L’AQUILA -“Devo esprimere un plauso particolare per questa Corte che, nonostante le carenze organiche, non solo ha gestito i nuovi ricorsi, ma ha, altresì, sfiorato l’obiettivo della riduzione delle giacenze, contenendo l’aumento rispetto al precedente esercizio”.
Lo ha dichiarato il presidente della Corte di giustizia tributaria abruzzese, Maurizio Block, nella sua relazione letta in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si è tenuta nella sede del Tar dell’Aquila. Evento nel quale sono state trattate anche altre tematiche quali il funzionamento della giustizia, il recente referendum e l’intelligenza artificiale.
Presenti, tra gli altri, Carlo Fucci, rappresentante del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, organo di autogoverno dei giudici tributari, e Gianluca D’Amelio, dirigente generale del Dipartimento della Giustizia Tributaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
“Per quanto attiene alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado in L’Aquila, da me presieduta”, ha detto il giudice leggendo la sua relazione, “si registra un lieve aumento (circa il 10%) delle iscrizioni a ruolo degli appelli che, però, incide significativamente su una struttura giudicante che, in ragione di carenza di personale, ha un carico esigibile di 900 appelli/anno e, nel 2025, ne ha evasi 1020”.
“Inoltre, merita segnalare come le la maggior parte degli appelli (quasi il 90%) è stato trattato infrannualmente e si registra una scarsa entità di pendenze ultratriennali, la maggior parte dei quali concerne processi sospesi in attesa della definizione della querela di falso. Questi due dati appaiono indice di un elevato impegno umano e professionale dei miei collaboratori, cui va il mio elogio ed il mio ringraziamento”.
“Per quanto concerne la Corte di Giustizia tributaria di primo grado di Chieti, se ne rileva la consueta e costante efficienza. Nel corso dell’anno 2025, si sono registrate quasi 600 sopravvenienze, in linea con i precedenti periodi di riferimento, con indici statistici di smaltimento, però, superiori, a conferma del buon funzionamento del plesso, che, nel 2025, ha garantito la durata infrannuale di ben il 78% dei ricorsi. Relativamente alla Corte di giustizia tributaria di Pescara, oltre alla consueta efficienza nell’esercizio delle proprie funzioni, preme osservarne la competenza territoriale in ordine all’erogazione della giurisdizione relativamente agli atti emessi dal Centro operativo nazionale dell’Agenzia delle Entrate che, da decenni, ha sede proprio a Pescara”.
“Si tratta di un’articolazione dotata di attribuzioni ampie, tra cui lo svolgimento di controlli e accertamenti automatizzati su tutto il territorio nazionale e la gestione rimborsi e controlli dei contribuenti residenti fiscalmente all’estero in materia di imposta sui redditi ed IVA, in applicazione delle norme interne e delle Convenzioni contro le doppie imposizioni. Da ciò discende la competenza della predetta Corte a decidere in primo grado sui ricorsi non solo patrimonialmente consistenti (svariati milioni) ma anche dotati di particolare complessità dal punto di vista giuridico, anche perché quasi sempre necessitanti il confronto tra l’ordinamento interno quello internazionale ed euro unitario, da interpretarsi anche alla luce delle sopravvenienze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea”.
“Alla luce di ciò, non solo ritengo degna dipprezzamento l’attività giurisdizionale della Corte di Pescara, ma sono dell’avviso che l’organico di questa debba essere rafforzato, mediante l’assegnazione di magistrati tributari vincitori del recente (o del prossimo) concorso pubblico, al fine di dotare questo plesso giudiziario, competente alla decisione di controversie eccezionalmente rilevanti per una giusta definizione dei rapporti impositivi, di Giudicanti di livello qualitativamente elevato e quantitativamente adeguato. Medesimo intendimento credo possa rivolgersi nei confronti della Corte di giustizia tributaria di Teramo, che di recente ha visto alcune fuoriuscite d’organico, tra cui si nota la nomina di un giudicante a Garante del contribuente del Molise, e, dunque, necessita di risorse umane per la gestione di un contenzioso caratterizzato da un significativo aumento delle sopravvenienze, in particolare in materia di tributi erariali”.
“L’esito conseguito – che boccia la riforma costituzionale presentata dal Governo e conserva l’attuale assetto”, si legge nella relazione in riferimento al referendum – “non ci esime, tuttavia, dal formulare alcune considerazioni di carattere generale sul ruolo del giudice e dei suoi rapporti con gli altri poteri previsti dalla Costituzione”.
“L’obiettivo deve essere la sinergia e la collaborazione volte alla risoluzione di problemi della giustizia, nel pieno rispetto delle attribuzioni dei poteri e dei reciproci rapporti tra gli stessi, dell’indipendenza di ciascuno di essi e della cooperazione finalizzata al bene del Paese. È, perciò, auspicabile che, proprio partendo dal risultato referendario, si pongano le basi per la formazione di un tavolo aperto a cui le forze politiche e la magistratura partecipino con le altre componenti sociali cointeressate, in un’ottica finalizzata alla risoluzione di problematiche fondamentali al funzionamento della Giustizia”.
“Il giudice, proprio per la delicatezza della sua funzione, deve svolgere il suo ruolo in modo imparziale ed indipendente, trasmettendo alla collettività l’immagine della sua terziarietà e la capacità di sapere valutare le situazioni poste alla sua attenzione, fuori da ogni condizionamento. Solo così sarà possibile accreditare l’idea di una giustizia vera, effettiva ed uguale per tutti. La giurisdizione tributaria è estremamente toccata dai ai principi sopra illustrati: in questo settore diviene fondamentale, in considerazione della partecipazione del cittadino alle spese del Paese, che la giustizia si ponga in modo equilibrato, effettivo ed indipendente”.
“In questa direzione si è mosso il legislatore nel prevedere la costituzione di una magistratura tributaria professionale affinché un campo così delicato in cui l’imposizione tributaria costituisce un elemento di equilibrio sociale e di attuazione dei principi costituzionali di solidarietà e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge sia affidato a giudici che abbiano una formazione specifica ed un habitus mentale di autonomia e indipendenza”.
“È anche vivace il dibattito attuale sull’intelligenza artificiale”, si legge nella relazione, “connessa all’ambito giuridico: bisogna ricordare che l’Amministrazione della giustizia viene considerata dalle fonti sovranazionali come un settore in cui l’intelligenza artificiale può essere una fonte ad alto rischio per la sua idoneità ad incidere in modo rilevante sull’attività valutativa del giudice, sull’indirizzo giuridico e quindi sul suo libero convincimento. Tutto ciò in considerazione del fatto che essa non è mai trasparente e del tutto indipendente, ma assume tutte le imprecisioni e opinioni di chi ha progettato il sistema. Inoltre appiattisce il dibattito giurisprudenziale ed impoverisce la capacità di innovare con la conseguenza di non favorire l’innovazione in un’ottica di portata evolutiva -e non solo meramente ricognitiva del precedente-, che è stata sempre il volano che ha consentito alla giurisprudenza di progredire ed arricchirsi”.
“L’intelligenza artificiale può costituire un importante ausilio qualora utilizzata sotto il controllo attento e critico del giudice e dell’operatore del diritto e può comportare effetti anche positivi in ordine alla deflazione alla presentazione di ricorsi infondati e quindi, in definitiva, benefici, da un lato, per una giustizia più veloce, dall’altro, per il principio della certezza del diritto, caposaldo indispensabile a tutela del cittadino. È solo attraverso il dosaggio equilibrato del rispetto, da un alto, dell’indipendenza del giudice nell’interpretare la legge e, dall’altro, della necessità della certezza del diritto che consente di conoscere il presunto esito della controversia che si va ad intraprendere, che si deve cogliere il punto di intersezione tra le due opposte esigenze”.
“Prosegue, poi, l’iter di rafforzamento degli organici professionali dei magistrati tributari. Concluso il primo percorso concorsuale aperto ai laureati, che, proprio poche settimane fa, ha consentito l’immissione in ruolo di 146 giudici, a breve si profila la pubblicazione, da parte del MEF, di un nuovo bando di concorso per laureati diretto al reclutamento di ulteriori 204 unità, da svolgersi con le medesime modalità del precedente, ma con una maggiore attenzione, in sede di prove scritte, al diritto tributario. Ciò consentirà di raggiungere il previsto organico di 576 unità, che costituirà la struttura della nuova giurisdizione tributaria professionale”.
“Vorrei fare, inoltre, un cenno alla sentita problematica a livello locale della nuova ripartizione delle circoscrizioni territoriali delle Corti di primo e secondo grado non ancora attuata. In base all’annunciata riforma non vi sarà più coincidenza territoriale tra alcune province e la ubicazione della Corte di giustizia tributaria di primo grado in quanto alcune sedi provinciali saranno accorpate e questo processo riguarderà nell’imminenza 22 sedi. Tra queste non figura allo stato alcuna previsione di soppressione di Corti di primo grado in questa regione e tale positiva prognosi può al momento estendersi fini al 2029 allorché in base al carico di lavoro ed ai nuovi organi ci costituti da magistrati professionali sarà effettuata una nuova valutazione con conseguenti possibili decisioni. Per quanto concerne la sede di secondo grado a maggior ragione non è previsto alcun accorpamento”.
“Alla luce di tutto quanto sinora esposto”, ha detto ancora Block, ” esprimo la mia più profonda soddisfazione ed il mio sentito ringraziamento a tutto il personale giudicante e amministrativo sia della Corte di secondo grado che dei Tribunali territoriali: so che, anche a costo di sacrifici personali, avete tutti contribuito al miglior funzionamento del sistema di giustizia tributaria dell’Abruzzo e io ve ne sono personalmente grato”.
“Vorrei ricordare” ,ha concluso, “i Giudici appartenenti al Distretto che nel corso del 2025 hanno lasciato la giurisdizione per limiti di età o per altra causa: il prof. Fabrizio Marinelli, in sevizio presso la Corte di secondo grado dell’Aquila, dimessosi per incompatibilità con nuovo impegno assunto, il dott. Stefano Gallo della Corte dell’Aquila di primo grado per dimissioni, il dott. Luigi di Marco, che ha assunto le funzioni di Garante del contribuente per la regione Molise. Un sentito ricordo per la perdita prematura dell’Avv. Mario D’Angelo, in servizio presso la sezione distaccata della Corte di secondo grado a Pescara e presidente della sezione Abruzzo dell’AMT, deceduto il 4 novembre 2025, ai cui familiari va espresso il nostro cordoglio”.






