PESCARA – L’Election Day negli Stati Uniti si chiude senza un vincitore e ci vorranno forse giorni perché si arrivi a un risultato finale nella sfida tra il presidente uscente, il repubblicano Donald Trump e il democratico Joe Biden, ex vice presidente con Obama.
In un pugno di Stati chiave, infatti, lo spoglio delle schede si protrarrà nelle prossime ore e probabilmente per tutto il resto della settimana, soprattutto per poter contare i voti giunti per posta.
Joe Biden è in vantaggio finora su Donald Trump con 238 grandi elettori conquistati, contro i 213 presi dall’avversario repubblicano. La corsa alla Casa Bianca è ancora aperta: il risultato finale si giocherà su 6 Stati ancora incerti, i cosiddetti battleground States: Pennsylvania (20), Wisconsin (10), Michigan (16), Georgia (16), Carolina del Nord (15) e Nevada (6).
ll distretto elettorale del Nevada ha annunciato che non saranno comunicati ulteriori risultati fino a domani. La percentuale di voti attesi è pari all’86% con un vantaggio attuale di Biden di appena 8.000 voti. Il testa a testa continua invece ad essere calcolato in alcuni degli Stati ancora incerti. Secondo quanto riportato dal New York Times i conteggi del Wisconsin non dovrebbero fermarsi aggiungendo ulteriori quote all’attuale 97% di schede scrutinate. Attualmente è in testa Joe Biden con il 49,5%, contro il 48,8% di Trump. Ancora lungo il conteggio della Pennsylvania con il 55,1% delle preferenze a favore di Donald Trump, 43,6% per Biden.
Il candidato democratico si sente “sulla strada per vincere queste elezioni”.
“Non consentiremo che ce le rubino”, risponde Trump sicuro di “una grande vittoria”.
Ad alimentare il senso di disorientamento è soprattutto la strategia adottata da Donald Trump. Ha detto ai sostenitori invitati alla Casa Bianca e assiepati nella East Room, con in prima fila la first family al completo: “Ringrazio gli americani, abbiamo vinto ovunque, siamo di fronte a risultati fenomenali”, ha esultato. Poi ha puntato il dito contro gli stati dove continuerà lo scrutinio, dalla Pennsylvania al North Carolina, dal Wisconsin al Michigan: “Stanno tentando di rubarci le elezioni”, ha detto, riecheggiando un tweet che poco prima era stato censurato dal social media come “controverso e fuorviante”. “Questa è una frode per gli americani e un imbarazzo per il Paese. Andremo alla Corte Suprema”, ha quindi promesso il presidente, ben consapevole che in tale ipotesi a giudicare sarà un’Alta Corte con sei giudici su tre di nomina conservatrice, grazie alla recente new entry di Amy Comey Barrett.
La dichiarazione di Trump è stata “scandalosa e senza precedenti”, afferma Joe Biden commentando le parole del presidente sullo spoglio elettorale.
“E’ scandalosa perché è uno sforzo di strappare ai cittadini americani i loro diritti democratici. E’ senza precedenti perché mai nella storia un presidente ha cercato di soffocare la voce degli americani in un’elezione nazionale”, spiega la campagna di Biden. “Se il presidente deciderà di dar seguito alla sua minaccia, abbiamo squadre legali pronte a resistere al suo tentativo”.
FOCUS: COSA SERVE PER VINCERE
A decidere le elezioni presidenziali Usa sarà un ristretto numero di ‘battleground state’: Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, North Carolina e Georgia.
Entrambi i candidati per vincere hanno diverse combinazioni. Biden, che si è già aggiudicato l’Arizona e che è al momento in testa per numero di grandi elettori, deve innanzitutto assicurarsi la vittoria in Nevada, dove è avanti di 2,5 punti con l’80% dei voti scrutinati.
A quel punto potrebbe raggiungere la quota fatidica dei 270 grandi elettori con la Pennsylvania, dove può sperare ancora nel voto postale, e uno qualunque degli altri Stati.
Oppure potrebbe vincere anche senza la Pennsylvania, ma conquistando sia il Michigan che il Wisconsin dove è indietro ma dove anche in questo caso potrebbe recuperare grazie al voto per corrispondenza. Se Biden non riuscisse a strappare il Wisconsin, dovrebbe vincere allora in Georgia o in North Carolina, dove il margine di svantaggio appare più recuperabile, in particolare nel secondo Stato, sempre grazie al ‘mail vote’.
Trump, che al momento ha meno grandi elettori, oltre ad assicurarsi l’Alaska, ha bisogno invece di almeno quattro dei cinque Stati in bilico ancora in gioco per restare alla Casa Bianca. Dunque, dovrebbe assicurarsi quattro Stati tra Pennsylvania, Wisconsin, Michigan, North Carolina e Georgia. Una missione però che al momento, guardando alle proiezioni, non appare impossibile, visto che il presidente è in vantaggio in quasi tutti questi swing state. Con un sorpasso dell’ultim’ora di Biden in Wisconsin.






