L’AQUILA – “Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è sempre più in preda a crisi di isteria politica, che lo portano, anche in momenti di estrema gravità per la cittadinanza, a trovare il pretesto per attacchi personali a quelli che ritiene nemici politici, anziché pensare a risolvere i problemi, per non dire i drammi, di una cittadinanza sempre più provata”.
Ad affermarlo sono il segretario provinciale di Prc, Fabio Pelini, ed il caporgruppo del partito in Consiglio comunale, Enrico Perilli.
“Così, anche davanti a una nuova emergenza come quella legata all’esondazione dell’Aterno non trova di meglio da fare che attaccare Rifondazione comunista, peraltro attribuendo ai suoi esponenti affermazioni mai fatte. Rifondazione, a proposito della messa in sicurezza dell’Aterno, si era semplicemente schierata dalla parte dei cittadini e a fianco di altri consiglieri comunali in favore di un progetto ugualmente efficace ma meno impattante e costoso. Senza barricate e senza affermazioni iperboliche”.
“Peraltro in linea con quanto affermato da autorevoli esperti e docenti universitari, come il professor Visconti e il professor Martella, che hanno bollato l’opera come inutile anche sotto il profilo della sicurezza. Questo, tra l’altro, è lo stesso sindaco che, solo un anno fa, si batteva per la realizzazione dei Mar in un terreno a rischio di dissesto idrogeologico, con tanto di parere contrario del dirigente tecnico, è lo stesso che voleva le “due torri” a Sant’Elia a pochi metri dall’argine del fiume e lo stesso che ha voluto, senza consultare il consiglio comunale, la realizzazione del progetto Case a Sassa, su terreni a rischio esondazione, che in effetti si sono allagati”.
“Cialente pensasse piuttosto a governare e si risparmiasse questa grinta per Chiodi e Cicchetti, davanti ai quali continua a tacere, come taceva davanti e Berlusconi e Bertolaso, mentre viene messo all’angolo, con la città ormai fuori da ogni decisione che riguarda il suo futuro e la sua ricostruzione. Le questioni personali, se ci sono, vanno trattate come tali, perché davanti a una città in ginocchio servono lucidità, capacità e nervi saldi. Altrimenti, tipicamente, gli esperti consigliano un periodo di riposo, a casa”.






