PESCARA – Un “decalogo del buon amministratore” dovrà essere sottoscritto da tutti i candidati e da tutti gli amministratori dell’Udc – Verso il partito della nazione che, firmando, si impegneranno a “rispettare i principi di buon governo” contenuti nel documento.

Dieci punti che non rappresentano, a pochi giorni dalle amministrative, “una boutade elettorale” ma si pongono come “principi semplici ed efficaci da recuperare per rendere i nostri palazzi dei palazzi di vetro” – ha commentato il coordinatore regionale dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio. Questi i cardini del decalogo. “

Gli amministratori lavorano per il benessere e lo sviluppo delle comunita’ locali” e “un buon amministratore sa che e’ meglio un’idea buona messa in pratica che un’idea ottima rimasta incompiuta”.

Bisogna “saper prendere decisioni anche scomode, serve trasparenza totale nei bilanci e chi ha incarichi nell’amministrazione non compie atti che possano portargli interessi o guadagni, non favorisce nessuno”.

Al primo posto c’e’ “l’interesse della collettivita’” e deve esserci “un rapporto collaborativo con altri livelli di governo”. Una nuova amministrazione “deve impegnarsi a portare a termine ogni intrapresa avviata dalla precedente amministrazione che risulti utile per la comunita’.

E’ necessario dare spazio ai giovani, non si puo’ amministrare senza una proficua collaborazione con la pubblica amministrazione, la Chiesa, l’Universita’, gli istituti di cultura, le organizzazioni di categoria”. Da tagliare “spese e sprechi, e la sobrieta’ dell’amministrazione va posta anche a livello personale”. Chi amministra “deve essere trasparente e saper comunicare tutto quanto concerne il suo lavoro”.

Dieci punti, ha fatto notare Di Giuseppantonio per dimostrare che “predilegiamo il fare e non l’affare” e che da ora in poi “si cambia”. “Un codice etico vero e proprio – ha commentato il capogruppo dell’Udc in Regione, Antonio Menna. Stiamo assistendo al degrado della politica – ha aggiunto – anzi al nulla della politica. L’Abruzzo non si salvera’ se non torniamo alla buona politica”.