L’AQUILA – “La sicurezza non si può parametrare in termini economici tanto quanto l’interesse di un imprenditore a vedere libera da transenne la strada di accesso al suo esercizio commerciale. Solo l’autorità politica del sindaco è in grado di poter decidere per la propria comunità”.
Così il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, in un’intervista all’Ansa, rispondendo alla domanda sugli effetti nefasti che potrebbero portare misure di sicurezza più severe per l’accesso al centro storico terremotato al tessuto economico che a fatica si sta riappropriando dei primi spazi ricostruiti nel cuore della città.
“Questa è una valutazione politica – fa notare -. Ci deve essere un’autorità che possa prendere in considerazione i vari interessi presenti di fronte a un fenomeno come questo: quelli di chi deve riaprire un’attività, quelli di chi deve rientrare a casa, quelli di chi deve percepire L’Aquila come una città che vuole tornare a vivere e cogliere il valore estetico e tecnico dei lavori compiuti. Questo, però, si deve contemperare con la valutazione di garantire la sicurezza”.
In questo senso, “è necessario accelerare le procedure di gara per creare l’interdizione all’accesso per chi non ha uno specifico motivo, interdizione che durerà finché la ricostruzione non sarà giunta a un livello tale da permettere il libero transito a tutti”.
“La delimitazione di questa zona rossa aggiornata, secondo quanto affermato in riunione dal funzionario comunale Vittorio Fabrizi, è già stata fatta ed è già pronta, dettagliata strada per strada, conta quel parere più del mio. Ha detto davanti a 40 persone presenti alla riunione – continua ancora – che c’è già la loro ridefinizione delle zone rosse in base ai lavori compiuti e da compiere, manca solo la limitazione fisica delle aree consentite e l’interdizione delle altre”.
In tal senso il prefetto attende che “nei tempi più brevi possibili il Comune realizzi le interdizioni per strade e superfici dove è pericoloso recarsi. Non è un problema di singole strade – sottolinea ancora – è un problema generale, turisti e persone che camminano si vedono dovunque, tutta l’area del centro storico è giusto sia oggetto di una rimappatura e non in base all’emotività”.
“Hanno compiuto tutto, hanno una Polizia munucipale, hanno uffici per la ricostruzione pubblica, privata e la protezione civile, sono consapevoli che si debba garantire l’accesso solo in condizioni di sicurezza, affermazione che condivido – conclude Alecci – ora sto solo aspettando che l’amministrazione comunale realizzi quello che ha affermato”. Alberto Orsini



