L’AQUILA – Proseguono ininterrottamente le operazioni di pulizia, sgombero e prosciugamento dei Vigili del fuoco nelle zone più colpite da nubifragi e allagamenti dopo le piogge torrenziali degli ultimi tre giorni, mentre è stato alto, nel pomeriggio di ieri, il pericolo di esondazione al Lago di Scanno. L’allarme è poi rientrato in serata.
Impegnati sul campo centinaia di uomini e mezzi, tra escavatori, idrovore e ruspe sia del comando dell’Aquila sia del nucleo denominato “Gos” del Lazio, già presenti nel capoluogo per le opere necessarie dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Sperando in una tenuta delle condizioni meteo, anche se le previsioni non sono ottimistiche per il fine settimane, è ipotizzabile iniziare ad elaborare una prima stima dei danni: il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, ha ipotizzato “almeno dieci di euro milioni di danni” sulla viabilità dell’Aquilano, ai quali dovranno aggiungersi le somme di quanti a causa del maltempo hanno subito un pregiudizio economico. Pregiudizio che, almeno secondo quanto afferma la Cia, la confederazione degli agricoltori, sono stati contenuti in diverse aziende grazie all’opera di prevenzione.
Rimozione di tronchi d’albero, rami, pietre e detriti sono in corso sia lungo il corso dell’Aterno sia in alcuni canali ostruiti da materiali del fiume che erano rimasti ostruiti durante l’alluvione; sotto controllo anche i sottopassaggi e i ponti dove i Vigili del fuoco stanno lavorando per evitare nuovi accumuli di materiali che potrebbero provocare pericolose esondazioni.
Il timido sole che nel primo pomeriggio ha preso il posto delle nubi cariche di pioggia, caduta copiosa nell’arco della mattinata, ha agevolato anche l’operazione di rimozione e pompaggio che ha invaso diverse case e negozi dell’hinterland aqiulano: si tratta sia di quelle affittate da alcuni nuclei familiari che le avevano prese in affitto dopo il sisma di 19 e che sono state rese inagibili sia di cantine e garage di alloggi sui quali era possibile intervenire solo dopo il ritiro delle acque del fiume.
Per le famiglie che dopo il dramma del terremoto hanno dovuto fare i conti con quella dell’alluvione è scattata l’ospitalità negli alberghi.
Anche il maltempo, comunque, è stato al centro di un serrato dibattito politico, dopo gli attacchi di ieri dall’opposizione oggi è arrivato il siluro dal Prc, secondo il quale il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “è in preda ad una crisi isterica”.
Superata l’emergenza anche nella Marsica, dove il consorzio acquedottistico marsicano ha informato dell’abbassamento del livello di torbidità alle sorgenti Liri Verrecchie e Rio Sonno.
RIENTRA ALLARME ESONDAZIONE AL LAGO DI SCANNO
SANNO – Dopo i timori del primo pomeriggio quando sembrava che il lago di Scanno (L’Aquila) stesse per esondare, la situazione in serata si sta normalizzando grazie all’intervento dei Vigili del fuoco di Sulmona e di una ditta privata che si sta occupando di ripulire.
Il livello del lago sta quindi tornando alla normalità.
RISCHIO ESONDAZIONE AL LAGO DI SCANNO NEL POMERIGGIO
SCANNO – Pericolo esondazione per il lago di Scanno (L’Aquila).
L’acqua del bacino lacustre abruzzese ha superato il limite di guardia e in qualche zona ha invaso la sede stradale che costeggia il lago. I pericoli maggiori sono per il momento per “l’Albergo del Lago”, dove l’acqua ha invaso gli scantinati e gli spazi al piano terra di un ascensore in costruzione.
Da oggi pomeriggio i vigili del fuoco sono impegnati a realizzare dei varchi per permettere all’acqua di defluire verso il bacino di Villalago. Il fenomeno che non si verificava da molti anni è stato infatti provocato dalla grande portata di acqua finita nel lago negli ultimi giorni, non smaltita a sufficienza dalle vie di fuga naturali.
SFOLLATI-BIS: SI AGGIUNGONO DUE PERSONE, LA PEZZOPANE ”TUTTI NEGLI ALBERGHI AQUILANI”
L’AQUILA – Si sono aggiunte altre due persone ai quattordici sfollati-bis, che dopo il dramma del terremoto hanno dovuto abbandonare le abitazioni a causa delle alluvioni dei giorni scorsi.
“Siamo sempre sotto le venti persone – ha dichiarato l’assessore comunale dell’Aquila con delega all’assistenza alla politiche abitative Stefania Pezzopane – che sono tutte ospitate negli alberghi nel capoluogo. Al momento non abbiamo registrato altre segnalazioni di inagibilità di edifici o case, speriamo non vi siano ulteriori complicazioni”.
In tutti i casi si trattava di persone che, avendo perduto o gravemente danneggiata la casa di proprietà a causa del sisma del 6 aprile 2009, avevano optato per un affitto di alloggi beneficiando del contributo di autonoma sistemazione.
“Tutte le persone beneficiavano del cas – spiega l’assessore – Non si tratta di persone che erano ospiti del progetto C.a.s.e o in M.a.p. che non hanno fatto registrare casi di inagibilità; in alcuni complessi sono stati registrati problemi legati alle copiose piogge che hanno allagato parcheggi o strade adiacenti, ma gli alloggi non hanno fatto registrare problemi se non, in pochissimi casi, di qualche infiltrazione”
Gli sfollati-bis sono tutti componenti di nuclei familiari, eccezion fatta per un single, che secondo quanto previsto dalla convenzione stipulata potranno rimanere ospiti nelle strutture ricettive del capoluogo e del suo hinterland per dieci giorni:
“Scaduto questo termine valuteremo come procedere – conclude la Pezzopane – In alcuni casi l’inagibilità era legata al fatto che le case fossero state allagate e quindi, presumo, che nei prossimi giorni la cosa si potrà risolvere. In altre situazioni, invece, l’inagibilità era legata al rischio idrogeologico dei terreni ed in quel caso bisognerà fare degli approfondimenti dal punto di vista scientifico e tecnico prima di pensare ad un eventuale rientro in casa degli sfollati”. (g.a.).
PRC ATTACCA CIALENTE: “SULL’ALLUVIONE HA AVUTO UNA CRISI ISTERICA”
L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è sempre più in preda a crisi di isteria politica, che lo portano, anche in momenti di estrema gravità per la cittadinanza, a trovare il pretesto per attacchi personali a quelli che ritiene nemici politici, anziché pensare a risolvere i problemi, per non dire i drammi, di una cittadinanza sempre più provata”.
Ad affermarlo sono il segretario provinciale di Prc, Fabio Pelini, ed il caporgruppo del partito in Consiglio comunale, Enrico Perilli.
“Così, anche davanti a una nuova emergenza come quella legata all’esondazione dell’Aterno non trova di meglio da fare che attaccare Rifondazione comunista, peraltro attribuendo ai suoi esponenti affermazioni mai fatte. Rifondazione, a proposito della messa in sicurezza dell’Aterno, si era semplicemente schierata dalla parte dei cittadini e a fianco di altri consiglieri comunali in favore di un progetto ugualmente efficace ma meno impattante e costoso. Senza barricate e senza affermazioni iperboliche”.
“Peraltro in linea con quanto affermato da autorevoli esperti e docenti universitari, come il professor Visconti e il professor Martella, che hanno bollato l’opera come inutile anche sotto il profilo della sicurezza. Questo, tra l’altro, è lo stesso sindaco che, solo un anno fa, si batteva per la realizzazione dei Mar in un terreno a rischio di dissesto idrogeologico, con tanto di parere contrario del dirigente tecnico, è lo stesso che voleva le “due torri” a Sant’Elia a pochi metri dall’argine del fiume e lo stesso che ha voluto, senza consultare il consiglio comunale, la realizzazione del progetto Case a Sassa, su terreni a rischio esondazione, che in effetti si sono allagati”.
“Cialente pensasse piuttosto a governare e si risparmiasse questa grinta per Chiodi e Cicchetti, davanti ai quali continua a tacere, come taceva davanti e Berlusconi e Bertolaso, mentre viene messo all’angolo, con la città ormai fuori da ogni decisione che riguarda il suo futuro e la sua ricostruzione. Le questioni personali, se ci sono, vanno trattate come tali, perché davanti a una città in ginocchio servono lucidità, capacità e nervi saldi. Altrimenti, tipicamente, gli esperti consigliano un periodo di riposo, a casa”.
LA PREVENZIONE HA SALVATO ALCUNE AZIENDE AGRICOLE
L’AQUILA – Nonostante gli ingenti danni al settore agricolo, dovute al maltempo che imperversa nell’Aquilano, molte aziende medie e grandi sono riuscite a proteggere parte del proprio raccolto “grazie a delle operazioni di prevenzione messe in atto dopo l’alluvione del dicembre del 1999”.
Lo ha detto Filippo Rubei, presidente regionale della Cia, Confederazione italiana agricoltori.
“In questo periodo dell’anno – ha spiegato – le colture dell’area ovest dell’Aquila interessano prevalentemente cereali e foraggi e quindi i danni sono importanti ma relativamente limitati. Se questa situazione – ha aggiunto – fosse capitata il mese di settembre, adesso staremmo a contare altri danni”.
Secono Rubei, “nella bassa Valle dell’Aterno a salvare alcune aziende, tra Fossa e Sant’Eusanio, sono stati delle costruzioni murarie e degli argini artificiali costruiti negli ultimi anni. La prevenzione – ha concluso – si è rivelata fondamentale”
RIENTRANO A CASA FAMIGLIE EVACUATE A VILLA SCONTRONE
VILLA SCONTRONE – Rientrato l’allarme per l’esondazione del fiume Sangro a Villa Scontrone (L’Aquila), le sette famiglie evacuate mercoledi sera, trenta persone in tutto, hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni.
La portata del fiume si è ridotta a 30 metri cubi d’acqua al secondo, contro i 170 registrati al momento della piena. La palazzina non ha riportato danni strutturali, con il solo intonaco che è stato gonfiato dal contatto con l’acqua al piano interrato e al piano terra.
EMERGENZA SUPERATA NELLA MARSICA
Scende il livello di torbidità alle sorgenti Liri Verrecchie e Rio Sonno, rientra l’emergenza. Superata la fase critica, generata dalle forti piogge dei giorni scorsi, il Cam, il consorzio acquedottistico marsicano, ha riattivato gli impianti di captazione del flusso idrico verso i principali serbatoi a servizio dei 13 Comuni della Marsica: Avezzano, Scurcola Marsicana, Magliano dei Marsi, Massa D’Albe, Capistrello, Cappadocia, Tagliacozzo, Sante Marie, Carsoli, Oricola, Pereto, Rocca Di Botte, Castellafiume.
Il servizio, quindi, torna alla normalità, mentre l’occhio dei sistemi di sicurezza, sotto la supervisione dei tecnici della società di gestione del ciclo idrico, in servizio a ciclo continuo nella fase di emergenza, continua a tenere sotto stretta sorveglianza le sorgenti, pronti a intervenire in caso di nuove emergenze. Il Cam, comunque, anche nella fase critica ha assicurato la continuità del servizio nei 13 Comuni interessati attivando le procedure previste dal piano d’emergenza.
“Abbiamo superato la fase critica garantendo il servizio anche nella fase di emergenza”, afferma il presidente del Cam, Gianfranco Tedeschi, “grazie alla professionalità e allo spirito di sacrificio dei dipendenti delle società di gestione, che hanno dato prova di grande sensibilità e rispetto verso gli utenti presenziando le centrali a ciclo continuo nonostante l’inclemenza del tempo”. Sistemi di controllo e tecnici del Cam, quindi, hanno dato dimostrazione di efficienza.
“Resta comunque l’allerta per intervenire tempestivamente qualora il tempo peggiori nuovamente rialzando i livelli di torbidità”, conclude Tedeschi, “ma il problema ricorrente evidenzia la necessità di interventi strutturali per la messa in sicurezza, che solo la politica, Regione, Sindaci, Ato, possono garantire programmando opere e stanziando i fondi necessari all’ammodernamento dei sistemi e all’eliminazione dei fattori di rischio alle fonti di approvvigionamento”.
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