L’AQUILA – Rientra per ora la clamorosa protesta, ma le armi restano sguainate, degli oltre 140 lavoratori dell’Ama, la società del comune dell’Aquila che gestisce il trasporto pubblico locale, che hanno occupato per protesta la sede direzionale nel nucleo industriale di Pile, per ottenere il mantenimento della contrattazione di secondo livello, che vale 300-400 euro al mese in busta paga. E che il l’amministratore unico, Gianmarco Berardi, sarebbe intenzionato a cancellare, dal primo gennaio, oltre che imporre turni più pesanti. Risolutivo l’incontro avvenuto in nottata, nella sede occupata, con il sindaco Pierluigi Biondi, l’assessore alla Mobilità Carla Mannetti, l’assessore alle partecipate Fausta Bergamotto. Arrivato in sede prima della mezzanotte anche Berardi, scortato dagli uomini della Digos. E poi i consigliere regionale di Noi con Legnini, e comunale, con il Passo possibile, Americo Di Benedetto, il vicepresidente del Consiglio regionale e comunale Roberto Santangelo, il vicepresidente di Giunta della Lega Emanuele Imprudente.

Gli esponenti politici hanno assicurato che ci sarà intanto una proroga, vale cioè il contenuto dell’emendamento approvato in Consiglio comunale il 15 novembre, su iniziativa del sindaco Biondi,  che impegnava l’esecutivo ad istituire un gruppo tecnico a trovare una soluzione, prevedendo intanto la proroga della contrattazione di secondo livello al 31 gennaio, ed eventualmente al 28 febbraio, “al fine di avere i tempi necessari per la rinegoziazione della stessa”. 

L’8 gennaio ci sarà un incontro con l’amministratore Berardi, sindaco e assessori. Nella drammatica assemblea che ha preceduto l’occupazione, all’unanimità i 140 lavoratori hanno votato per la richiesta di dimissioni immediate di Berardi.

“Abbiamo raggiunto più di un obiettivo importante per Ama e il lavoro degli ultimi mesi è evidente  scrive in una nota Biondi – . Questa sera, dopo un momento iniziale di concitazione, frutto sicuramente anche di malintesi, abbiamo definito nuovamente le posizioni”.

“Con i sindacati, gli assessori Carla Mannetti e Fausta Bergamotto, alcuni consiglieri, e l’amministratore unico di Ama, Giammarco Berardi – prosegue Biondi –  abbiamo lasciato l’assemblea per chiarire gli eventi scatenanti la protesta, ripristinando infine l’accordo già sancito il 15 novembre scorso – aggiunge – Confido nell’amministratore unico e nello spirito di servizio, nel buon senso, nella fiducia dei nostri lavoratori, i primi a battersi, i primi a sacrificarsi già dal primo gennaio con turni aggiuntivi, e i primi a cui siamo vicini nella lotta per la dignità”.

Su iniziativa della Lega, era stato approvato in consiglio regionale, nella seduta del bilancio, un emendamento con uno stanziamento di 400mila euro in favore del Comune dell’Aquila “al fine di promuovere il miglioramento della mobilità urbana della città e assicurare l’esercizio del trasporto pubblico locale nella piena corrispondenza fra oneri e risorse disponibili”, in modo da dimezzare i tagli previsti dal piano di ricapitalizzazione dell’Ama, e aprire la strada all’accordo.

A dare rassicurazioni, nei giorni scorsi, era stato lo stesso sindaco Biondi, ai ferri corti con la Lega, tanto che si parla sempre più insistentemente della probabilità che possa revocare le deleghe agli assessori del Carroccio.