “con attenzione le carte” e hanno aggiunto: “Il nostro assistito è incredulo”.
Secondo quanto si è appreso, nella giornata di oggi saranno interrogati, oltre alla Teodoro e a Quarta, anche gli altri tre indagati, Gruttadauria, Andreola e Galdi.
Gli ultimi due arrestati, Gay e Troiano, saranno sentiti nei prossimi giorni.
”SVIAMENTO COSTANTE DELLA FUNZIONE PUBBLICA”
Per il gip Marco Billi, che ha disposto le sette misure cautelari eseguite oggi nell’ambito dell’operazione “Caligola”, “piuttosto che di singoli e specifici atti contrari alla funzione pubblica”, è stato riscontrato “un sistematico e costante sviamento di tale funzione”, come evidenziato dal pubblico ministero che ha chiesto le misure.
E per quanto riguarda il ruolo di Vanna Andreola, funzionario della Regione Abruzzo “ha asservito la propria funzione a interessi privati”.
La sua attività “è risultata condotta – per il gip – secondo l’ottica esclusiva del favore per l’interesse privato e senza alcun riguardo per l’interesse collettivo” mentre “gli imprenditori favoriti hanno mostrato totale consapevolezza dei mezzi illeciti impiegati per il raggiungimento dello scopo”.
Sempre il gip fa notare che in Gruttadauria, della Ecosfera, “è chiara la consapevolezza che nel mondo degli appalti e delle commesse pubbliche non vi è un modo lecito per emergere, risultano abrogate le norme giuridiche preposte ed è possibile conseguire successi solo attraverso legami illeciti con i politici di riferimento”.
Nel “meccanismo patologico di attribuzione degli appalti – sostiene sempre il gip – ancora più dei politici assumono un ruolo decisivo i pubblici funzionari come la Andreola”, accusata di aver “reiteratamente violato le regole di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione”.
Quanto a Quarta “con la contropartita della nomina a consulente di Ecosfera, ha svolto l’essenziale ruolo di anello di collegamento tra gli interessi imprenditoriali e il referente pubblico e politico”.
Per Lamberto Quarta si tratta del secondo arresto nel giro di meno di 5 anni: all’epoca della ‘Sanitopoli’ abbruzzese che decapitò il governo Del Turco, era di fatto uno dei potenti della Regione, dato che come segretario generale della presidenza della Giunta era il vero braccio destro dell’ex governatore.
A finire in manette anche un altro nome eccellente: si tratta di Vanna Andreola, dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo.
Insieme agli altri 5 arrestati, i nomi degli altri indagati verranno resi noti nei prossimi giorni, Quarta come consulente della Ecosfera e la Andreola come funzionario regionale, avrebbero ‘condizionato’ le commesse pubbliche in cambio di tangenti sotto forma di contratti di consulenze o assunzioni clientelari.
La Andreola è la dirigente del Servizio Internazionale della Regione Abruzzo nonche’ Autorità di gestione dei fondi di finanziamento comunitari.
L’inchiesta denominata ‘Caligola’ era partita dalle indagini proprio sulla ‘Sanitopoli’, che culminò negli arresti eccellenti del luglio 2008, messa in atto dalla Procura di Pescara. La traduzione di alcuni stralci per competenza all’Aquila ha dato poi successivamente il via alle indagini mirate.
Quarta era diventato consulente della Ecosfera di Gruttadauria, ingegnere di Caltanissetta, proprio pochi mesi dopo il suo primo arresto. Questo ‘particolare’ aveva incuriosito la Procura pescarese.
L’inchiesta aquilana ha portato alla luce un sistema nel quale la Ecosfera negli ultimi 10 anni è stata molto presente in Abruzzo lavorando soprattutto con la amministrazioni pubbliche.
E sono venuti quindi fuori appalti truccati, dirigenti pubblici infedeli, le assunzioni di familiari nelle società esterne, e la nuova frontiera della corruzione, cioè le consulenze al posto delle tangenti.
Il legame tra Gruttadauria e Quarta è di lunga data: fu lo stesso patron di Ecosfera a presenziare nel 2005 alle Regionali la candidatura di Quarta nella allora Rosa nel Pugno.
CHE COS’È ECOSFERA
Come recita lo stesso sito aziendale, Ecosfera “è una società di consulenza specializzata nella progettazione e valutazione di programmi di investimento per lo sviluppo sostenibile del territorio fisico e la valorizzazione del capitale sociale”.
Duilio Gruttadauria, 61 anni, nato a Caltanissetta ma residente a Carsoli (L’Aquila), arrestato assieme alla moglie Anna Maria Teodoro dalla procura dell’Aquila, è a capo di un vero gigante del settore, con decine di clienti istituzionali, enti e ministeri, regioni e province nonché comuni, oltre che privati.
Dalle ‘Valutazione del Piano di Sviluppo Rurale (Psr)’, ai Programmi Operativi Fesr, Fondi per aree sottoutilizzate, consulenze e assistenze tecniche, studi di fattibilità giuridica, ricerche di mercato e project financing, non c’e’ quasi argomento nel quale la Ecosfera non sia presente sul territorio italiano.
In Abruzzo negli anni si è procacciata lavori per per la progettazione e gestione di un parco fotovoltaico ad Atessa (Chieti) e Penna Sant’Andrea (Teramo), del Porto di Pescara, del Piano Strategico dei Comuni di Celano, Avezzano e dell’area vasta di riferimento, oltre che dell’Aggiornamento e redazione del Piano Paesaggistico Regionale attraverso l’utilizzo delle tecnologie Gis.
Secondo questo lungo elenco di lavori che appaiono direttamente sul sito di Ecosfera, grosso impulso alla presenza dell’azienda è stata data proprio durante il Governo Del Turco, di cui Lamberto Quarta era braccio destro.
A insospettire gli inquirenti infatti fu lo ‘strano’ contratto di consulenza redatto da Gruttadauria e Quarta poco tempo dopo la revoca degli arresti domiciliari ma ancora al’obbligo di domicilio del politico abruzzese ai tempi di Sanitopoli: come consulente Ecosfera avrebbe percepito un compenso di 72 mila euro l’anno.
Nell’ordinanza si legge che ‘appariva singolare che Ecosfera conferisse a Quarta la consulenza’, rapporto che appariva ‘anomalo e suscitava interrogativi sulla reale motivazione del conferimento dell’incarico’.
SOTTO ACCUSA I RAPPORTI QUARTA-ANDREOLA
L’indagine che ha portato agli arresti di oggi nell’ambito dell’operazione Caligola ha tratto spunto da un contratto di collaborazione stipulato tra la società Ecosfera Gruppo spa e Lamberto Quarta.
Per quanto riguarda l’aggiudicazione di una gara pubblica per l’affidamento del servizio di valutazione in itinere del programma di Cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013, pubblicata il 28 dicembre 2010 e relativa alla valutazione dell’Ipa, la società Ecosfera ha avuto la meglio per un milione di euro, mentre per l’acquisizione di altre commesse è stata favorita la società Cyborg srl di Troiano.
In particolare, a questa società è stata attribuita la commessa di circa 100 mila euro per la realizzazione di un software in grado di gestire la valutazione del Por Fesr (Programma Operativo Regionale 2007-2013 – Fondo Europeo Sviluppo Regionale).
Ciò è avvenuto grazie alle particolari relazioni che Quarta ha saputo tessere con il funzionario regionale Giovanna Andreola, a cui era ed è legato da vecchia amicizia, risalente all’epoca in cui era governatore Ottaviano Del Turco e Quarta era il segretario generale della presidenza della Giunta regionale.
Questa amicizia, per gli investigatori, si è consolidata grazie ai rapporti d’affari intercorrenti tra Quarta e il marito della Andreola, l’ingegnere Galdi, pure lui legato da rapporti di collaborazione sia con la Cyborg srl che con il gruppo Ecosfera spa, anche attraverso societa’ correlate a quest’ultima come la Welfare Net srl.
Secondo la ricostruzione investigativa, Andreola avrebbe “ottenuto la collaborazione di Mario Gay, vice presidente dell’Oics, nonché presidente della Commissione di gara per l’aggiudicazione del servizio di valutazione dell’Ipa Adriatico, per la realizzazione degli illeciti”.
Ecosfera Spa è un colosso che ha interessi sparsi su tutto il territorio nazionale attraverso “gruppi di area” che, a loro volta, gestiscono, con diversi contratti che sono tuttora in itinere, affidamenti di servizi per la progettazione, la consulenza e, soprattutto, per il monitoraggio e l’assistenza tecnica nell’erogazione di fondi comunitari facenti capo a enti pubblici territoriali.
È stata anche documentata, evidenzia la squadra Mobile, l’esistenza di un preciso disegno criminoso per la reiterazione di ulteriori illeciti in merito ad un’imminente gara a evidenza pubblica per l’erogazione di fondi comunitari, meglio individuata con il termine di ‘Ipa 2’, anch’essa già condizionata, per gli investigatori, ancor prima di essere pubblicata”.
PERCHE’ IL NOME ”CALIGOLA” DELL’INCHIESTA
“Caligola” è il nome dell’operazione di oggi della Mobile di Pescara che deriva dal commento di uno degli indagati, Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio di amministrazione e socio della Ecosfera Gruppo spa di Roma, in merito alle presunte imposizioni e pretese del potente di turno.
Ripercorrendo con la moglie Anna Teodoro le vicissitudini imprenditoriali, riguardo agli appalti vinti, i due osservano che alcuni rappresentanti delle istituzioni pretendono, come contropartita, che siano assicurati posti di lavoro e contratti di consulenza.
E Gruttadauria traccia in quella occasione un’analogia tra le assunzioni clientelari che gli sarebbero state richieste e la leggenda del cavallo di Caligola imposto come senatore dall’imperatore romano.
L’esternazione è stata intercettata nel corso dell’inchiesta e dall’ascolto del colloquio emerge “in modo evidente – sostiene la squadra mobile – che il meccanismo dell’affidamento di commesse pubbliche si fondava sul piu’ totale dispregio delle norme sull’evidenza pubblica a tutela dell’imparzialita’ e della trasparenza”.
“Io vivo di cose… da galera”.
Nelle intercettazioni depositate nel fascicolo che ha portato oggi all’arresto di Duilio Gruttadauria e della moglie, a capo della società Ecosfera, per tangenti in Abruzzo, c’è tutto il mondo del malaffare consapevole e cosciente.
Così come la notte del terremoto c’era chi rideva del sisma perché intuiva gli affari, al telefono con la moglie Gruttaduaria confessa che “io mi sono stufato… adesso esce il bando, a Catania c’è la cosa.. l’ampliamento, e bisogna imbroglia’, bisogna parlare con.. io vivo di imbrogli, è una cosa impressionante, non faccio altro, non faccio altro…”.
E la moglie Anna Maria Teodoro pronta risponde: “Bisogna che le cose vengono fatte bene, perché nonostante tu rischi la galera, poi le cose vanno fatte, non è che rischi la galera e poi andiamo al mare..”.
Più avanti lo sfogo, sempre del patron di Ecosfera: “Il 95 per cento delle cose di cui mi occupo, son reati, sono cose vietate dalla legge! Perché di cosa mi occupo? Mi occupo di favorire che Ecosfera vinca le gare… Devo stare ai margini della legalità… la legalità trombonesca… ma chi c… me lo fa fare…”.
“Come giustamente dici tu, non è la bravura… è pagare mazzette”.
In un’altra intercettazione, Gruttadauria e la moglie non fanno altro che riflettere sul tema della corruzione.
“Perché, abbiamo promozioni senza pagare? Praticamente non esistono”, continua Anna Maria Teodoro.
“..paga le mazzette – ribatte il marito – Tutti i contratti sono così”.
Poi sempre Gruttadauria “paghino, paghino le mazzette, dai forza, vediamo chi paga le mazzette”. “Perché se non ci fosse quello, crolla tutto”.
Per il Gip quindi “emerge che tale attività era svolta essenzialmente in maniera illecita”, perché sempre al telefono dalla moglie Gruttadauria si sfoga dicendo che “passo dalla mattina alla sera a fare cose che sono contro la legge”.




