L’AQUILA – Non ce l’ha fatta la giovane puledra di un anno recuperata in gravi condizioni, lo scorso 6 aprile, in quello che è stato definito “l’allevamento lager” di Roio, all’Aquila.

Licia, questo il nome scelto per lei, è morta lo scorso 3 agosto dopo tre mesi di cure intense, attente e continuative. A farlo sapere è l’associazione Horse Angels Odv.

Era stata trovata a terra il 6 aprile, debilitata, in un contesto noto per precedenti criticità, un cimitero di animali con carcasse abbandonate, una situazione che ha suscitato un certo clamore mediatico, con tanto di intervento dell’attivista Enrico Rizzi che ha portato ad una protesta in piazza.

“Da quel momento, è iniziato un percorso impegnativo di assistenza, sia dal punto di vista emotivo sia economico, affrontato da chi l’ha presa in carico, per offrirle una possibilità”, ricorda l’Associazione.

“Secondo informazioni di corridoio, il fascicolo giudiziario collegato alla sua vicenda sarebbe avviato verso l’archiviazione. Durante i tre mesi di cure, nessuna autorità ha chiesto referti, documenti o aggiornamenti clinici per valutare il caso. Del resto la cavalla non era stata sequestrata, ma ‘regalata’. Una storia che si conclude nel silenzio, nonostante tutto. A Licia resta l’onore di essere stata curata, accompagnata e amata. A chi l’ha assistita, il merito di averci provato fino alla fine”, conclude l’Associazione.