FARINDOLA – Sono state riconosciute altre due vittime della tragedia dell’hotel Rigopiano, mercoledì travolto e distrutto da una slavina. Si tratta di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), e Barbara Nobilio, di 51 anni, anche lei di Loreto Aprutino. Individuata anche una sesta vittima sotto le macerie, è un uomo

Sebastiano è il padre del piccolo Edoardo Di Carlo, salvato e ricoverato in ospedale, dopo aver perso la mamma Nadia Acconciamessa, il cui corpo è stato riconosciuto ieri pomeriggio.

Barbara Nobilio è moglie del dirigente Tua Piero Di Pietro, 54 anni da compiere, bandiera del Lauretum calcio ancora disperso dentro l’albergo.

Intanto a Rigopiano si continua a scavare nella neve, e in condizioni atmosferiche molto difficili, con freddo e nebbia, e a tratti precipitazioni piovose.

Cresce anche il numero dei dispersi, da 22 a 23:  la Prefettura di Pescara rende noto che “è stata segnalata da una delle persone salvate  la possibile presenza all’ interno della struttura, al momento dell’ evento, di un ragazzo senegalese lavoratore dell’ albergo, da considerare quindi nel numero dei dispersi”.  In suo nome è Faye Dame, una sua amica è stata oggi ascoltata oggi dagli inquirenti per poter rintracciare i parenti dell’uomo.

Incombe anche il rischio valanghe sui soccorritori, che scavano senza sosta facendo brevi turni di riposo nell palazzetto dello sport di Penne, divenuta la base operativa della macchina dell’emergenza. Si stanno utilizzando avanzate  tecnologiche per localizzare i 23 persone che mancano all’appello.

Al lavoro come volontari anche richiedenti asilo ospitati delle strutture di accoglienza del teramano.

Cresce intanto l’apprensione dei parenti arrivati dalle Marche, dalla Campania, dal Lazio e poi dalle varie province abruzzesi, che vagano nell’ospedale messo a disposizione dalla Asl con psicologi e aula magna completa di collegamento Internet e che non trovano pace. Non pochi i momenti di tensione e rabbia.

Il direttore sanitario Rossano Di Luzio ha confermato che all’ospedale di Pescara ci sono sempre 9 ricoverati. I bambini sono in pediatria. Gli altri ricoverati sono trasferiti nel reparto appositamente allestito. In rianimazione resta solo il paziente operato, Giampaolo Matrone in condizioni stazionarie per il regolare decorso post-operatorio. Nei prossimi giorni sarà valutata la funzionalità dell’arto. Da domani pomeriggio verranno valutate le possibilità di dimissioni dei ricoverati. Non ci sono altre salme in obitorio.

La Prefettura rende noto che “si lavora all’interno con cautela e all’esterno. Le ricerche stanno procedendo su due fronti opposti, da un lato i Vigili del fuoco stanno avanzando all’interno della struttura lungo il percorso che ha consentito il ritrovamento dei superstiti. Le difficoltà consistono nella necessità di aprire varchi attraverso murature di elevato spessore per accedere ai locali successivi. Parallelamente stanno operando sul fronte nevoso esterno per consentire l’apertura di ulteriori varchi sul lato opposto della struttura, per il raggiungimento e l’ispezione più rapida dei locali”.

“L’avanzamento dei mezzi meccanici di ausilio – prosegue la Prefettura – viene assicurato dal personale del Soccorso Alpino che sonda la neve, tracciando la pista da seguire. La Polizia Stradale e l’Esercito si stanno occupando di garantire la viabilità sulla strada che consente ai soccorsi di raggiungere le zone operative, condizione essenziale per garantire la continuità dei soccorsi”.

Si registrano anche le prime polemiche politiche. Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Regione lancia strali contro Provincia, Regione e l’intero apparato Prefettizio, che ha governato i comparti della Protezione civile, rei di aver “gestito male” l’emergenza. Il sidacato dei Vigili del fuoco Conapo fa osservare che “dopo lo scandalo degli elicotteri della Forestale fermi a Rieti per burocrazia e quelli dei Vigili del Fuoco che non possono volare di notte, le unità cinofile dei Vigili del Fuoco in servizio in Abruzzo sono state lasciate a casa, mentre nell’inferno del Rigopiano e nei centri dell’aquilano epicentro della terribile sequenza sismica di mercoledì scorso sono stati inviati cinofili dal resto d’Italia. Tempo sprecato e ritardi evitabili e inaccettabili”.

IL BILANCIO DELLE VITTIME E DEI SUPERSTITI

Per ora sono undici i sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e 23 dispersi, si tratta comunque, precisa la prefettura di Pescara, di una lista la cui composizione è soggetta a continue verifiche.

Ai due sopravvissuti recuperati all’alba di giovedì – il cuoco Giampiero Parente e il ‘tuttofare’ dell’hotel Fabio Salzetta – si aggiungono la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo,  l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo.

Nella notte di ieri sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini – Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti – e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

Il bilancio ufficiale delle vittime è al momento salito a cinque: ai primi due corpi recuperati, quello del maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D’Angelo, si sono aggiunti Sebastiano Di Carlo, la moglie Nadia Acconciamessa e Barbara Nobilio.

Camere ardenti sono state allestite a Penne, per Gabriele D’Angelo, dipendente dell’hotel Rigopiano, e a Farindola, per Alessandro Giancaterino, anche lui dipendente dell’ hotel Rigopiano.

SOPRAVVISSUTI IN BUONE CONDIZIONI

Definite “buone” dal direttore sanitario dell’ospedale di Pescara, Rossano Di Luzio, le condizioni dei superstiti dell’hotel Rigopiano. Solo uno è in sala operatoria per un intervento chirurgico al braccio destro. Oltre alle cinque persone arrivate in ospedale ieri, stamani ne sono state ricoverate altre quattro. Prossimo bollettino sanitario alle 17,30.

PADRE DI STEFANO FENIELLO, MI DICONO CHE DOBBIAMO ASPETTARE”
“ci dicono che dobbiamo aspettare. Mi hanno chiesto scusa”. Avevamo guardato troppo avanti con la speranza ma eravamo stati indotti a farlo, dopo quello che ci avevano detto ieri”.

È la testimonianza di Alessio Feniello, padre di Stefano, uno dei dispersi sotto la slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano, raccolta dal Corriere della Sera. “Sono venuti il presidente della Regione, il questore e il prefetto di Pescara a dirci una cosa precisa. Il prefetto ci ha detto: tutto quello che vedete sui media e quello che sentite dire non conta niente, vale solo quello che vi dico io. E ci ha detto che i lavori, lì sulla valanga, andavano avanti, che avevano individuato cinque persone vive delle quali lui aveva i nomi. Fra quelle persone mio figlio era il secondo della lista. La sua fidanzata Francesca era al terzo posto”. Francesca è stata recuperata viva mentre del figlio non si sa ancora nulla. “Mi hanno dato la speranza e poi me l’hanno tolta. Io ho contato i minuti da ieri sera, ho guardato dentro ogni ambulanza che arrivava qui. Ho immaginato di abbracciare Stefano a ogni sportellone che si apriva. Prima che mi dicessero del suo nome in quella lista di sopravvissuti, io ero già morto al solo pensiero di sapere Stefano da qualche parte lassù. Mi hanno fatto rinascere e adesso è come se fossi morto di nuovo”. Poi “sono venuti a giustificarsi per l’errore, mi hanno spiegato, mi hanno detto che dobbiamo attendere e che in realtà non hanno nessuna notizia certa su Stefano”

 SUPERSTITE, ”IN TRE IN UN METRO, MANGIAVAMO NEVE”

“E’ stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”. Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti dell’hotel Rigopiano, ha raccontato all’amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. “Eravamo in tre in un metro quadrato. Abbracciati per farci calore, nutrendoci di neve”.

CONAPO:  “CINOFILI VIGILI DEL FUOCO FONDAMENTALI MA QUELLI DELL’ABRUZZO RESTANO A CASA”

L’AQUILA- Dopo lo scandalo degli elicotteri della Forestale fermi a Rieti per burocrazia e quelli dei Vigili del Fuoco che non possono volare di notte, un’altra denuncia arriva dal Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco: “le unità cinofile dei Vigili del Fuoco in servizio in Abruzzo sono state lasciate a casa, mentre nell’inferno del Rigopiano e nei centri dell’aquilano epicentro della terribile sequenza sismica di mercoledì scorso sono stati inviati cinofili dal resto d’Italia. Tempo sprecato e ritardi evitabili e inaccettabili”.

“Nel dramma che ha colpito l’Hotel Rigopiano – spiega il Conapo Abruzzo – l’intervento delle unità cinofile, come in altre occasioni, non ultimo il terremoto di Amatrice, è risultato fondamentale. Quelle dei Vigili del Fuoco, in particolare, si distinguono da sempre per professionalità, tempestività di intervento e capacità dei cani di adempiere al loro lavoro”.

“L’ennesimo scandalo – spiegano dal Conapo – riguarda le unità cinofile abruzzesi che potevano essere fatte intervenire in poco tempo sugli scenari di soccorso dell’Hotel Rigopiano, della slavina di Ortolano o delle innumerevoli segnalazioni di crolli ma, per motivi a noi sconosciuti e incomprensibili, sono state lasciate parcheggiate a casa. Allo stesso tempo, però, sul Gran Sasso pescarese sono state inviate unità cinofile da ogni parte d’Italia, da nord a sud”.

“E’ evidente – è la dura chiusura del Conapo – che politici e dirigenti non hanno la benché minima cognizione del soccorso. E intanto in Italia si muore di burocrazia”.