L’AQUILA – Una bella realtà calcistica alle porte dell’Aquila.
È quella dell’Amiternina, che per la prima volta della sua storia, parteciperà al campionato di serie D.
Artefice della promozione in ”quarta serie” è Maurizio Colantoni, imprenditore edile di 55 anni, da cinque stagione presidente giallorosso.
Dietro alle corrazzate Ancona dell’ex allenatore dell’Aquila Calcio, Augusto Gentilini, e alla Sambenedettese probabilmente l’Amiternina può trovare un posto molto in alto.
Insomma i play off sono portata?
Andiamoci cauti perché siamo una squadra matricola e non conosciamo il campionato di serie D. Non facciamo voli pindarici e per il momento pensiamo solo a una salvezza tranquilla. Per ora la campagna acquisti è conclusa. Adesso dobbiamo sfoltire la rosa, perché abbiamo in organico 26 giocatori. Sono sicuro che siamo riusciti, con il sostegno di dirigenti, tecnici e direttore sportivo, a comporre una rosa di tutto rispetto. Abbiamo confermato otto su undici atleti della squadra che ha vinto il campionato di Eccellenza, ai quali si sono aggiunti il difensore centrale Nicola Di Francia, aquilano doc, che ha giocato anche in Seconda divisione, poi l’attaccante Saverio Pedalino, un vero ’ariete’ e l’esperto centrocampista Pasquale Berardi che vanta diverse presenze di in serie B.
E i giovani?
Sono stati scelti under di un certa qualità: possiamo contare su un discreto settore giovanile e i nostri osservatori hanno potuto visionare numerose “promesse”. Abbiamo fatto tutto con grande oculatezza. Comunque, se ci sarà bisogno, siamo pronti a tornare sul mercato.
Oltre alla squadra, l’Amiternina sostiene il Comune di Scoppito, per rendere più ospitante lo stadio.
Siamo in serie D: non possiamo fare brutta figura con le altre squadre. A spese nostre stiamo realizzando una tribuna per gli ospiti con 300 posti a sedere e un’altra tribuna per la stampa, mentre il Comune vuole coprire gli spalti riservati alla tifoseria locale.
Altro merito della società è aver ridotto le spese.
Sì, abbiamo speso il 20 per cento in meno rispetto allo scorso campionato. Un plauso ai giocatori che hanno accettato la riduzione sui loro compensi: un segnale che loro si trovano bene con noi. L’attaccamento alla maglia è per loro più importante delle questioni economiche. Per esempio l’attaccante argentino Hernan Molinari, nonostante le numerose richieste che ha ricevuto, ha deciso di rimanere con noi. Va ricordato che quello che promettiamo manteniamo. Tutti hanno ricevuto quello pattuito lo scorso anno. Tra l’altro seguiamo i nostri atleti anche fuori dal campo. La nostra “arma segreta” è stata sempre il gruppo molto affiatato.
Passando alla società, in questa stagione sono entrati nuovi partner.
Siamo riusciti a comporre un ottimo staff dirigenziale. Siamo in 13, tutte persone che lavorano non per mettersi in mostra, ma solo perché siamo grandi appassionati del calcio. Da questa stagione ho trovato sostegno da Pasquale Specchioli, ex presidente dell’Aquila, Montereale e di alcuni sodalizi laziali. Oltre a essere il nuovo vice presidente, è il nostro main sponsor con la sua azienda. Da non dimenticare poi Ugo Mastropietro, ex dirigente dell’Aquila, Giuseppe Barattelli e Francesco Lepidi. Quattro nuovi amici che si sono uniti agli altri compagni che sono in società e che lavorano, per il bene della società da anni. A loro aggiungo il direttore sportivo, Francesco “Ciccio” Micciola, e l’addetto stampa nonché consulente di mercato, Renato Ventresca, che collabora con Micciola e con il direttore generale Alfonso Attardi.
Com’è riuscito a convincere i nuovi soci ad entare in società?
Non voglio peccare di prensunzione, ma non è stato molto difficile. Questo fatto vuol dire che ci siamo sempre comportati bene e quindi molte persone si fidano di noi. Tutto il calcio è in crisi e anche noi dell’Amiternina risentiamo molto di questo periodo. Non è facile per nessuno gestire una società sportiva. Devo ringraziare tutte le persone che hanno creduto nel nostro progetto. Non saremo una meteora in serie D e sarà difficile che molleremo questa categoria. Comunque sono pronto anche a lasciare la presidenza a uno degli amici, come Mastropietro o Specchioli, perché dopo cinque anni forse è meglio cambiare. Anche se non sarò più presidente nei prossimi anni rimarrò sempre nell’Amiternina come dirigente: il club giallorosso, si può dire, che è una mia creatura e quindi non posso lasciare tutto.






