L’AQUILA – Il Wwf ha presentato un ricorso al Tar contro l’approvazione del nuovo Piano d’Ambito dell’Ato Peligno-Alto Sangro, aggiornamento del piano approvato nel 2002.
“Nella versione attuale – fa sapere il Wwf – prevede progetti per 84 milioni di euro in 17 anni, denaro proveniente dalla tariffa pagata dai cittadini sulla base della revisione con altra delibera”.
L’Ato comprende 37 Comuni e numerose aree di elevato valore ambientale nel Parco nazionale della Majella, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nel Parco regionale Sirente Velino, in 5 riserve regionali, in 9 Siti di interesse comunitario (Sic) e in 3 Zone di protezione Speciale istituite in base alle Direttive “Habitat” e “Uccelli” dell’Ue.
“Il Testo unico sull’Ambiente – spiega Chiara Maiorano, avvocato specializzato in diritto dell’ambiente e curatrice del ricorso per il Wwf – prevede espressamente che le principali revisioni dei piani che interessano la gestione delle acque devono essere sottoposte a Valutazione ambientale strategica (Vas). Inoltre, tutti i piani e loro revisioni che interessano aree della rete Natura2000 dell’Unione Europea come i Sic e le Zone di protezione speciale, e che possono incidere su habitat e specie prioritari per la Ue, devono essere sottoposti a Valutazione di incidenza ambientale”.
“Queste procedure vengono svolte prima dell’adozione dei piani – prosegue l’avvocato – proprio per garantire, con la Vas, la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche che riguardano l’ambiente e, con la Valutazione di incidenza ambientale, prevenire, mitigare o compensare incidenze negative su fauna e flora di particolare interesse. Il Wwf aveva scritto al Commissario dell’Ato sulla necessità di avviare queste procedure prima dell’approvazione del Piano ma, evidentemente, non è servito”.






