L’AQUILA – Meno di un anno fa era entrato nel gotha dell’editoria italiana, acquistando con la Sae spa quattro prestigiose testate come il Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara: ora per  il 56enne manager aquilano Alberto Leonardis, arriva un altro importante “scatto” di carriera, con l’ingresso nel consiglio generale della Fieg, la Federazione italiana editori giornali.

La nomina  è avvenuta giovedì scorso, in occasione delle assemblee della categoria degli “Editori di giornali quotidiani” e degli “Editori di giornali periodici”, che hanno proceduto ad integrare la loro rappresentanza nella Fieg di cui è presidente Andrea Riffeser Monti.

L’assemblea dei quotidiani ha eletto Monica Belgeri della Società editoriale Il Fatto, editrice de Il Fatto Quotidiano e appunto Alberto Leonardis, mentre l’assemblea dei periodici ha eletto Sergio Pedrazzini della Periodici San Paolo, editore di Famiglia Cristiana, e di altre testate periodiche e Giuseppe Macchia di Eni, editore di World Energy.

Si è poi riunita l’assemblea generale che, dopo aver ascoltato le relazioni dei consiglieri dei diversi settori di attività, ha discusso delle prossime iniziative della Federazione, in particolare sul recepimento della direttiva copyright, sulla rete di distribuzione e vendita della stampa, sul costo del lavoro e sui progetti per il settore nell’ambito del Piano nazionale ripresa e resistenza (Pnrr).

Leonardis, ex amministratore delegato e regista della cordata di imprese abruzzesi, di cui deteneva anche una parte di azioni, anche se minoritaria, ha acquistato il quotidiano abruzzese Il Centro, il 15 dicembre scorso ha “guidato” la operazione che ha portato all’acquisizione in blocco de Il Tirreno, de La Gazzetta di Modena, de La Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara, (compressivamente 148 dipendenti e 65mila copie vendute), cedute dal gruppo Gedi news network (ex gruppo L’Espresso) di John Elkann, che ha come testata ammiraglia il quotidiano La Repubblica. Con l’ex gruppo L’Espresso aveva acquisito il quotidiano Il Centro.

Il progetto in fieri della sua Sae spa, fondata a luglio del 2020, con sede a Piombino e che dà lavoro a ben 165 dipendenti, è la creazione, a far leva proprio sulle professionalità dei quattro giornali, di un Centro di produzione di contenuti e sviluppo format tv, sul modello del colosso americano Netflix.

Una carriera folgorante, quella di Leonardis, figlio di Giovanni Leonardis, indimenticato primario anestesista aquilano. Carriera che sin dall’inizio si è dispiegata, tra le altre cose, nell’ambito dei new media che anche per la Fieg rappresenta ora uno dei campi di azione prioritari.

All’alba del nuovo millennio è stato infatti azionista della Internet company Dooyoo Italy, operante nel settore del digitale e dell’e-commerce, poi sono arrivati dirigenziali a Eurobic Abruzzo e Molise, Nextira One, Poste Italiane. E’ stato responsabile delle relazioni esterne alla scuola Telecom a L’Aquila, ha creato il Consorzio italiano del Telelavoro, è stato editore del Corriere delle Comunicazioni e azionista dell’agenzia Dire. Ha realizzato le “Stanze contro il dolore”, sviluppando sensori per ridurre o eliminare le sofferenze.

L’ingresso nel mondo dell’editoria è datato 2016, con l’acquisto dal gruppo L’Espresso, del quotidiano abruzzese Il Centro, in società con Cristiano Artoni, distributore del giornale, che nei mesi scorsi ha ceduto il suo pacchetto azionario ai suoi due compagni di cordata, il costruttore aquilano Luigi Palmerini e l’imprenditore re delle cliniche private Luigi Pierangeli, titolare della tv privata Rete 8. Nel 2018 però Leonardis è uscito dalla società e nello stesso anno si è fatto promotore dell’arrivo nel Tecnopolo d’Abruzzo dell’Aquila, della multinazionale cinese Zte, operante nel settore strategico e controverso del 5g. Nel 2018 è stato componente del comitato territoriale di Banco Bpm.

Da metà dicembre 2020 guida il Gruppo Sae, nella cui compagine ci sono la società di telecomunicazioni e informatica Atlante srl, dell’abruzzese Davide Cilli, la società di costruzioni Toscana sviluppo 2.0, Portobello spa, che ha trasformato il mensile Rolling Stones in un magazine digitale e centro di produzione, la bolognese Atnext, società di comunicazione, la Brio Consulting, società di consulenza, Zona franca edizioni, che fa capo a Giulio Fascetti, aquilano anche lui, e che pubblica riviste di orologeria, fotografia e pesca, enigmi e misteri. E infine Masini & Santini distribuzione, società di distribuzione di giornali. Vice presidente di Sae spa è Maurizio Berrighi, uno dei titolari di Toscana sviluppo 2.0.